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mercoledì 7 novembre 2012

Via le slot dai bar, il Comune non molla


Domani incontro con le associazioni di categoria. L’attacco dei noleggiatori: metà dei locali sarà costretta a chiudere 

Attualmente le slot sono contingentate dalla Provincia. Lo si evince da un elenco affisso nei locali della sede del noleggiatore Sogema, in via Galvani. Negli alberghi si possono installare fino a 10 slot; nelle tabaccherie fino a 10 metri quadri si possono installare fino a 2 slot, da 10 a 20 metri quadri se ne possono installare fino a 4, oltre i 20 metri quadri ogni 10 metri quadri in più si può installare una slot. Ad esempio, su 60 metri quadri si possono installare 8 slot, che è il massimo consentito. Nei bar, fino a 15 metri quadri si possono installare fino a 2 slot, da 15 a 30 metri quadri se ne possono installare fino a 4, da 30 a 100 metri quadri se ne possono installare fino a 6; per i locali oltre i 100 metri quadri si possono installare al massimo 8 slot. Per ogni slot installata servono due metri quadri come spazio gioco (slot compresa).

di Davide Pasquali
BOLZANO Via le slot dagli oltre 250 bar cittadini che le hanno installate entro i 300 metri dai luoghi sensibili. Il vicesindaco Ladinser non ha nessuna intenzione di mollare: domani mattina incontrerà le associazioni di categoria (Confesercenti, Unione e Hgv) per illustrare la volontà municipale di rispettare la legge provinciale, facendo rimuovere gli apparecchi da tutti i locali bolzanini. Fissato anche un incontro con i vertici nazionali dei gestori di slot machine affiliati ad Assotrattenimento (Confindustria), che dalle colonne del nostro giornale, col presidente Massimiliano Pucci, ieri avevano chiesto di essere ascoltati per mettere in guardia il Comune sulla probabile proliferazione del gioco illecito in seguito alla rimozione di quello lecito dagli esercizi pubblici. «Sono tutti ben accetti - ha chiarito ieri il vicesindaco - e tutti invitati a esternare le loro posizioni». Questo l’invito esteso da Ladinser. «Però non mollo neanche di una virgola». Timori. E in città in tanti stanno letteralmente tremando. Fornisce la cartina di tornasole Franco Scalet, titolare di uno dei maggiori noleggi di slot in provincia. «Almeno la metà dei bar bolzanini - sostiene - sarà costretto a chiudere. Si perderanno posti di lavoro anche nell’indotto. E a Bolzano seguiranno a ruota anche gli altri Comuni, che attualmente stanno alla finestra a vedere cosa succede». La fotografia. Scalet, con la sua Sogema, attualmente noleggia fra le 300 e le 350 macchinette, in tutta la provincia, compreso San Candido e la val Martello, con un “coin in” (ovverosia le monete che entrano nelle slot) di circa 400 mila euro al mese. Sette dipendenti, «ne stavo per assumere altri due, ma aspetto per vedere cosa succederà. Se rimuoveranno davvero le slot, altro che assumere: ne dovrò mandare via due o tre». La sorte peggiore toccherà però, a detta di Scalet, a tantissimi bar. «Attualmente, quelli dotati di macchinette, a Bolzano sono fra i 260 e i 270. In media incassano, netti, un migliaio di euro. Diciamo che si va dai 600-700 euro ai 1.500. Servono per pagare l’affitto o un dipendente, o almeno la metà perché poi ci sono da considerare le tasse. Senza questo incasso, stimo che il 65% dei locali bolzanini, eccessivamente proliferati - lo ammetto - dopo le liberalizzazioni di Bersani, saranno costretti a chiudere. Come minimo saranno la metà». Incassi (il)leciti. Se in Comune, prosegue Scalet, pensano che in alcuni bar si incassino 5 o 10 mila euro «sbagliano di grosso». Le macchinette installate nei bar permettono di giocare solo introducendo monete, quindi al massimo due euro alla volta. «Cosa volete che si possa incassare? E anche se uno gioca tutto il giorno, non riesce a buttare dalla finestra più di tanto. I veri incassi si fanno nelle sale giochi, specie in quelle grandi, dove, lo sanno tutti, si può riciclare il denaro sporco e a giocare, molto spesso, è chi ha grande disponibilità di soldi e tanto tempo libero. Chiedete nell’ambiente: a giocare in certe sale sono proprio gli spacciatori». Riciclare denaro sporco pare sia facile. «Nelle videolottery si possono inserire banconote, fino a 500 euro. Se ne introduci una sporca, poi fai una giocata da un euro e poi smetti, la macchinetta ti dà una ricevuta. Con quella vai alla casa e ritiri 499 euro. Puliti». E i tabacchini? Oltre alle sale giochi, «dove ovviamente ci sarà una proliferazione di giocatori», non si capisce «perché abbiano lasciato le slot nei tabacchini». Slot machine del tutto identiche a quelle dei bar. «Collegate in rete con l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, dunque sotto controllo». Non sono come i videopoker di prima generazione, «dove non c’era controllo alcuno e perciò tanti hanno fatto i furbi, anche a Bolzano, finendo poi dietro le sbarre». E i magazzini di Sogema, in via Galvani, sono stipati da decine e decine di queste macchinette vecchie, dismesse. Lottomatica. Oltre ai possibili o probabili ricorsi da parte dei noleggiatori e dei baristi bolzanini, «non staranno con le mani in mano nemmeno i gestori delle reti informatiche che gestiscono le slot (Lottomatica, Sisal eccetera, ossia chi ha vinto gli appalti di Aams), i Monopoli e il Tesoro». Franco Scalet si avventura in un calcolo a spanne, a suo dire sottostimando il fenomeno. «A noleggiatore e barista rimane il 10% degli incassi, suddiviso di solito circa a metà. Se mettiamo un incasso di un migliaio di euro a bar, e in città ne consideriamo almeno 250, in caso di rimozione delle macchinette la perdita sarebbe di 250 mila euro al mese. Molto maggiore quella dello Stato, dieci volte di più: 2,5 milioni al mese soltanto su Bolzano. So per certo che Lottomatica ha già attivato il proprio ufficio legale. Non staranno con le mani in mano». 
Alto Adige 7-11-12

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