I rincari scatteranno dal primo gennaio con lievitazioni dal 25 al 100 per cento. Ladinser: «Un giusto adeguamento»
BOLZANO Dal primo gennaio il prezzo dei parcheggi gestiti dalla Seab
(per conto dell’amministrazione comunale) subirà un sensibile rincaro.
Compresa la sosta negli stalli blu. Per l’amministrazione comunale sono
previsti, complessivamente, maggiori introiti per 610 mila euro. Il
pacchetto di aumenti riguarda il parcheggio di Bolzano Centro (in via
Mayr Nusser) e l’autosilo del Palasport. Il vicesindaco Klaus Ladinser
ha difeso la decisione dell’amministrazione affermando che i prezzi (che
già erano stati ritoccati nel 2010) erano inadeguati rispetto alle
tariffe praticate in molti parcheggi privati. A seconda delle tariffe,
dei parcheggi e della fascia oraria, i rincari variano da un minimo del
25 per cento ad un massimo del cento per cento. Insomma in alcuni casi
la tariffa che gli automobilisti dovranno pagare sarà letteralmente
raddoppiata. E’ il caso della tariffa notturna del parcheggio Bolzano
Centro. Oggi parcheggiare tra le 20 e le 7 ha un costo di 50 centesimi
all’ora, dal primo gennaio si passerà ad un euro mentre la tariffa nelle
ore diurne (cioè dalle 7 alle 20) subirà un incremento del 25 per cento
passando dall’attuale 1,20 euro a 1 euro e 50 centesimi. Aumenterà del
25 per cento anche la tariffa richiesta per il parcheggio degli autobus
turistici per i quali oggi vengono chiesti 8 euro all’ora che salirà a
10 euro dal primo gennaio. Una vera e propria «mazzata» è poi prevista
per i possessori di camper parcheggiati al Palasport. In questo caso il
calcolo va fatto sull’abbonamento mensile che subirà un incremento del
43 per cento, passando dagli attuali 42 euro a 60 euro. Secondo il
vicesindaco i rincari sarebbero giustificati anche se, da un’analisi
attenta, risulta ben oltre il tasso di inflazione. Per quanto riguarda
gli stalli blu, l’unica tariffa che resterà invariata è quella che
riguarda la sosta nel centro storico. Anche dal prossimo primo gennaio
si continuerà a pagare 2 euro all’ora. Nelle zone adiacenti il centro
storico, l’aumento sarà contenuto in un 25 per cento e la tariffa oraria
passerà dall’attuale 1, 20 euro ad un euro e cinquanta centesimi.
L’amministrazione comunale intende però incassare sensibilmente di più
anche nelle altre zone della città e cioè le zone la periferia e la zona
industriale. Per le zone E ed F (cioè la periferia) l’aumento sarà del
43 per cento (si passerà da 70 centesimi ad un euro all’ora), mentre le
tariffe degli stalli blu in zona industriale aumenteranno del 67 per
cento (si passerà infatti dal 30 centesimi a 50 centesimi all’ora).
Alto Adige 15-12-12
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sabato 15 dicembre 2012
Da gennaio multe più care del 6% Ma la crisi riduce le sanzioni
La polizia urbana: si usa meno l’auto e i bolzanini sono più attenti
perchè non vogliono pagare Nel 2012 ridotti il numero dei verbali e
degli introiti complessivi per mezzo milione di euro
di Valeria Frangipane
BOLZANO Si chiude l’anno delle stangate (caro-luce, caro-gas, caro-benzina, caro-Imu ecc.) ed altre se ne annunciano. Dal primo gennaio 2013 - infatti - le multe aumenteranno del 5,9%, colpa di un meccanismo infernale che prevede, ogni due anni, un adeguamento degli importi in base all’inflazione calcolata dall’Istat. Il comandante dei vigili, Sergio Ronchetti, spiega che in un momento come questo lo Stato poteva anche dare un segnale e bloccare l’aumento: «Sarebbe stata una mossa apprezzabile perchè le sanzioni sono già pesanti, ritoccarle non serviva». Intanto va detto che tutti quegli automobilisti che nel 2011 sono passati per Bolzano incappando in ben 62.300 contravvenzioni hanno fatto incassare al Comune la bellezza di 3 milioni e 527 mila euro. «Attenzione però - riprende Ronchetti - perchè il trend del 2012 è in ribasso e vede calare le multe del 14%». Con prevedibili minori entrate nelle casse pubbliche per una somma che si aggira attorno ai 180 mila euro. «Gli ultimi dati ci dicono che se da gennaio a novembre 2011 le multe erano state 57.855 nello stesso periodo del 2012 sono scese a 49.802». Come mai succede? Automobilisti virtuosi? «Il dato è interessante ed è all’incirca lo stesso in tutt’Italia. Diciamo che emerge una maggior attenzione ai divieti anche perchè le famiglie non hanno più i soldi per pagare le contravvenzioni e comunque un minor uso dell’automobile legato al caro-benzina». Il comandante calcola che una sanzione per divieto di sosta a gennaio arriverà a costare 41 euro (contro le 50 mila lire del 1993 ed i 39 euro del 2012), il mancato uso delle cinture toccherà gli 80 euro (contro le 50 mila lire del ’93 ed i 76 euro del 2012), l’uso del cellulare senza auricolare ci costerà 161 euro (oggi 152, contro le 50.000 lire del 1993). Anche il superamento dei limiti da 10 fino a 40 km/h è passato dalle 200.000 lire iniziali (euro 103,29), ai 159 euro del 2012, che diventeranno 168 euro a partire da gennaio 2013. L’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) spiega che «negli ultimi 20 anni le sanzioni sono aumentate in media del 50% (il divieto di sosta, per esempio è passato da 39 mila lire a 51 euro), non altrettanto si potrebbe dire degli stipendi». Resta da capire dove finiscono i soldi che si accumulano nelle casse comunali per le multe. La giunta comunale ha deciso che il 50% delle entrate delle multe sarà destinato alla manutenzione ordinaria della viabilità, all'eliminazione di barriere architettoniche, alle ciclabili, al rifacimento della pavimentazione stradale, all'illuminazione pubblica, al servizio vigilanza, pubblicità e alla fornitura di mezzi tecnici per i servizi di polizia stradale.
Alto Adige 15-12-12
di Valeria Frangipane
BOLZANO Si chiude l’anno delle stangate (caro-luce, caro-gas, caro-benzina, caro-Imu ecc.) ed altre se ne annunciano. Dal primo gennaio 2013 - infatti - le multe aumenteranno del 5,9%, colpa di un meccanismo infernale che prevede, ogni due anni, un adeguamento degli importi in base all’inflazione calcolata dall’Istat. Il comandante dei vigili, Sergio Ronchetti, spiega che in un momento come questo lo Stato poteva anche dare un segnale e bloccare l’aumento: «Sarebbe stata una mossa apprezzabile perchè le sanzioni sono già pesanti, ritoccarle non serviva». Intanto va detto che tutti quegli automobilisti che nel 2011 sono passati per Bolzano incappando in ben 62.300 contravvenzioni hanno fatto incassare al Comune la bellezza di 3 milioni e 527 mila euro. «Attenzione però - riprende Ronchetti - perchè il trend del 2012 è in ribasso e vede calare le multe del 14%». Con prevedibili minori entrate nelle casse pubbliche per una somma che si aggira attorno ai 180 mila euro. «Gli ultimi dati ci dicono che se da gennaio a novembre 2011 le multe erano state 57.855 nello stesso periodo del 2012 sono scese a 49.802». Come mai succede? Automobilisti virtuosi? «Il dato è interessante ed è all’incirca lo stesso in tutt’Italia. Diciamo che emerge una maggior attenzione ai divieti anche perchè le famiglie non hanno più i soldi per pagare le contravvenzioni e comunque un minor uso dell’automobile legato al caro-benzina». Il comandante calcola che una sanzione per divieto di sosta a gennaio arriverà a costare 41 euro (contro le 50 mila lire del 1993 ed i 39 euro del 2012), il mancato uso delle cinture toccherà gli 80 euro (contro le 50 mila lire del ’93 ed i 76 euro del 2012), l’uso del cellulare senza auricolare ci costerà 161 euro (oggi 152, contro le 50.000 lire del 1993). Anche il superamento dei limiti da 10 fino a 40 km/h è passato dalle 200.000 lire iniziali (euro 103,29), ai 159 euro del 2012, che diventeranno 168 euro a partire da gennaio 2013. L’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) spiega che «negli ultimi 20 anni le sanzioni sono aumentate in media del 50% (il divieto di sosta, per esempio è passato da 39 mila lire a 51 euro), non altrettanto si potrebbe dire degli stipendi». Resta da capire dove finiscono i soldi che si accumulano nelle casse comunali per le multe. La giunta comunale ha deciso che il 50% delle entrate delle multe sarà destinato alla manutenzione ordinaria della viabilità, all'eliminazione di barriere architettoniche, alle ciclabili, al rifacimento della pavimentazione stradale, all'illuminazione pubblica, al servizio vigilanza, pubblicità e alla fornitura di mezzi tecnici per i servizi di polizia stradale.
Alto Adige 15-12-12
giovedì 13 dicembre 2012
Slot, chi non le toglie rischia la chiusura
BOLZANO
Un terzo del massimo. Questo si pagherà di multa se si viene pizzicati
per la prima volta con le slot machine, accese o spente poco importa. Se
si trovano nel bar, arriva il verbale. Ma il vicecomandante dei vigili
urbani del capoluogo altoatesino, Martin Schwienbacher, tiene anche a
precisare che: «In via teorica, in caso di recidiva, ossia in seguito ad
ulteriori accertamenti positivi, il vicesindaco potrebbe anche decidere
di aumentare l’importo, fino al massimo previsto, ossia fino a 552
euro». Per passare poi, in caso di recidiva protratta, all’imposizione
della chiusura del locale.
di Davide Pasquali
BOLZANO Domani è l’ultimo giorno utile per rimuovere le slot machine dai 250 bar cittadini troppo vicini ai luoghi sensibili. Come precisa il vice comandante della polizia municipale del capoluogo, Martin Schwienbacher, a chi non si adegua verrà elevata una sanzione amministrativa di 188 euro, ossia un terzo del massimo previsto. A comminare la sanzione non saranno solo i vigili dell’annonaria, numericamente troppo esigui per il gravoso compito imposto dalla recente norma provinciale, bensì i vigili urbani. Qualche controllo a campione verrà effettuato sabato, ma la polizia municipale comincerà a battere a tappeto la città da lunedì mattina. I verbali elevati verranno spediti al vicesindaco nonché assessore alle attività economiche Klaus Ladinser, il quale, in caso di recidiva, potrà decidere di chiudere il locale, ritirando la licenza di esercizio pubblico fino alla rimozione delle slot machine. Il vicecomandante della polizia municipale bolzanina è un tecnico e come tale non vuole e non può rispondere a domande di carattere politico. Semplicemente, deve far applicare la legge. «La norma provinciale concernente il gioco lecito - spiega Schwienbacher - è entrata in vigore a novembre e prevede la rimozione degli apparecchi qualora siano troppo vicini ai luoghi cosiddetti sensibili. Ognuno degli esercenti cittadini ha ricevuto per tempo una circostanziata comunicazione da parte del municipio, nella quale si spiega come ci si debba comportare. E a cosa si vada incontro in caso di inottemperanza». E la polizia municipale, come chiarisce senza lasciare ombra di dubbio il vicecomandante di Bolzano, «non ha ricevuto nessun input in contrasto con queste disposizioni normative». Ergo, si avvieranno i controlli e in caso di necessità si eleveranno le sanzioni. «Probabilmente non sarà subito, per sabato. I vigili dell’annonaria sono pochi e molto indaffarati in questo periodo di mercati e mercatini». Per dare man forte, dei controlli si occuperanno quindi anche i “semplici” vigili urbani. «Non escludo che qualche accertamento a campione venga avviato già sabato, ma un fatto è certo: da lunedì, a chi non ha rimosso le slot verrà redatto un verbale, contenente una sanzione di 188 euro». E il verbale verrà trasmesso in tempi rapidi anche al vicesindaco Ladinser. Il quale avrà facoltà di decidere se e di quanto rincarare le eventuali sanzioni successive, fino al caso limite del ritiro della licenza e dell’imposizione della chiusura per il locale inottemperante. Possibile che si sarà sommersi da una marea di ricorsi, ammette come ipotesi lo stesso vice comandante, «ma per quanto ci riguarda non possiamo esimerci dall’effettuare le verifiche prescritte». Dopo il primo giro di controlli, spiega oltre Schwienbache illustrando l’iter burocratico previsto dalle norme vigenti, «avvieremo degli accertamenti successivi, per verificare se i pubblici esercenti già inottemperanti si siano o meno messi in regola». Dopo il primo giro, ce ne sarà dunque un secondo, ed eventualmente altri. «Teoricamente, ogni giorno in più con le macchinette al bar potrebbe costare una ulteriore sanzione». Occorre infine far notare che «non è sufficiente spegnere le macchinette: spente o accese, le si deve rimuovere». Unico dato certo è che ci vorranno giorni e giorni, solo per compiere il primo giro di accertamenti. Tolti sei bar graziati dalla recente delibera di giunta provinciale che elimina dall’elenco dei luoghi sensibili le fermate dei bus e dei treni, ne rimangono pur sempre da controllare una moltitudine...
Alto Adige 13-12-12
di Davide Pasquali
BOLZANO Domani è l’ultimo giorno utile per rimuovere le slot machine dai 250 bar cittadini troppo vicini ai luoghi sensibili. Come precisa il vice comandante della polizia municipale del capoluogo, Martin Schwienbacher, a chi non si adegua verrà elevata una sanzione amministrativa di 188 euro, ossia un terzo del massimo previsto. A comminare la sanzione non saranno solo i vigili dell’annonaria, numericamente troppo esigui per il gravoso compito imposto dalla recente norma provinciale, bensì i vigili urbani. Qualche controllo a campione verrà effettuato sabato, ma la polizia municipale comincerà a battere a tappeto la città da lunedì mattina. I verbali elevati verranno spediti al vicesindaco nonché assessore alle attività economiche Klaus Ladinser, il quale, in caso di recidiva, potrà decidere di chiudere il locale, ritirando la licenza di esercizio pubblico fino alla rimozione delle slot machine. Il vicecomandante della polizia municipale bolzanina è un tecnico e come tale non vuole e non può rispondere a domande di carattere politico. Semplicemente, deve far applicare la legge. «La norma provinciale concernente il gioco lecito - spiega Schwienbacher - è entrata in vigore a novembre e prevede la rimozione degli apparecchi qualora siano troppo vicini ai luoghi cosiddetti sensibili. Ognuno degli esercenti cittadini ha ricevuto per tempo una circostanziata comunicazione da parte del municipio, nella quale si spiega come ci si debba comportare. E a cosa si vada incontro in caso di inottemperanza». E la polizia municipale, come chiarisce senza lasciare ombra di dubbio il vicecomandante di Bolzano, «non ha ricevuto nessun input in contrasto con queste disposizioni normative». Ergo, si avvieranno i controlli e in caso di necessità si eleveranno le sanzioni. «Probabilmente non sarà subito, per sabato. I vigili dell’annonaria sono pochi e molto indaffarati in questo periodo di mercati e mercatini». Per dare man forte, dei controlli si occuperanno quindi anche i “semplici” vigili urbani. «Non escludo che qualche accertamento a campione venga avviato già sabato, ma un fatto è certo: da lunedì, a chi non ha rimosso le slot verrà redatto un verbale, contenente una sanzione di 188 euro». E il verbale verrà trasmesso in tempi rapidi anche al vicesindaco Ladinser. Il quale avrà facoltà di decidere se e di quanto rincarare le eventuali sanzioni successive, fino al caso limite del ritiro della licenza e dell’imposizione della chiusura per il locale inottemperante. Possibile che si sarà sommersi da una marea di ricorsi, ammette come ipotesi lo stesso vice comandante, «ma per quanto ci riguarda non possiamo esimerci dall’effettuare le verifiche prescritte». Dopo il primo giro di controlli, spiega oltre Schwienbache illustrando l’iter burocratico previsto dalle norme vigenti, «avvieremo degli accertamenti successivi, per verificare se i pubblici esercenti già inottemperanti si siano o meno messi in regola». Dopo il primo giro, ce ne sarà dunque un secondo, ed eventualmente altri. «Teoricamente, ogni giorno in più con le macchinette al bar potrebbe costare una ulteriore sanzione». Occorre infine far notare che «non è sufficiente spegnere le macchinette: spente o accese, le si deve rimuovere». Unico dato certo è che ci vorranno giorni e giorni, solo per compiere il primo giro di accertamenti. Tolti sei bar graziati dalla recente delibera di giunta provinciale che elimina dall’elenco dei luoghi sensibili le fermate dei bus e dei treni, ne rimangono pur sempre da controllare una moltitudine...
Alto Adige 13-12-12
mercoledì 12 dicembre 2012
«Chi non toglie le slot, perderà il bar»
Il vicesindaco: «Il termine per rimuoverle scade il 15 dicembre. Poi scatteranno i controlli di vigili, Finanza e Carabinieri»
di Valeria Frangipane
BOLZANO Via le slot dagli oltre 250 bar della città che le hanno installate entro 300 metri dai luoghi sensibili o il titolare sarà costretto a chiudere. «Mi spiace che in molti non si rendano conto di quel che succederà. Ripeto, ancora una volta, che il 15 dicembre scade il termine per rimuovere le macchinette elettroniche dai locali. Dopo questa data ci muoveremo di conseguenza». Il vicesindaco Klaus Ladinser risponde così a Confesercenti che si fa portavoce di tutto il disagio dei soci: «I pubblici esercenti non possono sciogliere i contratti con le società che gestiscono le slot, va trovata una soluzione che non li danneggi». «Nessuna soluzione - ribatte il vicesindaco - la legge non l’ho fatta io ma la Provincia (è entrata in vigore il primo novembre 2012) ed è più che chiara. Al Comune spetta solo il compito di farla rispettare. Per questo dal 15 in poi partiranno gradualmente i controlli in tutti i bar della città e scatteranno le prime multe. E ricordo che se il barista non sposterà le macchinette entro la data indicata e non lo farà nemmeno in seguito verrà sanzionato più volte fino al ritiro della licenza ed alla chiusura del locale. Mi spiace ma non si scherza». Ma come faranno i 250 baristi, legati a precisi contratti, a sganciarsi dai noleggiatori? «Devono parlarsi, non sta a me trovare una soluzione». Molte società di noleggio invitano i diretti interessati a non togliere proprio niente, lei che dice? «Che se la vedranno col giudice per tutti i ricorsi del caso, non certo con noi». E’ possibile tenere le macchinette spente? «Spente o accese non importa. Vanno rimosse». I pubblici esercenti sono invitati anche a fare molta attenzione alle indicazioni che arrivano da alcuni noleggiatori che si dicono pronti a pagare, per esempio, la prima multa (dai 144 ai 552 euro). Attenzione perchè se il noleggiatore dice di pagare e se pagherà anche tutte le sanzioni successive, toccherà poi al titolare perdere la licenza e chiudere il bar. Insomma la questione è molto delicata. Da parte sua il comandante dei vigili, Sergio Ronchetti, fa sapere che nelle prossime ore è stata fissata una riunione proprio per discutere della questione: «Nel fine settimana abbiamo il problema della viabilità da Mercatino, per cui escludo che sabato possano già partire i controlli, ma da lunedì inizieremo il giro. L’input è quello di far rispettare la legge». Per i pubblici esercenti una doppia batosta: da una parte i problemi con i contratti firmati, dall’altra il mancato incasso che - per chi ha dalle due alle tre macchinette - oscilla tra i 1.000 ed i 1.500 euro al mese.
Alto Adige 12-12-12
di Valeria Frangipane
BOLZANO Via le slot dagli oltre 250 bar della città che le hanno installate entro 300 metri dai luoghi sensibili o il titolare sarà costretto a chiudere. «Mi spiace che in molti non si rendano conto di quel che succederà. Ripeto, ancora una volta, che il 15 dicembre scade il termine per rimuovere le macchinette elettroniche dai locali. Dopo questa data ci muoveremo di conseguenza». Il vicesindaco Klaus Ladinser risponde così a Confesercenti che si fa portavoce di tutto il disagio dei soci: «I pubblici esercenti non possono sciogliere i contratti con le società che gestiscono le slot, va trovata una soluzione che non li danneggi». «Nessuna soluzione - ribatte il vicesindaco - la legge non l’ho fatta io ma la Provincia (è entrata in vigore il primo novembre 2012) ed è più che chiara. Al Comune spetta solo il compito di farla rispettare. Per questo dal 15 in poi partiranno gradualmente i controlli in tutti i bar della città e scatteranno le prime multe. E ricordo che se il barista non sposterà le macchinette entro la data indicata e non lo farà nemmeno in seguito verrà sanzionato più volte fino al ritiro della licenza ed alla chiusura del locale. Mi spiace ma non si scherza». Ma come faranno i 250 baristi, legati a precisi contratti, a sganciarsi dai noleggiatori? «Devono parlarsi, non sta a me trovare una soluzione». Molte società di noleggio invitano i diretti interessati a non togliere proprio niente, lei che dice? «Che se la vedranno col giudice per tutti i ricorsi del caso, non certo con noi». E’ possibile tenere le macchinette spente? «Spente o accese non importa. Vanno rimosse». I pubblici esercenti sono invitati anche a fare molta attenzione alle indicazioni che arrivano da alcuni noleggiatori che si dicono pronti a pagare, per esempio, la prima multa (dai 144 ai 552 euro). Attenzione perchè se il noleggiatore dice di pagare e se pagherà anche tutte le sanzioni successive, toccherà poi al titolare perdere la licenza e chiudere il bar. Insomma la questione è molto delicata. Da parte sua il comandante dei vigili, Sergio Ronchetti, fa sapere che nelle prossime ore è stata fissata una riunione proprio per discutere della questione: «Nel fine settimana abbiamo il problema della viabilità da Mercatino, per cui escludo che sabato possano già partire i controlli, ma da lunedì inizieremo il giro. L’input è quello di far rispettare la legge». Per i pubblici esercenti una doppia batosta: da una parte i problemi con i contratti firmati, dall’altra il mancato incasso che - per chi ha dalle due alle tre macchinette - oscilla tra i 1.000 ed i 1.500 euro al mese.
Alto Adige 12-12-12
mercoledì 5 dicembre 2012
Italia Nostra rilancia il Virgolo: campus per l’Eurac e funivia
«La nostra proposta per salvare dallo stato di degrado la collina dei bolzanini»
di Valeria Frangipane
BOLZANO Una funivia con stazione a valle all’Eurac. Un campus con laboratori e residence per ricercatori. Il recupero dell’Hotel Bellavista. La demoricostruzione del bar-ristorante vicino alla stazione a monte. Il potenziamento dei sentieri ed il recupero dell’area archeologica. Questi, in estrema sintesi, i punti cardine sui quali ruota il progetto che Italia Nostra avanza per il rilancio del Virgolo. Il presidente Umberto Tecchiati e Stefano Novello, vicepresidente ed architetto, l’hanno presentato ieri nella sala di rappresentanza del Comune davanti all’assessore alla cultura Patrizia Trincanato «vedremo che fare ma non ci sono fondi» ed all’urbanistica Chiara Pasquali «tutto bene ma attenzione perchè l’area è di proprietà privata, serve un accordo con i diretti interessati e serve un flusso di persone tale da giustificare una nuova funivia». Italia Nostra punta sulla ricerca scientifica e sulla valorizzazione del patrimonio architettonico, ambientale, storico ed archeologico. «Pensiamo che la collina dei bolzanini debba prima di tutto essere raggiungibile. Per questo abbiamo bisogno di una nuova funivia che parta dall’Eurac. Crediamo anche che sia possibile pensare al Virgolo nella zona dell’ex tennis una sede distaccata dell’Eurac, visto che l’accademia europea è in cerca di nuovi spazi. Una sorta di campus con aule e laboratori, residence per ricercatori e spazi da condividere con il pubblico». Italia Nostra punta anche ad un intervento di restauro conservativo dell’Hotel Bellavista, alla demoricostruzione del bar-ristorante che si trova vicino alla stazione a monte della vecchia funivia, al potenziamento ed alla valorizzazione dei sentieri che vanno rivalutati dal punto di vista paesaggistico ed ambientalista, al rilancio dei due masi - uniche strutture attrattive esistenti - ed alla realizzazione di un percorso storico religioso dell’area archeologica. Fondamentale però capire come trovare il finanziamento e come riuscire a rendere attrattivo il Virgolo tanto da giustificare la realizzazione di una nuova funivia. «Pensiamo - ovviamente -anche nell’aiuto dell’Eurac - spiega Tecchiati - ma il problema dell’attrattività resta e non possiamo risolverlo da soli. Abbiamo lanciato un’idea, adesso discutiamone».
Alto Adige 5-12-12
mercoledì 7 novembre 2012
Via le slot dai bar, il Comune non molla
Domani incontro con le associazioni di categoria. L’attacco dei noleggiatori: metà dei locali sarà costretta a chiudere
Attualmente le slot sono contingentate dalla Provincia. Lo si evince da un elenco affisso nei locali della sede del noleggiatore Sogema, in via Galvani. Negli alberghi si possono installare fino a 10 slot; nelle tabaccherie fino a 10 metri quadri si possono installare fino a 2 slot, da 10 a 20 metri quadri se ne possono installare fino a 4, oltre i 20 metri quadri ogni 10 metri quadri in più si può installare una slot. Ad esempio, su 60 metri quadri si possono installare 8 slot, che è il massimo consentito. Nei bar, fino a 15 metri quadri si possono installare fino a 2 slot, da 15 a 30 metri quadri se ne possono installare fino a 4, da 30 a 100 metri quadri se ne possono installare fino a 6; per i locali oltre i 100 metri quadri si possono installare al massimo 8 slot. Per ogni slot installata servono due metri quadri come spazio gioco (slot compresa).
di Davide Pasquali
BOLZANO Via le slot dagli oltre 250 bar cittadini che le hanno installate entro i 300 metri dai luoghi sensibili. Il vicesindaco Ladinser non ha nessuna intenzione di mollare: domani mattina incontrerà le associazioni di categoria (Confesercenti, Unione e Hgv) per illustrare la volontà municipale di rispettare la legge provinciale, facendo rimuovere gli apparecchi da tutti i locali bolzanini. Fissato anche un incontro con i vertici nazionali dei gestori di slot machine affiliati ad Assotrattenimento (Confindustria), che dalle colonne del nostro giornale, col presidente Massimiliano Pucci, ieri avevano chiesto di essere ascoltati per mettere in guardia il Comune sulla probabile proliferazione del gioco illecito in seguito alla rimozione di quello lecito dagli esercizi pubblici. «Sono tutti ben accetti - ha chiarito ieri il vicesindaco - e tutti invitati a esternare le loro posizioni». Questo l’invito esteso da Ladinser. «Però non mollo neanche di una virgola». Timori. E in città in tanti stanno letteralmente tremando. Fornisce la cartina di tornasole Franco Scalet, titolare di uno dei maggiori noleggi di slot in provincia. «Almeno la metà dei bar bolzanini - sostiene - sarà costretto a chiudere. Si perderanno posti di lavoro anche nell’indotto. E a Bolzano seguiranno a ruota anche gli altri Comuni, che attualmente stanno alla finestra a vedere cosa succede». La fotografia. Scalet, con la sua Sogema, attualmente noleggia fra le 300 e le 350 macchinette, in tutta la provincia, compreso San Candido e la val Martello, con un “coin in” (ovverosia le monete che entrano nelle slot) di circa 400 mila euro al mese. Sette dipendenti, «ne stavo per assumere altri due, ma aspetto per vedere cosa succederà. Se rimuoveranno davvero le slot, altro che assumere: ne dovrò mandare via due o tre». La sorte peggiore toccherà però, a detta di Scalet, a tantissimi bar. «Attualmente, quelli dotati di macchinette, a Bolzano sono fra i 260 e i 270. In media incassano, netti, un migliaio di euro. Diciamo che si va dai 600-700 euro ai 1.500. Servono per pagare l’affitto o un dipendente, o almeno la metà perché poi ci sono da considerare le tasse. Senza questo incasso, stimo che il 65% dei locali bolzanini, eccessivamente proliferati - lo ammetto - dopo le liberalizzazioni di Bersani, saranno costretti a chiudere. Come minimo saranno la metà». Incassi (il)leciti. Se in Comune, prosegue Scalet, pensano che in alcuni bar si incassino 5 o 10 mila euro «sbagliano di grosso». Le macchinette installate nei bar permettono di giocare solo introducendo monete, quindi al massimo due euro alla volta. «Cosa volete che si possa incassare? E anche se uno gioca tutto il giorno, non riesce a buttare dalla finestra più di tanto. I veri incassi si fanno nelle sale giochi, specie in quelle grandi, dove, lo sanno tutti, si può riciclare il denaro sporco e a giocare, molto spesso, è chi ha grande disponibilità di soldi e tanto tempo libero. Chiedete nell’ambiente: a giocare in certe sale sono proprio gli spacciatori». Riciclare denaro sporco pare sia facile. «Nelle videolottery si possono inserire banconote, fino a 500 euro. Se ne introduci una sporca, poi fai una giocata da un euro e poi smetti, la macchinetta ti dà una ricevuta. Con quella vai alla casa e ritiri 499 euro. Puliti». E i tabacchini? Oltre alle sale giochi, «dove ovviamente ci sarà una proliferazione di giocatori», non si capisce «perché abbiano lasciato le slot nei tabacchini». Slot machine del tutto identiche a quelle dei bar. «Collegate in rete con l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, dunque sotto controllo». Non sono come i videopoker di prima generazione, «dove non c’era controllo alcuno e perciò tanti hanno fatto i furbi, anche a Bolzano, finendo poi dietro le sbarre». E i magazzini di Sogema, in via Galvani, sono stipati da decine e decine di queste macchinette vecchie, dismesse. Lottomatica. Oltre ai possibili o probabili ricorsi da parte dei noleggiatori e dei baristi bolzanini, «non staranno con le mani in mano nemmeno i gestori delle reti informatiche che gestiscono le slot (Lottomatica, Sisal eccetera, ossia chi ha vinto gli appalti di Aams), i Monopoli e il Tesoro». Franco Scalet si avventura in un calcolo a spanne, a suo dire sottostimando il fenomeno. «A noleggiatore e barista rimane il 10% degli incassi, suddiviso di solito circa a metà. Se mettiamo un incasso di un migliaio di euro a bar, e in città ne consideriamo almeno 250, in caso di rimozione delle macchinette la perdita sarebbe di 250 mila euro al mese. Molto maggiore quella dello Stato, dieci volte di più: 2,5 milioni al mese soltanto su Bolzano. So per certo che Lottomatica ha già attivato il proprio ufficio legale. Non staranno con le mani in mano».
Alto Adige 7-11-12
venerdì 5 ottobre 2012
La Bolzano che non ti aspetti
Domani decolla “Tutta tua la città”. Alla scoperta di arte, storia, architettura dei diversi quartieri
BOLZANO Una Bolzano diversa. Una città da scoprire camminando per i rioni di Bolzano accompagnata da alcune guide d'eccezione: storici, sociologi, storici dell'arte ed esperti del territorio. Questo è “Tutta tua la città” un percorso molto particolare proposto per domani, sabato, dall'Associazione Cristallo e realizzato in collaborazione con la Biblioteca Provinciale Claudia Augusta, l'Archivio Storico del Comune di Bolzano, l'Heimatschutzverein e la Gemeinschaft Maria Heim e che vuole far conoscere dal punto di vista archeologico, architettonico, storico, sociale, ambientale e paesaggistico alcuni aspetti dei quartieri del capoluogo, anche quelli periferici, solitamente penalizzati rispetto alle zone più note e storicamente più antiche della città. Diverse voci di esperti si alterneranno durante il cammino e aiuteranno a guardare con occhi nuovi luoghi vicini, consueti ma forse non del tutto compresi. Il percorso, che vuole avere cadenza annuale, in questa sua prima edizione si snoderà tra i quartieri Don Bosco ed Europa Novacella, lontani quindi dai circuiti turistici di Bolzano, ma protagonisti di una storia interessante e antica che merita di essere raccontata. A tutti i partecipanti verrà fornita una piccola cartina, un “supporto alla visita” per stimolare la curiosità e l'approfondimento. L'appuntamento è al Parco delle Semirurali di via Alessandria alle ore 15.30 dove è previsto l'intervento di Carla Giacomozzi dell'Archivio Storico di Bolzano sui resti della Chiesa di San Maria in Augia. Si proseguirà poi a piedi fino a Ponte Palermo dove Luigi Caneve spiegherà l'importanza del fiume Isarco, corridoio ecologico di grande ricchezza e habitat tipico della vegetazione igrofila. La terza tappa, curata da Paola Bassetti, sarà via Cagliari, dove ci si soffermerà sui due complessi residenziali particolarmente interessanti dal punto di vista architettonico: le “case inglesi” realizzate dallo studio Darbourne e Darke e quelle ideate dall'architetto romano Carlo Aymonino. Lasciandosi il quartiere Don Bosco alle spalle, il gruppo proseguirà poi verso Europa Novacella, dove riscoprirà, grazie all'aiuto di Diego Delmonego, l'architettura degli Anni '30 di Piazza Matteotti e i due luoghi privilegiati di incontro e socialità del quartiere, la Chiesa Regina Pacis e il Teatro Cristallo dove faranno da Ciceroni rispettivamente il parroco don Olivo Ghizzo e il presidente dell'Associazione Cristallo, Pio Fontana. Il percorso si concluderà infine alla residenza Maria Heim, meglio conosciuta come “Conventino di Novacella”, insediamento rurale del 1636. Guideranno i visitatori alla scoperta di questa piccola perla cittadina, immersa nel verde, la storica dell'arte Paola Bassetti e Armand Mattivi. La durata dell'intero percorso, comprese le guide, è di circa due ore e mezzo. Al termine della camminata è previsto un brindisi con il vino novello di Maria Heim. La partecipazione è gratuita. Il gruppo si costituirà direttamente alla prima tappa, ovvero al parco delle Semirurali di via Alessandria, alle ore 15.30. In caso di pioggia l'evento si terrà comunque. Per qualsiasi informazione in merito si può contattare il Teatro Cristallo allo 0471/202016 o mandare una mail a info@teatrocristallo.it
Alto Adige 5-10-12
martedì 2 ottobre 2012
«Il recupero del Virgolo? Una pagliacciata»
LA COLLINA ABBANDONATA»PARLA PETER THUN
di Valeria Frangipane
BOLZANO «Non ne voglio più sapere del Virgolo, è stata una pagliacciata, per me la storia è chiusa. Mi spiace che la collina di Bolzano sia stata condannata, anche dal suo sindaco, ad un degrado senza fine». L’imprenditore Peter Thun - che aveva presentato un progetto di rilancio - è caustico. La questione è tornata alla ribalta dopo che alcune foto apparse sull’”Alto Adige” hanno mostrato la terrazza con “la vista più incredibile sulla città” distrutta, col Virgolo ad un punto di non ritorno con i due alberghi dove negli anni Cinquanta si andava a ballare ridotti una groviera e l’ex circolo tennis quasi bombardato. L’associazione cacciatori di Bolzano ha dato una mano a ripulire la vergogna ed il sindaco Spagnolli, chiamato a dire la sua, si dispiace ma ricorda che la collina è di proprietà privata: «E siccome è proprietà privata, il Comune non può fare nulla. Potrebbe semplicemente autorizzare o non autorizzare qualcosa che i privati decidono di realizzare. Io non ero favorevole, però dico che la proposta Thun, magari sviluppata, magari evoluta, perché così non s’è fatta e non si poteva fare perché costava troppi soldi all’ente pubblico, ma una proposta simil-Thun è l’unico modo per valorizzare il Virgolo». Molto meglio però non riparlare a Peter Thun della sua proposta. Viste le parole dette dal sindaco, lei sarebbe disposto a rivedere il progetto ed a ripresentarlo? «Assolutamente no. Sentite la questione è finita male e lo sappiamo molto bene tutti ma in quel progetto ci avevo creduto con forza. Basti solo pensare che avevo speso decine di migliaia di euro e che avevo già in mano perfino i calcoli statici. Poi è successo quel che è successo. O non sono riuscito a farmi capire io o non sono riusciti gli altri a capire me... fatto sta che adesso non se ne fa più nulla». Cosa risponde al sindaco che parla di una proposta simil-Thun? «Dico che un giorno l’ho chiamato al telefono. Gigi, gli ho detto, per cortesia incontriamoci è venuto il momento di guardarsi in faccia e di parlarsi chiaro. Sono quindici mesi che ti ho presentato il progetto e non ho avuto alcuna risposta. A questo punto io dico basta. Non torno indietro e non ci ripenserò mai più». Le spiace che il Virgolo sia ridotto così? «Sì, mi fa un male tremendo. Da ragazzino ci andavo a giocare, era una meraviglia. Abitavo ad Aslago e salivo spesso in collina. Ho dei ricordi bellissimi». Lei ha parlato chiaro a Spagnolli? «Certo. Temo che il Virgolo, gli ho detto, proseguirà nel suo degrado e tu e la tua giunta ve ne dovrete assumere la completa responsabilità». Che dice degli ambientalisti? «Che hanno portato avanti una battaglia poco chiara». Dell’altro? «Mi sono sempre chiesto che senso abbia avuto nominare Rudi Benedikter referente per il Virgolo». Benedikter che ha presentato un progetto di rilancio che oscilla tra i 26 ed i 44 milioni di euro.
Alto Adige 2-10-12
venerdì 28 settembre 2012
Seab a caccia di mille capi-bidoncino
la nuova raccolta rifiuti
di Davide Pasquali
BOLZANO Mancano all’appello mille capi-bidoncino. La nuova raccolta dei rifiuti residui è stata approvata dal consiglio comunale e a breve si dovrebbe partire. Già in produzione i 17.000 bidoncini, la cui distribuzione inizierà a metà ottobre, mentre la raccolta partirà nel corso del mese di febbraio. Allo scopo di risolvere tutte le questioni legate al bidoncino - consegna al condominio, dislocazione su suolo privato, tipologia di movimentazione desiderata - la Seab ha spedito 6500 lettere ad amministratori e proprietari di immobili, ma ancora non si è riusciti a contattare tutti gli interessati. Attualmente, circa un migliaio di futuri utenti o sono stati rintracciati ma non hanno risposto, oppure non si è riusciti a rintracciarli. Difficoltà si evidenziano soprattutto per gli edifici che ospitano poche famiglie, privi quindi di amministratore ufficiale: difficile capire chi possa essere il responsabile del bidoncino. Seab lancia quindi il suo appello: per far partire la raccolta nei tempi prestabiliti, la banca dati degli utenti deve essere completa, perché si devono organizzare la distribuzione dei cassonetti, che durerà almeno tre mesi, e il calendario degli svuotamenti. Quindi, i capi-bidoncino si facciano avanti (info su www.ilmiobidone.it o al numero verde 800 816 808). 25 litri a testa. I contenitori - i prototipi sono già a Bolzano, la produzione della intera fornitura è stata avviata - saranno di quattro tipi: 120, 240, 360 e 770 litri di capienza. Contattare il responsabile del bidoncino è necessario per vari motivi, innanzitutto per la consegna. Una volta stabilito il calendario, Seab telefonerà al capo-bidoncino, cui verrà fissato un appuntamento per consegnare fisicamente il cassonetto dotato di serratura, con le relative chiavi, in numero sufficiente per tutti i condòmini. Il capo-bidoncino dovrà inoltre concordare con Seab il luogo esatto del posizionamento del cassonetto all’interno della proprietà privata, nonché il numero di bidoncini necessari a seconda dei residenti effettivi del condominio. La Seab stima 25 litri di capienza pro capite. Le singole famiglie, ma solo quelle residenti in edifici da 2 a 4 appartamenti, potranno richiedere il contenitore personale, il quale però avrà un sovrapprezzo annuo di 120 euro. Un sovrapprezzo ci sarà anche per i condomìni che non troveranno nessuno disposto a movimentare il bidoncino, ossia a portarlo al punto di svuotamento, in strada. Si pagheranno circa (la quota esatta dipenderà da quanti utenti richiederanno il servizio) 140 euro più Iva all’anno. Per ciascun bidoncino. Ci si attende che, come accade per l’umido, circa 1800 utenze richiederanno il servizio di movimentazione. Svuotamenti. Ormai è certo: uno svuotamento a settimana per le utenze domestiche; tre volte a settimana in Centro (dove per questioni di spazio non ci sarà il bidoncino ma in strada si porteranno direttamente i sacchetti, anche se Seab consiglia a chi trova lo spazio di richiedere comunque il bidoncino); due volte a settimana per le utenze non domestiche, ossia le ditte, i negozianti ecc. Per quanto riguarda il lavaggio dei bidoncini, sarà effettuato da Seab, ma per ora non si è stabilito quanto costerà. Sovrapprezzo annuale? Ricarico in bolletta? Ancora non è dato sapere. Dovrebbero essere almeno un 100 euro l’anno. A bidoncino. Gli svuotamenti, infine, verranno effettuati non al mattino presto, bensì nelle ore serali. «Ma cos’è ’sto residuo?». È la stessa Seab, ad ammettere difficoltà di comprensione da parte dei cittadini. Dire “secco” è quanto meno scorretto, perché tutto secco non è. Dire invece “indifferenziato” trae in inganno, perché dà l’impressione che ci si possa buttare di tutto. Si potrebbe dire: “tutto ciò che non finisce nelle campane della differenziata e nell’umido”. Ma ancora non basterebbe. Per salvarsi, l’unica è (e)semplificare. Nei bidoncini condominiali del residuo dovranno finire: cartoni per bevande e latte, inclusi i tetrapak; contenitori o sacchetti composti da più materiali; piatti bicchieri e posate di plastica; carta oleata o plastificata (per intendersi, quella del salumiere); pannolini, pannoloni e assorbenti; spazzolini da denti; bastoncini per le orecchie; batuffoli di cotone usati per struccarsi; sacchi per aspirapolvere; casalinghi in plastica, soprammobili, giocattoli e cd; oggetti e tubi in gomma; sacchetti di plastica; spugne sintetiche; lettiere per animali. Seab non fornirà dei sacchetti per la raccolta del residuo: andranno bene i soliti sacchi neri da immondizie o anche le buste di plastica del supermercato. Distribuzione. Come funzionerà esattamente, non si sa. Certo è che le prime a ricevere i bidoncini saranno le ville monofamiliari e le utenze non domestiche. Con la nuova raccolta si partirà solo quando sarà stato consegnato l’ultimo bidoncino. Seab stima sarà per metà-fine febbraio. Da gennaio, con qualche ritardo sui tempi preventivati, inizieranno le serate di presentazione pubblica.
Alto Adige 28-9-12
martedì 25 settembre 2012
Virgolo abbandonato tra vandalismi e rifiuti
La recinzione serve a poco: tutta l’area versa nel degrado totale Così muore la collina di Bolzano, vittima dei veti incrociati e dell’incuria
BOLZANO I blocchi della piscina sono stati presi a martellate, il trampolino sta in piedi per miracolo, nella vasca vuota c’è di tutto, i graffiti sulle pareti fanno quasi tenerezza. Il resto è abbandono e marciume: sul fondo ogni sorta di immondizia. Gli spogliatoi sono stati sfondati. Porte, tavoli, oggetti di ogni tipo, sparsi nei prati. I quadri elettrici divelti e seminati sui campi da tennis ormai mangiati dalle erbacce. La terrazza con “la vista più incredibile sulla città” non esiste più. Può Bolzano permettersi il lusso di mandare in malora la sua collina? Evidentemente sì. Basta scavalcare la rete di recinzione per vedere cosa sta succedendo. Il Virgolo è a un punto di non ritorno. I due alberghi dove negli anni Cinquanta si andava a ballare sono una groviera: le finestre murate, sfondate da chi entra per dormirci la notte. La rete fatta sistemare tutta intorno dai proprietari non serve a niente. Qualcuno ha costruito una specie di scaletta. Scavalcare è un gioco da ragazzi. Dentro è l’abbandono totale, il vandalismo puro. Devi stare attento a dove metti i piedi tra ferri, chiodi, escrementi. Sia chiaro: questa è proprietà privata, e la “proprietà” può farci quello che vuole, ma qui dentro c’è anche la memoria di generazioni intere di bolzanini. «Vedere uno spreco del genere - dicono dai masi accanto - fa male al cuore. Siamo rimasti soli. La notte ci chiudiamo dentro perché circola di tutto». E’ l’aria di abbandono, da “ultima stazione” a far morire lentamente la collina. Il destino del Virgolo è segnato da molto tempo, il declino è durato diversi decenni. Fino al 2009 ci pensavano i volontari del “Circolo tennis” a mantenere un minimo di decoro: i campi puliti, la piscina aperta d’estate. Un pugno di pensionati di Oltrisarco che ancora ci credeva. Vigilavano e rendevano la collina fruibile. Tagliavano le erbacce, cambiavano il cloro all’acqua. Davano vita. Impedivano che i boschi intorno fossero solo un tana per balordi. Poi il Circolo è stato cacciato. La proprietà (un pool di imprenditori che fa capo al costruttore Vittorio Repetto) aveva progetti ambiziosi. Forse quel pezzo di terra collegato alla città da una stradina improponibile poteva - finalmente- fruttare qualcosa. La via l’aveva indicata Durnwalder nel 2005 durante la campagna elettorale del primo Spagnolli: “Che spreco lassù, fai qualcosa”, aveva quasi ordinato a Gigi. Durnwalder aveva già in testa la Disneyland dei Thun a forma di angioletto. Ma non aveva fatto i conti con l’inerzia di Bolzano, una città immobile, incapace di decidere. Sul Virgolo - per quasi dieci anni - si è giocata una partita sterile, finita senza vincitori. Il progetto Thun si è arenato contro il muro ambientalista. Il muro ambientalista - che vorrebbe tenere la collina così com’è, regno di serpi e uccelli - non è stato in grado di offrire un’alternativa al degrado . In mezzo, un’amministrazione che non riesce a trovare un compromesso onorevole tra interesse pubblico e privato, e un “delegato per il Virgolo”, Rudi Benedikter, che in tempi dove in vicolo Gumer si tagliano anche le biro , ha presentato (febbraio 2012) un “progetto di rilancio” da 44 milioni di euro. Ma in attesa dei 44 milioni, non si potrebbe ridare il parco al Circolo Tennis?
Alto Adige 24-9-12
venerdì 14 settembre 2012
Zona, 2 chilometri di nuove vie e rotonde
Oggi terminano i lavori. Collaudi eseguiti. La prossima settimana la consegna al Comune, l’apertura per fine mese
di Davide Pasquali
BOLZANO Due chilometri di nuove vie, in tutto circa quattro ettari di superficie asfaltata, compresi quattrocento stalli bianchi per parcheggiare, piste ciclabili, marciapiedi e ben tre rotatorie. Sono le nuove strade realizzate sotto via Einstein, a disposizione della nuova area di espansione produttiva voluta dalla Provincia. I lavori termineranno quest’oggi con la posa degli ultimi cartelli luminosi in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Collaudi eseguiti, burocrazia tecnica completamente assolta, la settimana prossima l’ufficio Infrastrutture e opere ambientali della Provincia comunicherà la fine lavori e spedirà mappe, documentazione, rilevazioni e quant’altro al Comune, cui le strade verranno poi ufficialmente consegnate nel breve volgere di qualche giorno. Poi, il municipio ne prenderà in carico la gestione e le aprirà al transito veicolare. «Non ci vorranno più di due settimane», anticipa l’ingegner Marco Springhetti, direttore dell’ufficio provinciale Infrastrutture e opere ambientali. «Entro fine mese le nuove vie saranno transitabili». Un Km di parcheggi. La strada principale - parallela a via Einstein, ma posta qualche centinaio di metri più a sud - si chiama via Waltraud Gebert Deeg. Lunga ben 950 metri, a destra e a sinistra è stata dotata di centinaia di posteggi, ciascuno dei quali è lungo cinque metri. La sede stradale è alquanto ampia: in totale addirittura ventidue metri. Perché, oltre a carrozzabile e posteggi, si sono realizzati anche i marciapiedi e pure una nuova pista ciclabile, a doppia corsia. Via Gebert Deeg va da via Francesco Baracca, all’altezza del bunker del vallo alpino littorio (a est), fino alle due nuove sedi di Salewa e Technoalpin (a ovest), dietro le quali si trova la nuova via Ventafridda, parallela all’A22. Le altre strade, perpendicolari alla principale e a via Einstein sono: via Piero Agostini, che si dirama dalla rotonda Agruzzo in cima a via Einstein; e via Pastore, che si dirama dalla rotonda di via Einstein-via Buozzi (all’altezza di Interspar e McDonald’s). Farcite di infrastrutture. Realizzare le strade, spiega l’ingegner Springhetti, non è stato affare da poco, perché oltre alla usuali infrastrutture primarie (acque bianche e nere, elettricità eccetera), si è posato anche altro. Le fibre ottiche e le tubazioni del teleriscaldamento. Niente gas per riscaldare, in questa zona, ma solo acqua calda dal nuovo inceneritore, che sarà acceso entro il 2013. Nomadi e gare di scooter. Le strade ancora non sono aperte, ma più di qualcuno già ci scorrazza. E per settimane ha campeggiato in zona almeno una decina di camper di nomadi. I vigili urbani li hanno invitati a sgomberare il “loro” lotto due giorni fa.
Alto Adige 14-79-12
mercoledì 12 settembre 2012
Il Comune vara la banca dati sul solare e sul fotovoltaico
BOLZANO Il Comune intende creare una banca dati per quantificare la riduzione delle emissioni di CO2. L'articolo 19/ter "Risparmio energetico e fonti rinnovabili di energia" del Regolamento edilizio del Comune di Bolzano prevede che negli edifici pubblici e privati di nuova costruzione o sottoposti ad intervento di ristrutturazione, che coinvolga almeno il 50% del volume o della superficie utile e che preveda un rifacimento strutturale degli impianti termici, sia assicurata la copertura del 25% del fabbisogno energetico totale e non meno del 50% del fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Con fonti rinnovabili di energia ci si riferisce sostanzialmente al sole e gli impianti da realizzare sono quindi collettori solari e moduli fotovoltaici. L'osservanza di questa norma è garantita in sede di rilascio della concessione edilizia (o DIA) e verificata in sede di rilascio della licenza d'uso / abitabilità mediante autocertificazione del tecnico impiantista. Il Comune di Bolzano si è dato l'ambizioso obiettivo della drastica riduzione delle emissioni di CO2 (da 10 a 2 tonnellate per abitante all'anno), principale fattore clima-alterante, e quindi diventa di importanza fondamentale il monitoraggio del percorso che porta a questo risultato e che passa anche attraverso la sostituzione delle fonti fossili di produzione di energia con fonti rinnovabili, quale è appunto il sole.
Alto Adige 12-9-12
venerdì 3 agosto 2012
Aree edilizie, vengono frenati gli “appetiti” di Bolzano verso San Giacomo
SAN GIACOMO Il Comune di Bolzano ha dato via libera all'edificazione di 35 alloggi per il ceto medio vicino al confine con Laives, su un terreno alle spalle dell'hotel Lewald, fra Maso della Pieve e San Giacomo. Ma per dare seguito al programma nella città capoluogo, mancherebbe all'appello terreno per almeno un altro centianio di questi alloggi. Considerata la cronica carenza i aree d'espansione a Bolzano, nuovamente l'assessore Chiara Pasquali ha ipotizzato la stipula di un accordo con il Comune di Laives, per reperire nuove aree edilizie a San Giacomo. Uno stop però era già arrivato dall'Obmann della Svp della frazione, Andreas Mumelter, che in sostanza ha ricordato all'assessore di Bolzano come la realtà territoriale di Laives, in termini di risposte ai bisogni specifici di Bolzano, «abbia già abbondantemente dato». Ora la questione si ripropone, e spiega a sua volta l'assessore all'urbanistica di Laives, Giovanni Seppi: «Per ora non ci sono accordi di nessun tipo con Bolzano e quello che comunque mi sento di anticipare è che qui a Laives non prevederemo altri sacrifici di terreno pregiato. Certamente invece si può discutere dell'enorme cubatura rappresentata dall'area ex Amonn, in centro a San Giacomo, naturalmente coinvolgendo i proprietari privati ai quali il piano urbanistico di Laives ha concesso di poter edificare 54mila metri cubi circa complessivamente. Sia chiaro però che ogni discorso di questo genere deve rimanere subordinato all'adeguamento delle infrastrutture».(b.c.)
Alto Adige 1-8-12
Alto Adige 1-8-12
venerdì 27 luglio 2012
alloggi per il ceto medio
Lunedì in commissione la variante al Puc per i terreni al confine fra San Giacomo e Laives
BOLZANO La tanto contestata area Werth, a ridosso della montagna a est di San Giacomo, al confine col comune di Laives, ospiterà i primi 35 alloggi destinati al ceto medio voluti dalla Provincia e “ospitati” dal Comune. Lunedì prossimo andrà in commissione urbanistica comunale l’approvazione della variante al Puc per farne zona edificabile a scopi sociali e per poter procedere quindi con la costruzione di alloggi per le cooperative: «Sarà Confcoop ad occuparsene – annuncia l’assessora all’Urbanistica Chiara Pasquali ed è un primo passo concreto di questo progetto. Il secondo sarà quello della variante per Via Cadorna, che ha avuto l’approvazione, assieme all’area Werth, lo scorso dicembre». E tutte le perplessità dell’opposizione legate anche alla situazione di precarietà idrogeologica? «Ovviamente non andremo a costruire senza prima aver risolto quel problema: abbiamo condizionato l’utilizzo dei terreni condizionandone l’acquisto alla sistemazione idrogeologica che spetta ai proprietari dei terreni. E lo dovranno fare rispettando le norme in vigore nel Comune di Laives, poiché la montagna che incombe sui terreni è appunto dentro i confini di Laives». L’opposizione insiste sul fatto che quell’area sembra destinata a scopi sociali. «Nella variante urbanistica di assestamento il Comune aveva inserito quell’area in quelle di interesse pubblico convenzionato, per il settore sociale. Ma le diverse esigenze sono state verificate, da quel 2008 in cui si iniziò a parlarne, senza che emergessero reali necessità di una struttura destinata al sociale. E allora quando ancora nel 2010 l’assessore Tommasini aveva chiesto al Comune di Bolzano aree adatte ad alloggi per il ceto medio, abbiamo pensato che la Werth fosse adatta allo scopo. E ora si parte, senza modificare altro suolo agricolo , perché al Werth ci sono campi da tennis abbandonati».
Alto Adige 27-7-12
giovedì 26 luglio 2012
Materne, le più care a Bolzano e Laives
Nel capoluogo poco costose le microstrutture, ma all’asilo tariffe doppie rispetto ad altri Comuni. Caro anche il nido
di Davide Pasquali
BOLZANO Per la scuola materna non valgono le economie di scala: nei centri grandi della provincia di Bolzano frequentare l’asilo costa più che nei piccoli comuni. E le differenze sono alquanto marcate. Se a Rasun Anterselva si pagano 24 euro al mese, 25 a Silandro, 29 a Lana eccetera, a Bolzano un mese di scuola materna costa alle famiglie 73 euro, che salgono a 73,50 a Merano e a 74 a Laives, contro una media provinciale di 51,03 euro. Meno costose, a Bolzano, risultano le microstrutture. Se a Naturno, Ora o Nova Ponente un mese costa 640 euro, Bolzano è la meno cara di tutte le località altoatesine: “solo” 400 euro. Si tratta dei dati riferiti all’anno 2011/12, raccolti ed elaborati dall’Osservatorio prezzi dell’Istituto provinciale di statistica. La statistica tiene conto del costo per la frequenza da parte del primo figlio a mezza giornata, denominata anche giornata ordinaria. Non si considerano invece le tariffe per la frequentazione di ulteriori figli, delle giornate prolungate e dei non residenti. Il servizio di scuola materna, offerto dai Comuni, ha dunque costi molto differenti da municipio a municipio. Per usufruirne, a Laives si pagano 74 euro, a Merano 73,50, a Bolzano 73. A Silandro solo 25. «Tra i Comuni più cari - spiega l’Astat in una nota che non lascia dubbi - figurano quelli di maggiori dimensioni». Dalla tabella elaborata dagli statistici, emerge che la maggior parte dei Comuni ha stabilito tariffe che si situano attorno ai 40 o 50 euro, pochi sui 60, tre soli sopra i 70. In confronto con l’anno precedente, per la maggior parte dei Comuni le tariffe sono rimaste invariate, oppure hanno subito al massimo variazioni da 1 a 5 euro mensili. L’incremento su Bolzano è stato di 2 euro, su Laives di 1, su Merano di 2. Poco, certo, ma ci sono anche Comuni che nel 2011/12 hanno addirittura abbassato le loro quote: a Ultimo e Racines la tariffa è stata ritoccata al ribasso addirittura di 12 euro. A livello provinciale, l’aumento medio mensile è stato dell’1,1%. Meglio, o per meglio dire meno peggio, a Bolzano va per chi deve frequentare le microstrutture, dedicate ai bimbi da 0 a 3 anni. Nel 2011/12 il servizio è stato offerto in 30 Comuni, quattro in più dell’anno scorso: Castelrotto, Dobbiaco, Nova Ponente e Ora. Solo in tre Comuni, ovverosia a Bolzano, Merano e Bronzolo, non si è superato il tetto massimo di spesa, pari a 400 euro mensili (dal 2008 i municipi non sono più tenuti a rispettarlo). Nei restanti Comuni, la tariffa mensile varia dai 480 euro di Brunico, Campo Tures e San Leonardo in Passiria, agli 800 euro di Dobbiaco. La spesa mensile media a livello provinciale ammonta a 660,95 euro. La tariffa oraria media è pari a 4,23 euro ed è aumentata rispetto all’anno precedente di 0,72 euro. Bolzano è invece ancora la più cara pure per quanto riguarda l’asilo nido. Nel capoluogo si pagano infatti 313 euro, contro i 300 di Bressanone, i 296 euro sia di Merano che di Laives. Negli altri Comuni dell’Alto Adige il servizio di asilo nido non è presente.
mercoledì 25 luglio 2012
Piazza Magnago, le bici finiscono nel garage
di Fabio Zamboni
BOLZANO Una recente indagine dell'Oekoinstitut realizzata per il "Piano della mobilità ciclabile della città di Bolzano" sostiene che nella zona della stazione ferroviaria c'è una carenza di parcheggi per le due ruote di almeno 800 unità. Ci sono insomma almeno ottocento biciclette che la gente non sa dove piazzare quando sosta in zona per prendere un treno o anche solo per accedere poi al centro storico o ai numerosi uffici circostanti. Zona calda, quindi. Soprattutto da quando quella che è diventata piazza Magnago _ lo spazio antistante a Palazzo Widmann _ ha sfrattato le rastrelliere e ha di fatto impedito il transito delle due ruote. Qualcosa dunque va fatto, soprattutto dopo aver verificato che questa città, virtuale capitale italiana delle due ruote grazie alle sue piste ciclabili e ai suoi cittadini ciclo-virtuosi _ di fatto le bici più che amarle le sopporta: cartelli di divieto disseminati per tutto il centro e rastrelliere assolutamente insufficienti. Vediamo allora che cosa sta per succedere, dopo che il Comune ha annunciato nei giorni scorsi la trattativa con Rsi (la società che gestisce le stazioni) per allestire posti-bici su un binario morto della ferrovia per Merano, all'interno della stazione ferroviaria. La novità è questa: le bici non potranno mai più parcheggiare su piazza Magnago, contrariamente a quanto annunciato lo scorso 1° febbraio al nostro giornale dall'ingegnere della Provincia Maurizio Patat che facendo riferimento a una relazione tecnica datata 25 gennaio 2012 parlava di un concorso di progettazione per la risistemazione della piazza con riapertura alle biciclette. Costo dell'operazione: 700 mila euro. Partito il bando per il concorso d'idee, è sparito l'auspicio alla riapertura alle biciclette: l'architetta Susanne Waiz, coordinatrice del concorso di progettazione, ci ha detto ieri che «fra le indicazioni suggerite ai concorrenti che sono ora al lavoro, c'è quella relativa alla sistemazione a verde di piazza Magnago con l'indicazione di confinare le biciclette all'esterno della piazza, con rastrelliere equivalenti a quelle attuali: metà dalla parte della stazione e metà di fronte al Waltherhaus, come adesso. La piazza diventerà molto più bella ma i politici vogliono che abbia un'immagine di rappresentanza, dignitosa, pulita, come il personaggio a cui è dedicata». Abbiamo cercato allora di capire come Comune e Provincia contano di far fronte all'impellente bisogno di spazio che le bici hano in quella zona, scoprendo che la Provincia, sollecitata dal Comune, sta esplorando un'altra pista (in questo caso ciclabile): affittare dal Central Parking di piazza Stazione, venti-trenta posti auto da trasformare in parcheggio per bici coperto, con accesso da una rampa che verrebbe aperta sul lato sud di piazza Magnago. Il geometra Santer del Dipartimento lavori pubblici della Provincia conferma: «È un'idea che ci ha suggerito il Comune, ora la Provincia la vaglierà e vedrà se è realizzabile». La soluzione è quantomeno auspicabile, sia per dare una risposta al discutibile ostracismo delle bici dalla piazza antistante al santuario della politica provinciale, sia per dare una risposta ecosostenibile: troppe bici in superficie? La risposta più intelligente è nasconderle sotto la strada, evitando il caos che attualmente regna sui marciapiedi di fronte alla stazione.
Alto Adige 25-7-12
mercoledì 18 luglio 2012
Il nuovo Druso sarà senza pista d’atletica
Approvato e inviato alla Lega Pro il progetto di ristrutturazione (4200 posti): per l’Alto Adige speranze di iscrizione
di Davide Pasquali
BOLZANO Niente tribuna provvisoria subito, anche perché mancherebbero i tempi tecnici per montarla entro agosto, bensì uno stadio da rinnovare nel giro di tre anni, con tre tribune per un totale di oltre 4.200 spettatori. E senza più pista per l’atletica, disciplina che dovrà trasferirsi in toto al campo (che verrà rinnovato) di Santa Geltrude. Quasi fuori tempo massimo per salvare il prossimo campionato in Prima divisione dell’Alto Adige, ieri la giunta comunale ha approvato il progetto di massima per il risanamento e l’adeguamento alle prescrizioni nazionali dello stadio Druso. La relativa comunicazione è stata spedita al presidente Baumgartner e alla Lega Pro, il cui consiglio federale domani tratterà il ricorso della società bolzanina contro la mancata iscrizione alla Prima divisione proprio per l’inadeguatezza dello stadio. A questo punto, per l’Alto Adige si riaccende più di qualche speranza. Ma il nodo - dentro o fuori dal campionato 2012/13 - si scioglierà definitivamente soltanto domani. Il progetto di ristrutturazione dello stadio Druso approvato in giunta comunale è commisurato al contributo di 6 milioni di euro deliberato solo una settimana fa dalla giunta provinciale, cui verrà aggiunto un altro milione da parte del Coni. Come ha precisato ieri il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, «il progetto, elaborato in house, comporta la demo-ricostruzione della tribuna Canazza, la costruzione di una nuova tribuna a ridosso del Lido, la realizzazione di un manto artificiale e la ristrutturazione parziale, anzi parzialissima, della tribuna Zanvettor». Oltre a ciò è prevista «una rivisitazione complessiva degli accessi, in maniera da separare definitivamente il Palamazzali dallo stadio Druso e la realizzazione di una parcheggio di servizio nella parte nord. Qui si potrebbe, in teoria e in futuro, costruire una ulteriore tribuna con un parcheggio interrato, sempre sul lato verso il Palamazzali». L’idea progettuale per questa quarta tribuna ci sarebbe, ma il Comune attualmente non è in grado di sostenerla dal punto di vista finanziario. «Per ora, nell’area verso il PalaMazzali si realizzerà un parcheggio di superficie. È quello che serve; ossia un posteggio interno, anche per gli ospiti».Questo progetto, ha illustrato inoltre Spagnolli, «ci consente di utilizzare i fondi provinciali in tempi rapidi; appena la Provincia ci comunicherà di averci dato questi soldi, noi li metteremo a bilancio con delibera di consiglio e poi avremo tutti i presupposti per poter fare la gara d’appalto di progettazione. Una gara europea, perché la progettazione costerà più di 200 mila euro. Poi ci sarà la realizzazione eccetera. Ci vorranno non meno di tre anni». Un tempo lungo, ma dovuto al fatto che si vuole che l’attività agonistica prosegua. «L’operazione si potrebbe fare tranquillamente in due anni o meno, ma così si salterebbe un campionato, o uno e mezzo. Al Druso gioca l’Alto Adige, ma gioca anche il Bolzano, e noi dobbiamo e vogliamo garantire che entrambe le squadre possano continuare la loro attività». Già venerdì scorso il sindaco ha scritto al presidente Baumgartner e per conoscenza a Lega Pro, «intanto per poter assicurare all’Alto Adige la prossima stagione in Prima divisione». A parte questo, il nuovo impianto non vedrà più la presenza di una pista di atletica. «Le piste, in pratica, non ci stanno fisicamente. Già adesso non sono più complete, perché non c’è posto. Infatti, da quando è stata eseguita l’ultima ristrutturazione, una quindicina di anni fa, non si possono più disputare competizioni, perché la pista non è abilitata per le gare. Per tenerci l’impianto di atletica dovremmo allargare il tutto, ma ci manca lo spazio: la tribuna Zanvettor è intoccabile perché sotto tutela, mentre dalla parte opposta non ci si può allargare, dato che siamo in area golenale». Per quanto riguarda la scelta del manto sintetico, Spagnolli ha spiegato: «È doverosa, ci serve un campo che si può calpestare sempre. Non ci possiamo più permettere campi che si possono utilizzare solo la domenica per la partita, mentre tutto il resto della settimana stanno lì vuoti. Il manto sintetico dura fra dieci e quindici anni, però ci si può giocare tutti i giorni». Per la pratica dell’atletica, verrà risistemato il campo di Santa Geltrude. «Sarà una nostra priorità per il prossimo anno, anche se ancora rimane il problema del campo di lancio. Non abbiamo ancora trovato il posto giusto, ci stiamo lavorando».
Alto Adige 18-7-12
Biciclette in stazione
L’ipotesi: usare il sedime del binario morto per Merano In programma anche un bike service e un bike hotel
di Fabio Zamboni
BOLZANO Bolzano, dice il popolo dei ciclisti, non fa abbastanza per meritare il titolo di capitale della bicicletta. Risponde il Comune: possiamo fare di più e lo faremo. In sintesi estrema, è questa la situazione, dopo che abbiamo documentato nei giorni scorsi la sfida in atto fra i ciclisti da una parte e i negozianti e gli abitanti del centro (che affiggono divieti dappertutto) dall’altra. Le prime novità già affiorano: «È in corso una trattativa concreta – ci rivela il sindaco Luigi Spagnolli – fra Comune e Ferrovie dello Stato per creare un nuovo e grande parcheggio per le biciclette all’interno della stazione, sul binario morto della linea per Merano. Alle Ferrovie, che perderanno alcuni posti auto, verrebbe garantito in cambio qualche spazio all’interno del silo di via Mayr Nusser. Abbiamo già studiato un collegamento che da ponte Loreto passerebbe appena dietro al distributore di benzina. Insomma, una situazione ideale soprattutto per i pendolari e per chi vuole arrivare in stazione pedalando». Ma ci sono altre idee sul tavolo dell’assessore comunale alla mobilità Peintner: nella bozza relativa all’aggiornamento al Piano del traffico che i consiglieri stanno esaminando, è prevista, oltre alla realizzazione di varie nuove piste ciclabili che abbiamo elencato sul giornale di ieri, quella di un bike service nella zona di piazza Verdi e di un bike hotel nella zona della nuova stazione presso Castel Firmiano. Per quanto riguarda gli ostacoli che i ciclisti incontrano soprattutto in centro, un nostro lettore, Giuseppe Palumbo, ci segnala l’ammasso di bici “parcheggiate” all’esterno di Piazza Magnago «che diventano ostacoli pericolosi per i passanti»: sfrattate dalla piazza sulla quale evidentemente davano fastidio a Qualcuno (ma non eravamo la capitale delle due ruote?), si addossano una all’altra sul marciapiede che il Comune ha allargato apposta dopo lo sfratto dalla piazza: «In occasione dei lavori su piazza Stazione, abbiamo fat to questo intervento – ci spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici Gallo – ma evidentemente non basta. Anche se devo dire che stiamo parlando di un problema virtuoso, cioè del fatto che Bolzano può discutere per fortuna dell’abbondanza di biciclette e quindi della sensibilità dei suoi cittadini». Qualche mese fa si era ipotizzato un ritorno delle bici sul grande spazio antistante al palazzo della Provincia, ma l’ipotesi sembra definitivamente tramontata. Sulla lotta fra intransigenti (negozianti e condomini vari) e indisciplinati (ciclisti che parcheggiano selvaggiamente) interviene un altro lettore. Ci scrive Alessandro Visentini: «Il vostro articolo sui problemi dei ciclisti nel centro di Bolzano ha smascherato la scarsissima sopportazione delle biciclette da parte dei negozianti della parte "nobile" della città ma, limitandosi ad un giro diurno, ha dimenticato una parte del problema: io ho deciso di non usare più questo mezzo di trasporto primo perché nel condominio dove abito c'è chi si lamenta continuamente perché la bici impedisce l'accesso dei fornitori ai negozi e perché crea disordine. E secondo perché chi esce a tarda notte ubriaco dai locali spesso si diverte in maniera molto stupida proprio con le bici che trova sulla strada...».
Alto Adige 18-7-12
martedì 26 giugno 2012
Virgolo, Benedikter coinvolge il Fraunhofer
BOLZANO Il progetto di recupero del Virgolo non è archiviato. Lo ribadisce Rudi Benedikter (Verdi-Projekt Bozen), il consigliere comunale incaricato di questo tema. Benedikter annuncia: «Sul progetto del Virgolo Comune e Fraunhofer Italia sintonizzano i piani». Spiega Benedikter: «Dopo la presentazione della mia relazione in consiglio comunale il 2 febbraio e la illustrazione della stessa ai Consigli di circoscrizione Centro ed Oltrisarco, riuniti in seduta congiunta il 30 maggio, attualmente sto procedendo in cooperazione con il Fraunhofer Institut Italia, il quale sta elaborando degli scenari di sviluppo del Virgolo che terranno conto delle linee guida contenute nella mia “Proposta di recupero e sviluppo sostenibile del Virgolo”. Tanto ho concordato con il responsabile del progetto all’interno di Fraunhofer Italia, l’architetto Gabriele Pasetti Monizza, nei nostri ultimi due incontri di lavoro». La proposta di Benedikter oscilla tra 26 e 44 milioni e prevede un centro culturale con ristorante e terrazza, percorsi con passeggiate a tema ,un maso (fattoria didattica) per bambini e il collegamento funiviario con il centro già previsto anche nello studio Podrecca per l'areale ferroviario.
Alto Adige 26-6-12
giovedì 7 giugno 2012
Slot, ho le mani legate
Non ci viene detto come dobbiamo regolarci.
di Davide Pasquali
BOLZANO Gioco d’azzardo ancora drammaticamente al centro dell’attenzione: mentre la petizione lanciata dal nostro giornale per sensibilizzare la politica ha superato le 2.800 sottoscrizioni, dimostrazione lampante della preoccupazione da parte dei bolzanini per un fenomeno sempre più diffuso, emergono altri dati preoccupanti. Secondo l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, nei primi tre mesi del 2012 in Alto Adige si sono giocati oltre 200 milioni di euro, quasi 28 dei quali online, sul web, più altri 20 e passa in Gratta&Vinci e affini, più altri 134 in videolottery e slot machine. Insomma, nonostante la crisi, si gioca ancora. «Il gioco non aiuta a risolvere i problemi economici, li acuisce!», commenta il sindaco Luigi Spagnolli, preoccupato dall’andamento della situazione, anche per la palese impossibilità, per lui, di muoversi. Ha le mani legate, il primo cittadino, anche se in consiglio provinciale sta per essere definitivamente approvato un codicillo alle legge provinciale che imporrà al sindaco l’applicazione delle sanzioni, senza però specificare in dettaglio come e quando. «Non possono scaricare tutto sul Comune, senza fornirci davvero gli strumenti per agire», dichiara l’assessore comunale alle attività sociali Mauro Randi. Sulla medesima lunghezza d’onda il sindaco, che rincara: «Anche il questore attende di ricevere indicazioni, da parte della Provincia, sul come applicare la norma sui trecento metri e il resto, perché ci sono una serie di questioni non risolte». Ma ecco gli ultimi dati: 133,95 milioni di euro spesi in macchinette; 2,65 nelle sale Bingo; 1,25 in scommesse ippiche; 5,2 in scommesse sportive varie; 20,55 in Gratta&Vinci; 7 in Superenalotto; 3,35 in scommesse non sportive; 27,65 via internet. Da gennaio a marzo, fanno 202 milioni di euro. Raccogliendo l’invito del Consorzio dei Comuni, nei giorni scorsi Bolzano aveva elaborato una mappatura della città coi raggi di sicurezza dai luoghi sensibilili, dalla quale è emersa una sola certezza: in futuro niente più nuove sale giochi. Rimane la questione delle vecchie, allo scadere della licenza, ma come specifica Randi: «A concedere e a revocare le licenze può essere solo la Provincia». Nel mentre, si sono presi contatti col questore Dario Rotondi, per vedere se e quali fossero i margini di manovra del Comune per quanto riguarda le altre macchinette, quelle in bar e ristoranti. «Il questore - chiarisce ora il sindaco - non ha indicazioni da dare, bensì da ricevere, da parte della Provincia, sul come applicare la norma sui 300 metri e il resto, perché ci sono una serie di questioni non risolte. Per quanto riguarda i bar, finché ospitano macchinette omologate, la legge dello Stato li autorizza. Io posso fare di tutto e lo farò volentieri, per quel che posso». Ma, ricorda Spagnolli, «un collega che si è permesso di fare un'ordinanza "forte" si ritrova oggi a dover pagare milionate di euro di danni. Il punto è che si possono fare tutte le regole del mondo, ma se restano in vigore le vecchie, e le nuove vi si sovrappongono, si dà solo lavoro ad avvocati e giudici. Senza risolvere i problemi, con la gente che si gioca stipendi e pensioni, come sempre e ovunque nelle situazioni in cui il futuro dà poche speranze». Intanto, però, in consiglio provinciale la Svp si prepara a fare lo sgambetto al Comune, anzi, ai Comuni.
Alto Adige 7-6-12
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