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lunedì 24 dicembre 2012

Con LiberaMente 6 visioni per il futuro

Sei visioni per il futuro di noi giovani. Sono quelle elaborate quest’anno nel corso del progetto LiberaMente, in particolare durante il campus di Bruxelles, di cui ho curato un diario collettivo, pubblicato sull’Aldo Adige qualche giorno fa. Ma ecco qui, in sintesi, i principali punti a cui si è giunti. Formazione. Secondo quanto immaginato dai ragazzi, nel 2020 il sistema scolastico e universitario europeo dovrà essere più accessibile sia da un punto di vista economico che logistico, garantendo non soltanto l’istruzione, ma anche la mobilità internazionale. Nel 2020 il sistema scolastico europeo dovrà trovare un equilibrio tra standardizzazione (ad esempio dal punto di vista contenutistico e di valore dei titoli di studio) e personalizzazione (che responsabilizzi gli studenti già nelle scuole secondarie superiori, rendendoli capaci di scegliere poi più consapevolmente il percorso universitario). Mestieri. Il lavoro in nero colpisce anche molti ragazzi nell’ambito dei “lavoretti” svolti durante gli studi. La direzione deve essere, in ogni ambito, quella di un maggiore rispetto dei diritti (promuovere ad esempio il congedo di paternità e inserire “quote” anche legate all’età per promuovere l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro) e aumentare la flessibilità degli orari lavorativi per aumentare così indirettamente la produttività dei singoli, anche attraverso logiche quali il “lavorare meno, lavorare tutti”. Locale e identità. Durante le discussioni in gruppi le tematiche toccate vertevano principalmente – ma non solo – su dimensioni più locali e legate al quotidiano dei ragazzi (quali la scuola plurilingue, i crediti scolastici e le ore di volontariato), nella fase finale di confronto in plenaria il dibattito si è acceso intorno alla concezione del rapporto tra UE e realtà locale, e i ragazzi con più esperienza hanno esortato a cercare di uscire dalla consueta visione localistica “isolata”. Politica. L’Europa del 2020 potrebbe creare un organo rappresentativo della componente giovanile europea che possa avere un posto fisso all'interno della commissione per poterne influenzare le decisioni. Parallelamente a questa esigenza di apertura dall’alto, ci si è resi conto della necessità di sensibilizzare i giovani (e non solo) sull’importanza dell’Europa nella nostra vita quotidiana, attraverso l’introduzione di lezioni di “attualità” durante gli orari scolastici. Cultura. Un’importante conclusione a cui si è giunti è che non si può immaginare la dimensione culturale europea prescindendo dalla consapevolezza che la cultura è differente per ognuno anche nella sua stessa definizione e influenza tutti gli aspetti della vita quotidiana. Comprendere questo, e valorizzare quindi il ruolo chiave della cultura nello sviluppo delle persone e della società, è una visione chiave per l’Europa del 2020. Rete e comunicazione. Obiettivo iniziale è stato quello di ribaltare il concetto di rete, solitamente considerato un qualcosa che sfavorisce i rapporti umani diretti, come uno strumento positivo, anche a livello sociale. Come può internet contribuire, ad esempio, allo sviluppo di un’identità europea? Quali potrebbero essere le modalità migliori per avvicinare i giovani alle istituzioni europee attraverso il web? Un aspetto centrale riguarda sicuramente la lingua che l’Unione Europea usa o dovrebbe usare. L’inglese come “lingua ufficiale” dell’UE dovrebbe essere quasi scontato, però il dibattito sull’eventualità di una lingua unica in tutta l’Unione si è protratto a lungo e con idee molto divergenti. Un secondo argomento ha riguardato invece la copertura da parte della stampa nazionale e locale sulle politiche europee e sui progetti dell’UE. Un’idea lanciata è quella di inserire una “Rubrica dell’Unione Europea” su tutti i giornali, nazionali e locali. L’idea di un’effettiva unione a livello europeo non può inoltre prescindere da una maggiore facilità per quanto riguarda gli spostamenti e le comunicazioni. Un’ultima idea ipotizzata nell’ottica di favorire lo sviluppo di un’identità europea sta nella creazione di una “Tessera servizi del Cittadino europeo”, collegata ad una rete che consenta di ottenere agevolazioni per trasporti, musei ecc. all’interno dell’Unione.
di Daniel Benelli*  co-responsabile LiberaMente 2012
Alto Adige 24-12-12

giovedì 20 dicembre 2012

Medicina, test con «riserva» per gli studenti altoatesini

BOLZANO È stata fissata al 5 luglio 2013 la data dell’esame di ammissione alle tre facoltà di medicina austriache di Vienna, Graz ed Innsbruck. Sono a disposizione degli studenti complessivamente 1500 posti. L’iscrizione potrà essere effettuata online dal primo al 20 febbraio 2013 e completata dal 27 febbraio sino al 12 marzo con il versamento della quota di iscrizione all’esame di 97 euro. È consentita l’iscrizione al test solo presso una delle tre facoltà. Come negli anni scorsi il 75% dei posti disponibili sono riservati a candidati che hanno sostenuto la maturità in Austria ed a studenti altoatesini che hanno sostenuto la prova di maturità presso istituti superiori di lingua tedesca. Il 20% dei posti è riservato a studenti provenienti da Paesi dell’Unione Europea ed il 5% a studenti provenienti da aLtre nazioni. La riserva di posti ha ottenuto il placet Ue fino al 2016. L’esame di ammissione comprende sia un test riguardante le capacità cognitive che domande riguardanti materia come la biologia, la chimica, la fisica e la matematica. Nella sessione successiva saranno aggiunti altri test sulle competenze sociali e di comunicazione.
Alto Adige 20-12-12

mercoledì 19 dicembre 2012

Scelti otto progetti per una serie tv in Alto Adige

BOLZANO Tra i 63 progetti pervenuti sono stati selezionati gli 8 concetti più interessanti per una serie tv in Alto Adige. Questo il risultato della seconda edizione del programma per lo sviluppo di soggetti cinematografici Racconti organizzato annualmente dalla Business Location Südtirol - Alto Adige (Bls). Ogni anno Racconti è alla ricerca di autori di sceneggiature adatte ad essere girate in Alto Adige. Tema di questa edizione sono le serie tv. «Più sono le sceneggiature che richiamano l’Alto Adige, maggiori sono le possibilità che i progetti vengano poi realizzati qui. Questo è un obiettivo a lungo termine dell’iniziativa», spiega l’assessore all’economia Thomas Widmann. Tra gli 11 sceneggiatori - 5 autori e tre coppie di autori - che hanno convinto la giuria di esperti con il loro concetto, si conta anche l’altoatesino Daniele Rielli. Tre progetti provengono dall’Italia, altrettanti dalla Germania e uno dall’Austria.Gli autori selezionati hanno la possibilità di prendere parte a due workshop in Alto Adige che si terranno da febbraio a luglio 2013 e grazie al sostegno di esperti internazionali, svilupperanno il proprio soggetto tramite consulenza drammaturgica individuale fino alla stesura definitiva della sceneggiatura.
Alto Adige 19-12-12

sabato 15 dicembre 2012

Riprendiamoci le idee

Ecco cos’è l’«officina del pensiero» pensata per i ragazzi tra i 16 e i 25 anni 

LiberaMente è un laboratorio pensato da e per giovani dai 16 ai 25 anni che vuole promuovere il principio dello Youth-led development, secondo il quale i giovani devono essere i reali promotori del cambiamento e dello sviluppo. Questa officina di idee promossa dall’assessorato alla Cultura italiana, punta a raggiungere il suo obiettivo attraverso diversi canali: Organizzando seminari e discussioni con esperti in diversi settori; strutturando workshop basati su specifiche metodologie di partecipazione che permettono ai ragazzi di confrontarsi e sviluppare idee in maniera efficiente ed efficace; partecipando a meeting nazionali ed internazionali, al fine di scambiarsi esperienze, conoscere best practices nonché creare e consolidare "network"; supportando e promuovendo strategie e iniziative pensate dai ragazzi; realizzando progetti e iniziative attraverso i modelli e i principi della democrazia partecipativa, sia direttamente che attraverso partnership con altre realtà locali e nazionali. Come per le edizioni precedenti, il gruppo dei partecipanti è composto da 60 ragazzi dai 16 ai 25 anni, che si sono iscritti attraverso un form presente sul sito del progetto (www.liberamente.bz.it) e successivamente sono stati selezionati sulla base di un punteggio da 0 a 6 articolato in tre criteri principali: la conoscenza dichiarata delle tre lingue del percorso (italiano, tedesco e inglese); la motivazione; il contributo al gruppo in termini di originalità. Quest’anno infatti il gruppo dei partecipanti -quasi equamente diviso in maschi e femmine- vede al suo interno: una presenza molto forte di ragazzi bilingui; una provenienza da diverse zone della provincia ; diversi background migratori. E poi ancora: una forte diversità di occupazioni e interessi Al nucleo centrale dei 60 ragazzi è stato poi affiancato un ulteriore gruppo selezionato di ragazzi residenti in altre regioni. Questa nuova edizione è stata impostata in due campus residenziali, uno locale a Merano dal 23 al 25 novembre e uno internazionale a Bruxelles. Durante il campus a Merano, sono stati individuati gli ambiti tematici su cui lavorare. La seconda parte dei lavori, che si sono svolti a Bruxelles presso la sede dell’Alpeuregio Tirolo-Alto Adige e Trentino, hanno permesso ai partecipanti di approfondire le proprie conoscenze attraverso confronti con rappresentanti di enti di rappresentanza giovanili (come l’European Youth Forum e la European Student Union), con giornalisti e osservatori in ambito europeo (come il direttore di Press Europe Gian Paolo Accardo e Juliane Matthey di Eurotopics) e funzionari che lavorano presso le istituzioni comunitarie (come Markus Warasin, che si occupa di comunicazione all’interno del Parlamento Europeo). Oltre alle attività sopra descritte, i partecipanti hanno avuto anche la possibilità in diverse occasioni di confrontarsi con la cittadinanza durante alcuni incontri aperti al pubblico. I due principali sono stati quelli con Ilvo Diamanti e Tito Boeri. Questi relatori hanno parlato rispettivamente di giovani e partecipazione in Europa e di giovani e mercato del lavoro europeo. Particolarmente interessante è stata anche la possibilità per i ragazzi di discutere con Tito Boeri prima dell’incontro pubblico a Merano, e ricevere così feedback e consigli sulle visioni su cui stavano lavorando. Un terzo importante momento pubblico è stato l’appuntamento con associazioni e rappresentanze della città di Merano, durante il quale i ragazzi hanno discusso e si sono confrontati sulle diverse idee e visioni del futuro dell’Europa. Un pilastro insostituibile del progetto, infine, rimane quello della metodologia partecipativa che sta alla base di LiberaMente, la quale attraverso tecniche come il world café permette ai ragazzi di rielaborare gli spunti e gli input provenienti dai relatori e di confrontarsi tra loro in maniera strutturata ed ottimale.
 Alto Adige 15-12-12

giovedì 13 dicembre 2012

«Spazio neutro», un aiuto per i minorenni

Grazie alla collaborazione tra Soroptimist e Assb si sono seguiti una quindicina di nuovi casi 

BOLZANO Il Soroptimist ed il sociale. Le linee basi del progetto sono tracciate dall’Unione italiana e riguarda le «Aule d’ascolto protetto del minore», ma poiché tale istituto è già presente ed operante in Alto Adige, il Soroptimist Club Bolzano-Bozen, in collaborazione con l’Azienda servizi sociali di Bolzano nella persona del suo direttore Bruno Marcato, ha aiutato a realizzare per l’anno sociale 2011-2012 due percorsi di mediazione e di accompagnamento presso quello che viene definito «Spazio Neutro». Si è trattato di costruire e sostenere uno Spazio Neutro protetto per mantenere o forse creare un rapporto, una relazione, fra i bambini e i loro genitori, rapporto messo in crisi a seguito di separazioni, divorzio conflittuale, affido e altre vicende che hanno gravemente inciso sul tessuto familiare. La tutela del minore è compito istituzionale dell’Azienda dei servizi sociali, la quale da tempo ha appurato la necessità sul territorio di Bolzano di avere un luogo protetto all’interno del quale applicare il diritto di visita e di relazione in casi di situazioni a rischio del minore, di alta conflittualità dei genitori ed ogniqualvolta esso venga stabilito dal Tribunale dei minori o venga valutato necessario dagli operatori che seguono il caso; l’Assb ha scelto di avvalersi della collaborazione della cooperativa sociale «Il Germoglio - der Sonnenschein», nella gestione di questo servizio, perché la stessa da molti anni si occupa di interventi di prevenzione e trattamento del disagio psicologico e sociale, di consultazione e sostegno nelle situazioni di crisi, di clinica e intervento psicologico, per le organizzazioni e gli individui in situazioni di disagio, o a rischio e per ciò che attiene le relazioni umane. Dopo il Germoglio, questo supporto è stato dato dalla Strada-Der Weg con le stesse finalità.I risultati sono importanti: grazie all'aumento delle ore dell'educatrice da 19 a 26 ore alla settimana, il Servizio sociale è riuscito a seguire 15 nuovi casi oltre ai 7 avviati negli anni precedenti. Il maggiore numero dei casi proviene dal distretto di Europa Novacella, a seguire il distretto Don Bosco, Gries San Quirino, Oltrisarco/Aslago e Centro Piani Rencio. Inoltre 4 casi sono stati inviati dalla comunità comprensoriale Bassa Atesina. Si ricorda che il servizio Spazio Neutro è l'unico presente su tutto il territorio della Provicia. per quanto riguarda l’età dei bambini, spazia dai due anni fino ad arrivare ai 15. A riconoscimento del servizio svolto dal Soroptimist Club Bolzano Bozen per l’anno 2011-2012 e rinnovabile per il prossimo anno, il direttore Assb Bruno Marcato, nella presentazione della attività svolta, ha affermato che lo Spazio Neutro è riuscito, grazie all'aumento delle ore dell'educatrice, sostenuto finanziariamente dal Soroptimist Club Bolzano Bozen, a far fronte alle numerose richieste di attivazione delle visite protette.
Alto Adige 13-12-12

domenica 9 dicembre 2012

Contributi per chi studia all’estero

BOLZANO Scade il 7 febbraio 2013 il termine per la presentazione delle domande per la concessione di borse di studio a favore di richiedenti frequentanti fuori provincia scuole superiori o corsi di formazione professionali a tempo pieno. L’ufficio diritto allo studio, all’università e alla ricerca scientifica informa che è stato pubblicato il bando. I corsi all’estero avranno una durata minima di sei mesi, per l’anno scolastico 2012/13. Si tratta di borse di studio che, a seconda del reddito familiare vanno da 1.500 a 4 mila euro. Le domande per la concessione delle borse di studio, disponibili anche nel sito http://www.provincia.bz.it/diritto-allo-studio/default.asp, devono essere presentate presso l’amministrazione provinciale, ufficio assistenza scolastica, via Andreas Hofer 18, Bolzano entro il 7 febbraio 2013.
Alto Adige 9-12-12

venerdì 7 dicembre 2012

Il profe che guarda il cielo e lo “svela” agli scolari

Giovanni Battista Casalnovo, insegnante alle Filzi, ha la passione dell’astronomia «Poca spesa e si potrebbe installare il mio telescopio sul terrazzo della palestra» 

di Bruno Canali
LAIVES Fin dalla notte dei tempi, l'uomo ha guardato in su, nella notte, per cercare di dipanare uno dei più grandi misteri: quello dell'universo. Giovanni Battista Casalnovo, insegnante di educazione tecnica alla Scuola media italiana “Fabio Filzi” di Laives, questa passione ce l'ha fin da quando era bambino. «La volta celeste mi ha sempre affascinato - dice - e ancora bambino, ricordo che con la mappa cercavo di riconoscere le varie costellazioni. E' una passione che è cresciuta con me, fino a quando ho preso contatto con Lorenzo Franco, grande astronomo romano che mi ha introdotto in questo campo. Adesso mi interesso soprattutto di fotometria, asteroidi e pianeti extrasolari. Lo faccio con una strumentazione abbastanza modesta (un telescopio da 30 centimetri) osservando il cielo di notte da via Druso, a Bolzano, dove, purtroppo, si vede solo una porzione della volta. Nonostante questa dotazione amatoriale, cerco comunque di fare un po' di ricerca scientifica». E si tratta di una ricerca che ha dato soddisfazioni a Gianni Casalnovo: «Si, ho individuato due “stelle variabili”, dette anche “binarie” perchè vicinissime tra loro, tanto da scambiarsi materia e sembrare un tuttuno. Seguo anche gli asteroidi e con la fotometria mi interesso anche ai pianeti extrasolari. Lo scorso agosto, durante le sessioni osservative per determinare il periodo d rotazione dell'asteroide 1473 Ounas, ho individuato due di queste stelle variabili ancora sconosciute, rispettivamente a 1.625 e 1.610 anni luce dalla terra, nei pressi di un grande ammasso globulare, l'M15». Per questi suoi risultati, Casalnovo ha ricevuto il codice osservativo MPC (Minor Planet Center) e i risultati sono stati pubblicati su una rivista specializzata. Tra i suoi sogni, però, ce ne sarebbe anche uno più “terra terra”: quello di convincere il Comune di Laives a realizzare un minuscolo osservatorio astronomico sul tetto della zona scolastica. «Con i ragazzi e alcuni colleghi, la professoressa di scienze Titta e quello di religione Turbiani - spiega Casalnovo - lo scorso anno abbiamo lavorato al progetto “Il sole tra scienza e mito”, conducendo osservazioni solari dal giardino antistante la scuola mediante uno dei miei telescopi, lavoro che ha implicato diverse attività interdisciplinari quali la misurazione dell'attività solare, il suo periodo di rotazione, l'estensione delle macchie solari e la creazione di immagini fotografiche complessive. Da lì è nata l'idea di proporre l'uso di una terrazza sopra la palestra scolastica, rivolta a sud ovest, dove io, ben volentieri, metterei disposizione il telescopio per le osservazioni celesti. Con una spesa non molto rilevante, settemila euro circa, si potrebbe attrezzare con una piccola cupola in Pvc per far lavorare in remoto il telescopio e fare ricerca o semplici osservazioni astronomiche». Insomma, l'idea c'è e costerebbe veramente poco. In cambio, scuola e cittadini avrebbero a disposizione un piccolo osservatorio verso l'immensità misteriosa del nostro universo. 
Alto Adige 7-12-12

giovedì 6 dicembre 2012

La mostra Panorama 4 Diecimila presenze amano l’arte giovane

Gli organizzatori: «Il bilancio è andato oltre le aspettative» Tante le visite guidate e i programmi collaterali all’evento 

BOLZANO Quasi 10.000 persone hanno visitato "Panorama 4". Ecco il bilancio dell'esposizione che per tre mesi ha presentato 33 posizioni artistiche di arte. L’iniziativa è stata l’evento dell’estate 2012 al Forte di Fortezza. La mostra "Panorama 4" è stata l’evento dell’estate 2012, terminata il 30 settembre con ampie soddisfazioni. Il bilancio finale della mostra risulta molto positivo. Il gran numero dei visitatori, complessivamente circa 10.000, ha superato ogni aspettativa. Per il lungo periodo della mostra sono stati offerti sempre nuovi spunti alle visite grazie ad un ricco programma collaterale, per coinvolgere un vasto pubblico e tenere vivo l'interesse. Nell'ambito delle “visite guidate dai curatori, colloqui con gli artisti, concerti” è stato possibile approfondire i temi della mostra. Anche l'intrattenimento con musica, danza, spuntini e bibite ha creato una bella atmosfera. Il programma per le scuole è piaciuto molto e circa 200 studenti, 12 classi, hanno visitato la mostra tra il 13 e il 28 settembre prenotando il lavoro di Hannes Egger. Foto e video sono consultabili anche alla pagina facebook di “Panorama 4”. Come risultato della mostra rimane un catalogo informativo e attraente, edito in quattro lingue, dedicato alle singole posizioni artistiche e alla situazione attuale degli artisti. Il team dei grafici ha sviluppato una veste grafica molto riuscita, tanto che a fine settembre è stato conferito il 1° premio dell'AIAP (Associazione italiana design della comunicazione visiva) Women in Design Award a Nike Auer e Claudia Polizzi - premio biennale a livello statale per giovani donne nel campo del design della comunicazione. La mostra è stata inoltre documentata da Jan Kliewer con fotografie, alcune delle quali pubblicate nel catalogo. Molto ricco e positivo risulta anche l'eco dei media: oltre a servizi radiofonici e televisivi, la stampa ha seguito regolarmente la mostra e le attività collaterali. Panorama 4 ha schiuso un’altra volta lo sguardo su un paese ricco d’arte e caratterizzato da posizioni artistische molto varie. Il futuro dimostrerà se qualche posizione potrà uscire dal Panorama tra Dolomiti e il gruppo del Ortles per prendere piede in altri paesaggi. Panorama ha puntato i riflettori sulle nuove ricerche. Dislocata in un percorso ad ascesa che parte dalla parte più bassa del Forte per giungere ai piani superiori, Panorama ha messo a fuoco alcuni dei passaggi ritenuti più interessanti dell'arte degli ultimi 10 anni. I curatori della mostra hanno dedicato questa edizione all'arte nuova indagata attraverso i lavori di artisti di giovanissima generazione professionale, spesso internazionale e con profili di studio di assoluto rilievo l'evento spende buona parte delle sue sale. Qualche nome in ordine sparso dei giovani artisti che hanno partecipato alla mostra: Nicolò Degiorgis, Sonia Leimer, Ingrid Hora, Leander Schwazer. 
Alto Adige 6-12-12

giovedì 29 novembre 2012

LE «INVISIBILI» VIOLENZE SUI MINORI

di Giuseppe Maiolo

La celebrazione annuale della giornata internazionale dei diritti del fanciullo non è soltanto una data da ricordare ma è anche un’occasione per riflettere sul modo con cui stiamo operando per tutelare i minori. In questi anni si è fatto certamente molto, ma ancora c'è tantissimo da fare soprattutto se si pensa a quanto i bambini nel mondo siano a tutt’oggi sfruttati e maltrattati, ma anche nelle nostre immediate distanze, adescati, abusati e violati. 
È importante sapere i “numeri del male” che però si riferiscono alle situazioni emergenti da un sottosuolo di silenzio e di omertà ancora tristemente presente attorno alla violenza. Ma è altrettanto fondamentale conoscere i rischi che corrono oggi bambini e adolescenti quando non sono sufficientemente protetti. Se l'abuso sessuale e il maltrattamento fisico, per fortuna, ora finiscono sulle cronache, quello che ancora ci deve preoccupare è la violenza invisibile, quella che si compie nella quotidianità dei gesti nascosti e delle trame sotterranee della nostra società. È violenza invisibile quella della rete dove l’adescamento e il coinvolgimento dei minori è sempre più allarmante in quanto espone bambini adolescenti che navigano al pericolo nascosto di “orchi” camuffati. Abbiamo così l’obbligo di sapere che in Internet la pedofilia e la pedopornografia dilaga. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che i siti di pedofilia on line scoperti nel 2011 sono 10 mila in più dell’anno precedente. E più ancora non trascurare notizie come quella recente che riguarda la scoperta dell’esistenza di un “deep web”, cioè di un Web invisibile non segnalato dai motori di ricerca, che veicola 500 miliardi di documenti e commercia foto e video terrificanti di sevizie e di rapporti sessuali con minori. Su questo mercato parallelo e occulto di materiale devastante si nascondono persone deviate che fanno girare un traffico di denaro incredibile e forniscono indicazioni dettagliate su come adescare i bambini. Inutile dire che urge aumentare sia la prevenzione che l’educazione degli adulti e dei minori su questo tema. Poi vi è un’altra violenza invisibile, di cui si parla poco. E’ quella legata ai comportamenti quotidiani nei contesti di vita più comuni e familiari dove ci si aspetta maggiore protezione e attenzione, rispetto e cura del minore. Viene chiamata violenza psicologica. Ed è l'offesa, il disprezzo, la svalutazione, la coercizione, il ricatto, il silenzio, la noncuranza, la trascuratezza fisica e affettiva, la manipolazione dei sensi di colpa, o il coinvolgimento dei bambini in situazioni di conflitto. Penso alle famiglie in crisi dove ad esempio, nel momento di separazioni altamente conflittuali, i figli vengono investiti di aggressioni dirette e indirette. Si tratta di una violenza subdola che provoca gravissime sofferenze in chi la patisce e che solitamente sono poco dimostrabili in ambito giudiziario, ma non per questo meno reali, meno autentiche e meno pericolose. I numeri di questo "male" sono imprecisati anche perchè tali comportamenti non operano direttamente sul piano fisico.  Non è uno schiaffo o un calcio, ma un costante e devastante atteggiamento aggressivo che giorno dopo giorno, crea un clima invivibile e mette in atto un processo di distruzione psicologica, dove le parole dette o inespresse feriscono e distruggono profondamente più dei pugni. Ma penso anche alla scuola dove si possono registrare situazioni di manipolazione e di aggressione psicologica sottile, non di rado causate dallo stress interno al contesto lavorativo che altera le relazioni tra insegnante e allievo. Non è una novità la violenza invisibile delle istituzioni quali la famiglia e la scuola. Al contrario è una drammatica realtà che viene rimossa costantemente. Qualche anno fa Claudio Foti, presidente del Centro Studi Hansel e Gretel, in un libro dai contenuti scottanti "Il maltrattamento invisibile. Scuola famiglia, istituzioni" denunciava questo pericolo. Credo che, in occasione di una giornata di ricorrenza ma anche dopo che i riflettori si spengono, serva riflettere su questi aspetti della violenza, se vogliamo rintracciare quel potenziale costruttivo che attiene alla prevenzione e recuperare le risorse che ci servono per immaginare un mondo diverso e migliore.
 Giuseppe Maiolo 

giovedì 22 novembre 2012

La gestione del doposcuola ai gruppi giovanili

Sono loro ad offrire un servizio alle famiglie quando i bambini escono dall’aula Due le associazioni (italiana e tedesca) per seguire i 175 ragazzi iscritti 

di Bruno Canali
LAIVES C'è l'impegno scolastico per i giovani locali e anche quello pomeridiano, una volta riposti libri e quaderni. E attività pomeridiane a Laives, da tre anni a questa parte, significa parlare di centri giovanili: "Fly", al centro parrocchiale tedesco e "Beehive", al Don Bosco per quelli italiani (anche se la suddivisione linguistica è abbastanza sfumata). Ai due centri giovanili, recentemente l'amministrazione comunale di Laives ha riaffidato l'incarico per la gestione di un servizio diventato ancora più prezioso a servizio delle famiglie e abbiamo sentito in merito Florian Thaler, del Beehive. «Sia noi che il Fly, già prima del 2007 ci occupavamo di attività pomeridiane, offrendo ai ragazzi la possibilità di utilizzare le nostre attrezzature ludiche, e anche la saletta per i compiti. Dal 2007 quindi, il Comune di Laives decise di migliorare le proposte già attive, mettendole in rete e così, fino al 2010 era presente anche l'Arci che per la scuola gestiva il servizio di intermensa. Dal 2010 anche questo è passato a noi, mentre Arci ha mantenuto quello a Pineta e San Giacomo». Il progetto di attività pomeridiane, nella veste attuale, è iniziato dopo il 2010, incontrando subito un grandissimo successo. I collaboratori di Fly e Beehive, prendono in consegna i ragazzi di elementari e medie che usufruiscono del servizio mensa nei giorni di non rientro (quando gli insegnanti non li accompagnano) e li portano in mensa rimanendo lì con loro. «A questo servizio - spiega Florian Thaler - sono iscritti 175 ragazzi; non tutti vengono sempre e si va da una media di 60 al giovedì, fino a 130 il martedì e vi lascio immaginare che impresa logistica sia accompagnarli tutti in sala mensa, un lavoro che coinvolge, oltre a noi dei centri giovanili, anche l'ufficio servizi del comune di Laives e le scuole ovviamente. Il 40% di questi ragazzi poi partecipa alle nostre attività pomeridiane, con un costo totale per le famiglie (accompagnamento e attività) dai 35 ai 40 euro per tutto l'anno scolastico e le iscrizioni sono in aumento. Questo ovviamente ci fa piacere da una parte, mentre dall'altra ci preoccupano le risorse, che non sono infinite».
Alto Adige 22-11-12

mercoledì 21 novembre 2012

Infanzia violata: 82 denunce e 10 arresti

Il bilancio 2012 dei casi registrati in città presentato alle Alfieri per la Giornata mondiale dei diritti del bambino 

Testimoni del maltrattamento di un bambino, o a conoscenza del traffico di foto pornografiche che ritraggono bambini nel computer di un conoscente; ecco i numeri da chiamare per chiedere l’intervento dell’associazione La Strada o della Polizia postale: HelpLine per l’infanzia (numero verde gratuito) 800-832-842; centrale operativa della Polizia postale di Bolzano 0471-531410.
di Riccardo Valletti BOLZANO Vista con gli occhi di un bambino, l’isola felice altoatesina non è poi molto diversa dalle altre regioni italiane. Stessi maltrattamenti, adescamenti e abusi che altrove. Il bilancio delle attività dell’associazione La Strada, presentato ieri alle scuole Vittorio Alfieri di via Parma in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, parla chiaro: il saldo a ottobre parla di 82 chiamate alla helpline per denunciare altrettanti maltrattamenti a Bolzano, di cui uno su cinque fisico o a scopo sessuale, a danno di un bambino nel suo ambiente familiare. Il datosi aggrava poi del numero di arresti per pedofilia, già dieci quest’anno, operati a seguito di indagini internazionali della Polizia postale. Insomma il problema più grande di un bambino, era e rimane l’adulto, spesso quello che gli sta più vicino. «E non si tratta di questioni ristrette a sottogruppi culturali - spiega il responsabile del centro studi dell’associazione - il problema è equamente distribuito tra tutte la nazionalità». Le chiamate arrivano dai vicini spaventati dalle urla dei bambini attraverso le mura domestiche, «il 99% delle chiamate arriva da adulti, a volte da amici e compagni di scuola». La classe diventa allora il centro di tutela e di educazione ai propri diritti, e all’insegnante spetta il compito di traghettare il piccolo dall’innocenza alla consapevolezza. «La scuola - spiega la dirigente scolastica delle Alfieri Laura Cocciardi - è spesso l’istituzione a cui viene demandata dalle famiglie l’educazione alla cittadinanza dei ragazzi, noi cerchiamo di intervenire attivando progetti interdisciplinari, spesso creativi, che stimolino gli alunni ad acquisire coscienza dei loro diritti e doveri, perché solo in questo modo possono essere pienamente consapevoli di quello che sta succedendo loro, in caso di molestie o adescamenti o peggio». La Giornata mondiale serve proprio a questo: «quando venne scritta e firmata la convenzione dei diritti dell’infanzia - spiega la professoressa Giovanna Pellicanò - si riconobbero al bambino non solo i diritti universali in quanto persona, ma venne schermato di una ulteriore protezione riconoscendogli uno status superiore». Ma questo nella quotidianità spesso non avviene, e i casi in cui il bambino si deve confrontare con esperienze nefaste si moltiplicano. «Uno dei nostri progetti principali - spiega la professoressa - si riferisce all’uso responsabile di internet tra le mura domestiche; troppo spesso i bambini vengono lasciati da soli al computer, e in certi casi sono anche in possesso dei dati delle carte di credito dei genitori». Nell’epoca dei nativi digitali, conferma l’ispettore della Polizia postale Corrado Palmarin, «l’educazione all’uso responsabile di internet serve più ai genitori che ai ragazzi; in queste occasioni speriamo sempre di trovare un folto numero di adulti verso i quali rivolgere il messaggio di maggiore rigore». Internet, spesso considerato la panacea di tutti i mali, nell’idea dei ragazzi diventa una misteriosa doppia presenza, bianca e nera, intorno alla quale si muovono molti punti interrogativi. «Nell’arco di quest’anno abbiamo già arrestato dieci persone che trafficavano in rete con materiale pedopornografico - spiega Palmarin - ma sono innumerevoli i rischi adescamento, furto di identità, tentativi di ottenere fotografie e collegamenti via webcam». Il messaggio arriva forte e chiaro ai genitori, «dovete esserci, di più e meglio».

 Alto Adige 21-11-12

venerdì 16 novembre 2012

Novità al Museion domani partono i “Sabati dell’arte”

PER I BAMBINI

BOLZANO L’arte contemporanea sembra spesso lontana dalla vita reale. E invece ecco un’iniziativa di Museion dedicata ai bisogni delle famiglie. Che con la nuova “settimana corta” si ritrovano i bambini a casa da scuola con mattinate da impiegare, possibilmente in maniera sensata, e magari tanti impegni da sbrigare. Per venire incontro a questa doppia esigenza Museion ha inventato i “Sabati dell’arte”: ogni sabato dalle 8.30 alle 12.30 i bambini dai 6 agli 11 anni possono esprimere la loro creatività in un’officina artistica, accompagnati da personale qualificato. Ogni incontro è incentrato su un tema nuovo, che i partecipanti elaborano utilizzando fino a quattro tecniche diverse. I sabati dell’arte sono all’insegna della massima flessibilità: niente iscrizioni, né obblighi di frequenza. I bambini possono entrare e uscire ogni ora. Per partecipare si acquista una tessera punti, che può essere ceduta anche al vicino di casa o ai cuginetti. Insomma creatività per i bambini e tempo a disposizione per i genitori il sabato mattina. Domani l’offerta per le famiglie si fa doppia: al consueto sabato dell’arte in mattinata segue il “pomeriggio in famiglia”. Bambini con mamme, papà, nonni e fratelli sono invitati a provare insieme l’esperienza dell’arte. Un percorso a tappe attraverso la mostra “The New Public” invita a scoprire cinque opere d’arte che raccontano qualcosa di speciale - come la storia di “Jack e il fagiolo magico”, a cui si è ispirato l’artista Petrit Halilaj. Prendendo spunto dalla biblioteca conservata nell’opera “The Library” degli artisti Rosella Biscotti & Kevin van Braak si realizza invece una carta d’identità russa in caratteri cirillici. Intorno all’opera “The Coming Anarchy”, che sembra una nave pirata, si svolge invece un laboratorio con la stoffa e la lana. Alle 15.30 e alle 16.30 i mediatori Ivo Corrà e Marta Emanuele propongono una visita guidata alla mostra a misura di famiglia. Infine nell’officina didattica si può avere un “assaggio” dei sabati dell’arte, per vedere come funzionano, e magari programmare il prossimo sabato mattina.
Alto Adige 16-11-12

mercoledì 14 novembre 2012

ItaliaCamp chiede ai giovani nuove idee imprenditoriali


di Francesca Buttara

ItaliaCamp cerca nuove idee imprenditoriali e di policy da parte di giovani trentini, altoatesini e italiani. Attraverso questo appello al dialogo vorremmo invitare chiunque abbia un’idea innovativa a partecipare al Concorso “La tua idea per il Paese”: fino al 19 novembre sarà possibile caricare sul sito http://wedo.italiacamp.it/ il proprio progetto, rispondendo alla “Call 4 Ideas” (“C4I”) per il Trentino Alto Adige. I progetti selezionati da un autorevole Comitato Scientifico potranno essere presentati davanti ad autorevoli stakeholder nazionali e territoriali a Verona, sabato 1° Dicembre, nel corso degli “Stati Generali del Centro-Nord” (iscrizione su www.italiacamp.it/). L’obiettivo è innovare socialmente, fare sistema e creare nuovi legami tra giovani, imprese, istituzioni che siano in grado di facilitare la realizzazione delle idee raccolte. ItaliaCamp è un progetto associativo partito da Roma nel 2008 (in un’aula della LUISS Guido Carli) e che oggi coinvolge in tutta Italia centinaia di giovani: nel giro di qualche anno, l’Associazione ha organizzato in Italia ed in Europa cinque “BarCamp” a Roma, Lecce, Milano, Napoli e Bruxelles, raccogliendo così oltre 700 progetti e coinvolgendo circa cinquemila persone. La formula del “BarCamp” è stata mutuata dal contesto californiano di Palo Alto: si tratta di una “non-conferenza”, vale a dire uno spazio in cui ci si confronta in modo aperto e dinamico sui progetti e sui temi più disparati avendo a disposizione 5 minuti di tempo. La metodologia del BarCamp è una filosofia applicata alla realtà, non astratta, non politica ma che si caratterizza per un approccio imprenditoriale: c’è un problema? Cerchiamo di risolverlo insieme con idee e proposte concrete. Quello di ItaliaCamp è un modus operandi che ha raccolto le adesioni di imprese, Istituzioni e di oltre 60 università nazionali e internazionali che collaborano attivamente all’implementazione del progetto, dimostrando così la volontà di affermare un’idea di Italia giovane, dinamica, in grado di innovare partendo dal basso. Il Sud ha avuto una reazione calda ed entusiasta al progetto ItaliaCamp che ora arriva al Centro e al Nord Italia: il primo dicembre a Verona si terranno “gli Stati Generali del Centro/Nord” che chiameranno a raccolta 13 regioni d’Italia e le menti più brillanti della nostra Penisola. Noi giovani abbiamo molte aspettative su quale sarà la reazione del Centro e del Nord Italia, in particolare dell’Alto Adige, a questa iniziativa: il nostro auspicio è che emerga una nuova volontà di dialogo, in primis tra giovani, ma anche tra istituzioni, imprese, università per guardare con occhi diversi all’Italia del domani perché, come diceva Eleanor Roosevelt, “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. Quella di ItaliaCamp è una forte presa di consapevolezza che si traduce nella volontà di un riscatto e nella concreta possibilità che, con uno sforzo collettivo, onesto e partecipativo noi giovani ce la possiamo fare. Concordiamo con il Presidente Schelfi che guardava all’autonomia, alla globalizzazione e al ritorno ai territori e temeva una “cupio dissolvi” (desiderio di operare il disfacimento di sé stessi) in un editoriale estivo. Concordiamo anche con la visione dell’Assessore Olivi che scriveva della “funzione strategica dell’Università per lo sviluppo del territorio anche in chiave di competitività del sistema economico locale”. Ora chiediamo all’Alto Adige di mettersi in gioco . 
Alto Adige 14-11-12

sabato 10 novembre 2012

LIBERAMENTE, L’ENERGIA È NEI GIOVANI


di Christian Tommasini C’è chi li accusa di essere poco intraprendenti, troppo distaccati. C’è chi li difende dicendo che se sono così è tutta colpa della società. Poi per fortuna ci sono loro, le ragazze e i ragazzi, che sanno dimostrare da soli quello che sono, superando tutte le possibili definizioni, in un senso o nell’altro. E a loro il mondo degli adulti deve imparare a dare credito e spazio. È questa la scommessa che due anni fa abbiamo lanciato con Liberamente, il progetto della Provincia per la partecipazione giovanile. Una scommessa che oggi, alla vigilia dell’inizio della terza edizione, possiamo proprio dire di avere vinto insieme, a giudicare dai risultati che sono stati ottenuti sia nelle edizioni scorse sia nella fase di iscrizione per quest’anno. Il progetto si è rivelato capace, fin dall’inizio, di liberare energie e creatività. Dalla prima edizione sono usciti così i giovani che hanno poi costruito e animato la seconda e, oggi, la terza. Sempre da Liberamente è nata l’idea del Festival delle Resistenze contemporanee, giunto con successo alla seconda edizione, con cui i giovani recuperano e attualizzano la memoria di eventi e i valori di chi li ha preceduti, Forti di queste conferme, quest’anno abbiamo compiuto un passo in più, portando i giovani a confrontarsi con i temi dell’identità europea, attraverso il confronto con personalità di rilievo e campus residenziali, a Merano e a Bruxelles. L’obiettivo è aprire la strada affinché diventino loro in prima persona protagonisti del cambiamento e del futuro della nostra terra, cercando nel quadro della comune appartenenza europea le soluzioni anche ai nostri particolari problemi. Non solo. Vogliamo riflettere insieme sulle opportunità straordinarie che internet spalanca ai giovani. Per chi vuole ci sono spazi mai sperimentati prima di fare impresa e provare a realizzare i propri sogni, anche a causa di una crisi che ha messo in discussione tutto, anche i modi tradizionali di fare impresa, aprendo così all’innovazione. Ne parleremo in particolare nel campus di Merano, confrontandoci con chi gestisce a Treviso un acceleratore per start up dove lavorano quasi 250 giovani in 32 diverse imprese nascenti. La risposta che abbiamo ottenuto a questa nostra proposta complessiva è stata assolutamente incoraggiante. In pochi giorni abbiamo raggiunto gli 80 partecipanti previsti: ragazze e ragazzi, quasi in ugual misura; giovani di lingua italiana ma anche tedesca e cinque provenienti da altri Paesi. Ciò che mi ha colpito favoevolmente, però, sono i 10 ragazzi che si sono dichiarati bilingui. È il futuro della nostra terra, capace di conservare le proprie radici aprendosi al domani e ad un lavoro comune per vincere le sfide che ci attendono. Christian Tommasini assessore provinciale alla cultura in lingua italiana 
Alto Adige 10-11-12

ItaliaCamp, le idee di giovani altoatesini sull’innovazione


BOLZANO Di recente giovani del Trentino e dell’Alto Adige si sono uniti per sviluppare il progetto ItaliaCamp, già insignito del Premio di alta rappresentanza della presidenza della Repubblica e patrocinato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Il neonato direttivo regionale ItaliaCamp-Trentino Alto Adige ha l’obiettivo di raccogliere idee innovative sul territorio e di costruire le condizioni necessarie per dare loro concretezza. «Abbiamo sentito la necessità di mettere insieme l’anima del Trentino e quella dell’Alto Adige - spiega la coordinatrice del Trentino Maria Liana Dinacci - per rispondere alla chiamata di ItaliaCamp, un’associazione che vanta la collaborazione di centinaia di università, aziende e istituzioni e che chiede, specie ai giovani, di dare con le proprie idee un contributo alla crescita del Paese». Fino al 16 novembre sarà possibile partecipare al concorso “La tua idea per il Paese” e caricare sul sito www.wedo.italiacamp.it la propria idea, rispondendo alla «Call 4 Ideas» (“C4I”) per il Trentino Alto Adige. I progetti possono afferire a molteplici aree tematiche: impresa e lavoro; politica, istituzioni e pubbliche amministrazioni; ambiente ed energia; infrastrutture; economia e finanza; ricerca e scienza; tecnologia; cultura e sociale. Di tutte le idee caricate, un autorevole Comitato scientifico ne selezionerà dieci: gli ideatori prescelti avranno la possibilità di presentare i propri progetti il 1° dicembre 2012 in occasione degli «Stati Generali del Centro-Nord», che si terranno a Verona. L’evento coinvolgerà le tredici regioni del Centro e del Nord Italia e vedrà la partecipazione di prestigiosi stakeholder, da imprenditori a rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, da business angel a venture capital. «Le idee vincitrici del concorso - afferma Gabriele Paglialonga, coordinatore ItaliaCamp dell’Alto Adige - saranno sottoposte all’attenzione del governo, affinché ne possa favorire la realizzazione e verranno attivate le “delivery unit”, unità di lavoro per costruire un ponte tra innovatori e quanti hanno bisogno di innovazione». «Offriamo la possibilità di fare emergere idee nuove e di portarle fuori dalla provincia», ancora Paglialonga. In Alto Adige riunioni e incontri si sono svolti alla Lub e all’Eurac di Bolzano.
Alto Adige 10-11-12

venerdì 9 novembre 2012

Approvata la legge sui «servizi volontari»


Indica i sodalizi accreditati, l’età dei ragazzi a cui sono dirette le proposte e la durata dei progetti 

BOLZANO Approvato a maggioranza il dlp 143/12, sulle «Disposizioni per la valorizzazione dei servizi volontari in provincia di Bolzano» con le relative modifiche delle leggi provinciali in materia di attività di cooperazione allo sviluppo e personale. Dopo che Elmar Pichler Rolle ha chiesto il rinvio della mozione sulla delibera di giunta relativa alla composizione della seconda commissione sulla «Tutela del paesaggio e della commissione 29», è stato esaminato il il dlp 143/12, relativo appunto servizi volontari in rovincia di Bolzano con le modifiche alle leggi provinciali in materia di attività di cooperazione allo sviluppo e al personale, presentato dal presidente della Provincia Luis Durnwalder. L’obiettivo di fondo della legge è quello promuovere l'impegno civile comprendendolo fra i servizi volontari accessibili a tutte le fasce d'età della popolazione. La nuova definizione del disegno di legge riunisce tutte le espressioni dell'impegno civile sotto il concetto unitario di «servizi volontari», inglobandolo in un contesto normativo organico. La norma prevede un servizio civile provinciale volontario per giovani tra i 18 e i 28 anni, un servizio sociale volontario per persone adulte della durata massima di 32 mesi, uno per giovani tra i 15 e i 19 anni da svolgere nel periodo estivo, definendo inoltre i settori di intervento (sanitario, sociale, tutela del patrimonio ambientale e artistico, protezione civile eccetra). Definisce inoltre quali organizzazioni possono promuovere servizi volontari, quali sono i benefici e i crediti per i volontari, la creazione di una banca dati dei progetti e della tessera dei servizi volontari, le competenze nel settore del servizio civile volontario, l'organizzazione del servizio sociale volontario provinciale e del servizio volontario estivo per i giovani, istituisce un fondo provinciale per i servizi volontari, stabilisce la possibilitá per il personale provinciale, a determinate condizioni, di prestare servizio volontario nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Approvato il passaggio alla discussione articolata, i 30 articoli sono stati votati a maggioranza e senza discussione. Senza dichiarazioni di voto, il dlp 143/12 è stato quindi approvato con 17 voti favorevoli, 1 contrario e undici astensioni. 
Alto Adige 9-11-12

giovedì 8 novembre 2012

Il galà della magia per incantare i bimbi diabetici


Domenica 11 novembre alle ore 17 presso l’Auditorium Roen a ingresso libero va in scena “Il Castello incantato - Mago Pancione” con la Principessa Fiorellina, il Re Malvagio, che butta tutto dove gli capita; un simpatico messaggero, che spiega al pubblico dei più piccoli tante cose utili da sapere e infine il Pagliaccio Babaccio, personaggio-sintesi che riassume in sé le caratteristiche positive di tutti gli altri. Grazie a travestimenti e magie sorprendenti, il Mago Pancione dà vita ad una avventura originale, che appassiona e diverte fino all’immancabile lieto fine! L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Cattolici Popolari nell’ambito della rassegna Teatro delle famiglie da Luca Dell’Agnolo presidente del Centro culturale “Romano Guardini”.
BOLZANO Tutto nasce da una domanda che una bimba fece al Mago Spillo dopo aver assistito ad un suo spettacolo di magia: «Mago tu che sai fare le magie, fanne una grande grande, fai sparire questa mia malattia». Il mago in questione era Marco Gandini e da quel giorno ha iniziato a collaborare con l'Agd-Vid, cioè l'associazione per il sostegno ai giovani diabetici ed alle loro famiglie. Ora Gandini ha organizzato un vero Galà della magia. A Bolzano almeno da un ventennio non esisteva niente del genere e c'è da giurare che lascerà il segno. Il Mago Spillo e la sua Magic Family daranno vita sabato 10 novembre allo spettacolo che avrà luogo al Teatro Cristallo di via Dalmazia 30, e che sarà ad entrata libera con la possibilità, a fine serata, di lasciare un'offerta per aiutare l'associazione a coprire una piccola parte delle spese per lo spettacolo. Ricordiamo che attiva sul territorio da circa 30 anni, l'associazione Agd conta circa 130 iscritti e si occupa, nel campo del diabete, soprattutto di prevenzione e di informazione. Gandini, ideatore e organizzatore del Gala della magia cittá di Bolzano, giunto alla sua seconda edizione spiega una volta di più che lo spettacolo é ideato nella Giornata del diabete per dare visibilitá ad una malattia che colpisce un numero decisamente elevato di bambini in tutta Italia e quindi anche nella nostra provincia. «Vi aspetto numerosi sabato al Cristallo per un gala che quest'anno é entrato a far parte della rassegna teatro Blu. Lo scorso anno fu un grandissimo successo e lo sará anche quest'anno ed é dimostrato dal fatto che con 3 settimane d'anticipo i biglietti sono andati esauriti e, per poter venire incontro a tutti coloro che avrebbero voluto esserci ma non potranno accedere alla sala teatro, ho concordato con la direzione del teatro la videoproiezione in una sala della struttura con la possibilitá di avere ancora 60 posti a disposizione.Guardare la serata ad uno schermo non sará come dal vero in teatro ma almeno dará la possibilitá ad altri appassionati di potervi assistere».
Alto Adige 8-11-12

mercoledì 7 novembre 2012

Dagli alieni ai lupi Parte KidScience al Museo di Scienze


BOLZANO Coinvolgere i più giovani nell’apprendimento delle scienze, proponendo loro incontri interattivi gratuiti con scienziati e workshop su accattivanti temi della ricerca: è questo l’obiettivo di “KidScience”, serie di nove iniziative per ragazzi dai 7 ai 15 anni organizzata dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, la cui terza edizione prendeil via oggi 7 novembre per chiudersi il 17. Kidscience propone quest’anno sei conferenze gratuite e tre workshop. Le conferenze. Tre in italiano e tre in tedesco sono rivolte a partecipanti tra i 7 e i 15 anni, mirano a coinvolgere i ragazzi, incoraggiandoli a intervenire in prima persona, porre domande e maneggiare materiale scientifico. Si tengono sempre nel pomeriggio, dalle 17 alle 18. Insieme al paleontologo Maik Raddatz, impareranno, sulla scorta di immagini e ricostruzioni, come si ricercano i resti di dinosauri nel deserto e in che modo viene condotta una campagna di scavo. Avranno poi la possibilità di vivere una giornata-tipo di lavoro in un campo di ricerca scientifica in Antartide sotto la guida di Silvia Olmastroni, che vi ha condotto ben sei spedizioni sulle tracce del pinguino Adelia. L’“identikit dell’alieno”, ovvero un’indagine sul possibile aspetto di un abitante extragalattico, sarà il tema centrale della conferenza dell’astronomo Sandro Bardelli, che prevede un collegamento in diretta video con la celebre astrofisica Margherita Hack. Il fisico dell’Università per le Scienze applicate di Monaco Rolf Heilmann spiegherà cosa succede quando esplode un vulcano. La nascita e lo sviluppo dei ghiacciai, con un viaggio attraverso la glaciologia e i metodi e gli strumenti di misurazione che utilizza, saranno illustrate da Roberto Dinale. Chiuderà la serie di conferenze un pomeriggio sulle tracce del lupo con la ricercatrice Francesca Marucco, che da anni studia questi animali sulle Alpi italiane e francesi. I workshop. Sono tre, tutti della durata di due ore, per i più piccoli. Il primo, bilingue sarà dedicato al microscopio. La molecola della vita, il DNA, e la sua estrazione saranno i protagonisti del secondo laboratorio (in italiano). A partecipanti più piccoli, dai 7 ai 10 anni di età, è invece dedicato l’ultimo workshop, in italiano e tedesco, che proporrà l’osservazione dal vivo di una colonia di formiche. Per partecipare ai workshop è obbligatoria l’iscrizione allo 0471/412964.
Alto Adige 7-11-12

martedì 6 novembre 2012

Filmfestival dedicato al coraggio civile


Quasi duemila studenti quest’anno in Alto Adige alle proiezioni dell’”Oew” 

BOLZANO Oltre 1.800 studenti delle scuole superiori e professionali dell’Alto Adige prendono parte questa settimana al 9. oew Filmfestival che quest’anno ruota intorno al tema del coraggio civile. Un record di presenze mai raggiunto prima. In programma ci sono 5 film a Brunico, Bolzano e Bressanone. Il miglior film, “The Help“, verrà proiettato il 9 novembre alle ore 20 al Forum di Bressanone. L’entrata è gratuita e aperta a tutte le persone interessate. Il film vincitore del Festival, “The Help“, descrive la storia della giovane Skeeter che, terminati gli studi, non desidera altro che diventare una scrittrice di successo. Al fine di raggiungere il suo scopo, Skeeter intervista alcune cameriere di colore discriminate che lavorano in famiglie nel sud degli Stati Uniti e racconta la verità sulle sue esperienze nelle case dei bianchi, contribuendo a sfondare il muro di razzismo in una piccola città conformista. La storia è ambientata nel Mississippi, nei primi anni Sessanta. Il film è stato scelto da una giuria di cinque studenti - Michael Thaler, Sara Klammsteiner, Vicky Runggaldier, Klara Amplatz, Christine Keim, Judith Putzer. “La pellicola si basa su una storia vera, negli Stati Uniti, negli anni in cui Martin Luther King lottava insieme a tanti cittadini per i diritti civili e la parità delle persone di colore nella società americana“, spiega la giuria. “La rappresentazione del modo in cui le persone di colore vengono trattate da ceto medio-alto dei bianchi è commovente, senza essere strappalascrime, e allo stesso tempo aderente alla realtà. Il premio di 1500 Euro verrà devoluto al progetto oew “Vida y esperanza” a Cochabamba in Bolivia, nell’ambito del quale bambini provenienti da famiglia svantaggiate ricevono una formazione scolastica. Le altre proiezioni del Filmfestival sono: “Welcome“ sul tema dei diritti umani e dei rifugiati, “Milk“ sul tema del rispetto e dell‘omosessualità, “Invictus“ sul tema dell‘Apartheid e non violenza, e “También la lluvia“ sul tema dell’acqua come bene pubblico e i movimenti per i diritti civili.
Alto Adige 6-11-12

lunedì 5 novembre 2012

Finalmente niente alcol ai minorenni: c’è il Ddl


Da noi una ragazzina di 16 anni poteva legalmente ordinare al bar whisky o grappa, in tutti gli altri Paesi per farlo avrebbe dovuto avere 18 anni

di Romano Viola
Il nostro Parlamento tende a peggiorare, di regola, i disegni di legge presentati dal governo Monti. Ma c'è anche, per fortuna, qualche eccezione. Il Ddl governativo sulla sanità, ad esempio, è stato migliorato dalle Camere in un punto decisivo: l'età minima per il consumo di alcol (e tabacco) viene elevata da 16 anni, com'era fino ad oggi, a 18 anni. E' stato così posto rimedio, anche se con molto ritardo, ad una vergogna nazionale. Pochi sanno che l'Italia era rimasto ormai l'unico Stato occidentale (assieme al Portogallo) con un'età legale minima per il consumo di alcolici fissata a soli 16 anni. Il che significa, per intenderci, che da noi una ragazzina di 16 anni poteva legalmente ordinare al bar whisky o grappa a volontà, mentre in tutti gli altri Paesi per farlo avrebbe dovuto avere due anni di più. Pochi sanno anche che il Trentino, utilizzando la sua Autonomia, ha proibito per legge nel 2010 ai minori di 18 anni il consumo di ogni bevanda alcolica, birra compresa. E non solo nei locali pubblici, ma anche per strada o in un parco. Con una conseguenza, fra l'altro, che per la nostra provincia stava diventando imbarazzante: quella di diventare un polo di attrazione per i minorenni beoni di ben tre territori confinanti (Tirolo austriaco, Cantone dei Grigioni e Trentino), dove il limite è invece a 18 anni. Eppure nessun politico locale, che io sappia, ha mai pensato di fare un salto a Coira, Innsbruck o Trento per informarsi sul funzionamento di questa norma e vedere se era il caso di applicarla anche da noi. E questo perché intorno alla piaga dell'alcolismo giovanile vige a Bolzano, in modo trasversale ed interetnico, lo slogan politicamente corretto del «prevenire, non reprimere». Peccato sia uno slogan privo di senso, perché la repressione è perfettamente conciliabile con la prevenzione educativa. Sia come sia, il divieto dell'alcol per i minori di 18 anni ora diventa legge anche fra le nostre belle montagne. Dura lex, sed lex: i nostri bevitori sedicenni dovranno rassegnarsi. E con loro anche gli adulti nostalgici del mito sessantottesco del «proibito proibire». 
Alto Adige 5-11-12