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sabato 15 dicembre 2012

A22, cala il traffico e crescono le tariffe

Fissate le linee-guida per il 2013, utile intorno ai 50 milioni. In arrivo 4 impianti fonoassorbenti e barriere a Bressanone 

BOLZANO Il risultato economico derivante dal budget aziendale dell’Autostrada del Brennero per il 2013 ammonta a 50,3 milioni di euro: così è stato stabilito dal cda che si è riunito ieri. Il valore della produzione dell’A22 previsto per l’anno 2013 arriva a circa 337,11 milioni di euro, in aumento rispetto al dato previsto nel budget 2012 (329,02 mln di euro), in calo rispetto all’esercizio 2011 (355,32 mln). La voce principale è quella relativa ai ricavi da pedaggio, che si stima ammonteranno a circa 302,12 mln di euro. Tale stima si basa essenzialmente su un previsto decremento traffico dell’1,5% rispetto all’anno in corso e tiene anche in considerazione l’incremento tariffario richiesto per l’anno 2013, pari all’1,21%. Anche i ricavi derivanti dalle royalty delle aree di servizio, il cui valore 2013 viene valutato in 25 mln di euro, risulta in calo. L’ammontare totale dei costi della produzione si stima in circa 285,95 mln di euro. Le voci che concorrono a definire i costi sono spese per servizi (73,84 mln di euro), spese per il personale (74,60 mln di euro), gli oneri diversi di gestione (circa 46,09 mln di euro), gli acquisti per materie prime sussidiarie di consumo e merci (10,42 mln di euro), oltre agli ammortamenti (circa 34,01 mln di euro), agli accantonamenti per rischi (3,70 mln di euro), costi per il godimento di terzi (1,90 mln di euro) e agli altri accantonamenti (pari a 41,39 mln di euro). Mentre la spesa per l’acquisto di materie prime, sussidiarie di consumo e merci registra un sostanziale allineamento rispetto al budget 2012, si evidenzia un incremento dell’importo destinato a «manutenzioni». Rivestono un’importanza strategica, secondo quanto evidenziato dalla società, sul piano dell’operatività autostradale, della sicurezza stradale e della qualità del servizio offerto agli utenti, obiettivi primari e irrinunciabili per l’A22. Il risultato prima delle imposte ammonta a 78,10 mln di euro, in decremento rispetto al 2012. Il cda dell’Autobrennero - presieduto da Walter Pardatscher - ha anche approvato la sostituzione e il prolungamento di quattro impianti fonoassorbenti e la realizzazione di due nuove barriere, in applicazione del piano di contenimento e abbattimento del rumore adottato dalla società nel 2007 con cui ha individuato le zone lungo il tracciato autostradale esposte a livelli di rumore superanti i valori massimi di legge. Tra le scelte per il prossimo anno la barriera «Bressanone Nord» e la barriera «Via Castelliere», sempre a Bressanone lungo la carreggiata sud.
Alto Adige 15-12-12

lunedì 10 settembre 2012

A22, meno traffico significa meno introiti


BOLZANO Il bilancio del primo semestre 2012 dell’Autostrada del Brennero evidenzia un utile netto di 29,18 milioni di euro, pari a -23,79% rispetto al corrispondente periodo 2011. Il dato è contenuto nella situazione semestrale dell’A22 presentata ieri dal cda. Il valore della produzione, che nel semestre appena concluso è risultato pari a 160,9 milioni di euro (166,6 milioni nel 2011), ha registrato un decremento di 5,7 milioni, -3,4%. Tale risultato - dice una nota dell’A22 - è stato influenzato principalmente dal decremento degli introiti da pedaggio che nel semestre hanno raggiunto i 143,3 milioni di euro. I ricavi derivanti dalle royalty per le aree di servizio, pari a 13,1 milioni di euro, risultano in flessione (-15,9%) rispetto a quelli dell’anno precedente (15,5 milioni). I costi della produzione - al lordo dell’utilizzo del Fondo di Rinnovo - sono risultati pari 131,1 milioni a fronte di 139,6 milioni del primo semestre 2011 con una diminuzione di 8,5 milioni, -6,0%. Il risultato operativo evidenzia un valore pari a 30,6 milioni di euro (48,5 milioni quello dello stesso periodo 2011 e 28,20 milioni quello del 2010). (ANSA). I dati relativi al traffico del primo semestre 2012 evidenziano un notevole calo del traffico (- 5,49% espresso in veicoli/Km) sia per quanto riguarda il comparto del “pesante” (- 3,69%), sia per quanto riguarda il comparto “leggero” (-6,23%). Le nuove iniziative e gli investimenti, in linea con l’attenzione che la Società ha da sempre rivolto al mantenimento di elevati standard qualitativi dell’arteria per mezzo di una continua manutenzione hanno certamente contribuito a contenere il dato relativo all’ incidentalità. Nel decennio 2003-2012 si è registrata infatti una riduzione del tasso di incidentalità (TIG) riferito al 1° semestre di quasi il 56,3%. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato il progetto definitivo di rinnovamento dell’area di servizio Trens est, situata in carreggiata nord, con la realizzazione di nuove isole di erogazione e la fornitura di nuove attrezzature per il servizio di distribuzione carburanti. Inoltre, in applicazione del proprio piano di contenimento ed abbattimento del rumore, l’A22 provvederà a sostituire tre impianti fonoassorbenti obsoleti nel comune di Varna.
Alto Adige 8-9-12

domenica 12 agosto 2012

Terza corsia A22, test solo in autunno

Anche ieri prolungati rallentamenti per l’afflusso dei turisti. Da Verona a Modena potenziamento a fine 2013

di Orfeo Donatini
BOLZANO Le previsioni della società autostradale per ieri, al mattino e al pomeriggio, davano una classificazione di traffico critico da bollino nero. E così è stato con prolungati rallentamenti in entrambe le corsie praticamente lungo tutti i 314 chilometri dell’arteria dal Brennero a Modena. Negli ultimi anni, in particolare nella tratta fra Egna e Verona Nord, si sono moltiplicati i cantieri per la realizzazione della cosiddetta corsia dinamica, ovvero creare - con l’allargamento della corsia di emergenza per portarla agli standard europei e una volta tolta la siepe spartitraffico - una terza corsia che potenzialmente potrà essere usata per lo scorrimento del traffico. L’operazione, che a tavolino sembra semplice, richiede in realtà una serie di passaggi tecnologici e sperimentali piuttosto complessi. «Si tratta di sistemare la piattaforma viabilistica - conferma il direttore dell’A22, Carlo Costa - e predisporre tutti i supporti tecnologici necessari che vanno dai portali a messaggio variabile, ai sensori di traffico fino alla rete di telecamere per il controllo a distanza. E allora nella tratta prevista per questo tipo di innovazione compresa fra il casello di Egna/Ora e quello di Verona Nord è sostanzialmente tutto pronto, anche se per poter parlare di una sperimentazione globale dovremmo attendere, almeno qualche anno, di aver sistemato tre ponti in Trentino (quello dei Vodi e quelli sull’Adige di Trento e di Zambana). E quindi i primi test sperimentali verranno avviati solo in autunno tra i caselli di Trento centro e di Rovereto Sud, in direzione sud». Del resto su un’autostrada non si può pensare di accendere un semaforo e che il traffico automaticamente si incanali come desiderato in piena sicurezza. Attivare la terza corsia dinamica per di più in presenza di grandi flussi di veicoli significa un dispiegamento straordinario di agenti della polizia stradale e degli ausiliari del traffico, l’attivazione di una cabina di regia e di controllo ipertecnologica e perfettamente affidabile. «Bisogna distinguere - sottolinea ancora Costa – due livelli di valutazione della questione. Da un lato quello che riguarda l'infrastruttura, cioè l'allargamento della corsia d'emergenza che diventa in caso di necessità la terza corsia; e questi lavori sono già terminati: non solo tra Verona ed Egna - tranne come detto i tre ponti in Trentino - ma anche fino a Vadena, e prossimamente raggiungeranno anche Bolzano Sud (anche se la corsia dinamica non sarà utilizzabile a nord di Egna). E da questo punto di vista non si vedranno quindi più cantieri di allargamento delle corsie. Dall’altro lato per attivare la terza corsia serve un sistema tecnologico di controllo remoto che non solo è molto impegnativo ma che va testato per capire se adeguato o no. L'unico tratto a oggi «tecnologicamente» attrezzato è quello tra Trento Centro e Rovereto Sud ed è qui che in autunno saranno svolti i primi test. Per la terza corsia vera e propria fra Verona e Modena invece i cantieri si apriranno a fine del prossimo anno». 
Alto Adige 12-8-12

venerdì 20 luglio 2012

L’AEROPORTO E LE CODE IN A22


di Paolo Campostrini

L'aeroporto ha tre problemi: il primo è che non gode di buona salute, il secondo che non gode di molte amicizie. Il terzo problema , è che i primi due sono strettamente legati. In effetti, se l'aeroporto non funziona perchè non può allargarsi, ma non lo si vuole allargare perchè sta antipatico, il cappio si stringe sempre di più. Risparmiare su San Giacomo non è proprio come risparmiare sul resto, se l'obiettivo è farlo dimagrire ma di tenerlo comunque in vita. In questo specifico caso, la sanità altoatesina potrebbe funzionare se invece di sette ospedali se ne tiene sei, ma l'aeroporto o si allunga o è destinato ad una lenta ma irreversibile agonia. Fino ad ora abbiamo girato intorno al problema, che è quello dell'aumento dei potenziali passeggeri per volo: nessuna azienda può sopravvivere se non le si offre la possibilità di incrementare la produzione. O si spende per la pista lunga o si muore, tertium non datur. Naturalmente San Giacomo può anche morire. Ne stanno morendo tanti di piccoli aeroporti in perdita in piccole province. Spesso sono collettori di denaro pubblico a basso controllo; monumenti all'orgoglio localistico o campi da arare per le lobby economiche e commerciali. La questione per San Giacomo è più complessa, perchè sono più complesse le questioni per l'Alto Adige. Ha ragione Pan quando dice che il vero nodo strategico per il futuro di questo territorio è la sua raggiungibilità; naturalmente hanno ragione anche Dello Sbarba e i sindacati quando dicono che per ora l'aereo serve solo a Pan. Per ora. Perchè avranno sempre più problemi anche i sindacalisti a partire e ad arrivare a Bolzano. L'A22 è destinata a soffocare tenendosi sulle spalle tutto il flusso del Nord e del rinascente Est Europa e la corsia dinamica è un cerotto. La ferrovia pensa ai bilanci e taglia. Oggi (non tra dieci anni) raggiungere Bologna o Roma è un serio problema. E' giusta la battaglia di partiti e sindacati perchè Trenitalia ci ripensi. Ma è altrettanto singolare che le stesse forze sociali che accusano l'aeroporto di usare denaro pubblico per servizi in perdita, poi sollecitino un massiccio intervento di denaro pubblico (ugualmente nostro) per ripristinare tratte ferroviarie in netta diseconomia. Perchè o i servizi infrastrutturali dovrebbero funzionare per necessità strategica territoriale a prescindere dalla necessità di un pubblico sostegno, oppure no ma allora i criteri di valutazione non dovrebbero essere influenzati da una maggiore o minore adesione ideologica al mezzo di trasporto in discussione. Auto, treno e aereo sono tre facce di una stessa soluzione perchè i rischi di irraggiungibilità per l'Alto Adige sono imprevedibili come lo spread. Sì o no all'Alemagna come alternativa all'Autobrennero, quali tempi per l'Eurotunnel come spinta verso una visione più sostenibile della ferrovia possono da un anno all'altro mutari gli scenari per il sistema Alto Adige. L'approccio nei confronti dell'aeroporto non dovrebbe essere: costa tanto a allora basta. Ma: è costato tanto, facciamolo fruttare. Immettiamolo in un sistema integrato di trasporti per una provincia già isolata dalla geografia ma che non merita di essere ancora più isolata dalla crisi e dai tagli. In certi giorni si ha realmente la sensazione che da Bolzano sia difficile muoversi. L'A22 è ridotta in questi giorni ad un unico serpentone immobile di turisti, i binari della stazione restano vuoti per ore appena partito il Frecciargento per Roma delle sette di mattina, San Giacomo triste e senza aerei. Se la cava solo chi resta fermo a Bolzano e riesce a spostarsi in bici ma la bici per andare a Verona non basta. Pare che chi dice no a prescindere all'aeroporto non abbia necessità di spostarsi velocemente da e per Bolzano. Se l'avesse, l'aereo non sarebbe un'opzione di cui disfarsi con questa leggerezza. Marchionne che va e viene da Bolzano in aereo offre il senso di questa prospettiva. Marchionne è uno, ma i docenti della Lub sono tanti e i più bravi non vorrebbero metterci tre ore di auto per arrivare al Catullo in un qualsiasi sabato di questi mesi. E poca gente salirebbe qui per vedersi la capitale europea della cultura su un regionale da tredici fermate da Bologna a Bolzano. Vogliamo più treni? Pagherebbe pantalone. Anche per l'aeroporto. Appunto. Ma queste sono le opzioni per non isolare Bolzano da qui ai prossimi dieci anni. Occorre investirci, tenendosele tutte aperte. L'alternativa, al contrario, sarebbe solo la macchina. Ferma a inquinare sull'A22.
Alto Adige 20-7-12

sabato 7 luglio 2012

A22, a fine estate le prime prove sulla terza corsia


Prima sperimentazione tra Trento e Rovereto Sud La società: «In Alto Adige serviranno ancora alcuni anni» 

BOLZANO Si svolgeranno tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno i primi test sulla terza corsia dinamica dell’A22, la cui apertura è prevista solo in caso di situazioni di traffico particolarmente critico. La sperimentazione avrà luogo tra Trento centro e Rovereto Sud, in direzione sud. L’apertura della terza corsia dinamica avverrà gradualmente, per tratti; per vederne il completamento su tutto il tracciato previsto dal piano di finanziamento, ossia tra Verona ed Egna-Ora, serviranno invece «ancora degli anni», sostiene la società. Bisogna distinguere due piani. Da un lato c’è l’infrastruttura, cioè l’allargamento della corsia d’emergenza che diventa in caso di necessità la terza corsia. Questi lavori sono già terminati: non solo tra Verona ed Egna - tranne tre ponti in Trentino – ma anche fino a Vadena, e prossimamente raggiungeranno anche Bolzano Sud (ma la terza corsia non sarà utilizzabile a nord di Egna). Da questo punto di vista non si vedranno quindi più cantieri di allargamento della strada (a parte appunto nei tre ponti) e anzi la corsia d’emergenza più larga consente già oggi di potere usare due corsie anche in caso di lavori in corso sulla carreggiata. Ma per attivare la terza corsia serve un sistema tecnologico di controllo remoto che non solo è molto impegnativo (portali, spire, sistemi automatici di rilevamento, telecamere ecc.) ma che va testato per capire se adeguato o no. L’unico tratto a oggi «tecnologicamente» attrezzato è quello tra Trento Centro e Rovereto Sud ed è qui che tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno saranno svolti i primi test. Proprio nei giorni scorsi al Commissariato del governo di Bolzano si è tenuto un incontro tecnico per elaborare il piano d’intervento sulle strade - e in particolare sull’A22 - per gli esodi estivi. La terza corsia dinamica almeno per quest’anno non potrà essere d’aiuto ma, sostiene il direttore tecnico di Autobrennero, Carlo Costa, «tra il calo dell’intensità del traffico, l’allargamento della corsia d’emergenza e quello delle corsie di accelerazione e decellerazione delle aree di servizio, la fluidità sulla nostra autostrada è migliorata e gli incolonnamenti sono molto diminuiti». (m.r.) 
Alto Adige 7-7-12

giovedì 26 aprile 2012

Gli ambientalisti chiedono il Tutor in A22



BOLZANO Introdurre il sistema di controllo della velocità «Tutor» sull’autostrada del Brennero per rafforzare i controlli sulla velocità e in questo modo garantire una maggiore sicurezza e una diminuzione dell’inquinamento. La richiesta arriva dal Dachverband, la federazione delle associazioni ambientaliste sudtirolesi, con una lettera aperta al presidente dell’A22 Walter Pardatscher e a quello della Provincia Luis Durnwalder. Il sistema «Tutor» è già impiegato in diverse autostrade italiane: non misura lo sforamento dei limiti di velocità in un determinato punto ma su un’intera tratta (di lunghezza variabile), calcolando cioè la velocità media. Un sistema più rigido rispetto agli autovelox per individuare chi sfora. Secondo il Dachverband «la prassi mostra come sull’A22 i limiti di velocità non vengano sempre rispettati» e questo crea non solo pericoli per chi viaggia ma anche un aumento dell’inquinamento: «Smog e rumori sono già molto pesanti da sopportare per la popolazione che vive lungo l’autostrada - sostiene il Dachverband -, il “Tutor” aiuterebbe a proteggere la salute delle persone». Il tema, replicano dall’A22, «è già allo studio» ma al momento «non rientra tra le priorità»: «La nostra - dice il presidente Walter Pardatscher - è una delle autostrade più sicure d’Italia. In questo momento come società abbiamo molti fronti aperti e non ci sembra il caso di aprire anche questo, ma la proposta non ci prende in contropiede, la stiamo approfondendo da tempo». Per altro c’è chi in A22 fa notare che la principale fonte di inquinamento in autostrada sono i mezzi pesanti, e nei loro confronti il «Tutor» non avrebbe effetti. (m.r.)
Alto Adige 25-4-12

sabato 7 aprile 2012

«La priorità sono i treni per l’Italia, non per il Tirolo»


SEL critica il progetto della Provincia: «Non vuole fare concorrenza agli aerei per risollevare l’aeroporto»

BOLZANO. Treni: la Provincia sta valutando l’ipotesi di introdurre collegamenti cadenzati, possibilmente senza cambio al Brennero e a San Candido, sulle linee transfrontaliere Innsbruck-Bolzano e San Candido-Lienz. È un progetto che ha sollevato molti consensi, e per il quale si sono già presi contatti col Tirolo, ma che provoca anche alcune perplessità. È il caso ad esempio di Sinistra Ecologia Libertà, che pur definendo «encomiabile» l’impegno «anche finanziario» della Provincia in questa direzione, si chiede anche «perché il solerte assessore Widmann abbia giustamente trovato il tempo di incontrare l’assessore tirolese Stelxner, mentre non si sia stati altrettanto solerti nell’aprire un vero confronto con Trenitalia per il ripristino di ben più prioritari collegamenti ferroviari con il resto dell’Italia. Azzardiamo una risposta: probabilmente gli sprechi di risorse dovuti al sogno aeroportuale impongono di potenziare solo quelle linee ferroviarie che non fanno concorrenza agli aerei. È evidentemente una scelta miope sia dal punto di vista economico che da dell’efficienza dei trasporti». Sel chiede che si riapra il confronto con Trenitalia e governo.

giovedì 29 marzo 2012

Valdastico e Alemagna sono entrambe necessarie


Non solo la Valdastico, ma anche la cosiddetta Alemagna è utile e necessaria; ambizioso progetto di un’autostrada che dovrebbe collegare direttamente Venezia con Monaco di Baviera. Sarebbe il prolungamento dell’autostrada Mestre - Vittorio Veneto - Pian di Vedoia, A 27, della Società Autostrade (già gruppo Iri). La A 27 parte dall’interconnessione con l’A 4 in località Marcon presso Mestre: lunghezza complessiva 82 chilometri, corrispondente al tratto Bolzano - Passo Brennero. Ora è dimostrato che questo tronco di autostrada è sovraccarico di traffico, specie di quello pesante, che mette a dura prova le strutture portanti, in gran parte costitute da ponti e viadotti, le quali hanno bisogno di urgenti interventi di manutenzione straordinaria, in particolare tra Cardano - Campodazzo - Chiusa. Nell’incontro del ciclo”Incontri per Venezia” del 15 novembre 2010 si è discusso di un progetto riguardante l’ampliamento del porto di Venezia. La possibile costruzione di una piattaforma portuale d’altura collocata al largo della costa veneziana, la quale costituirebbe l’anelo di congiunzione tra il nord - est Italia e le rotte dei traffici commerciali internazionali. A Bruxelles la Commissione ha già elaborato i criteri che permettano di individuare i nodi multi- mediali e i centri economico - produttivi attorno ai quali generare il cosiddetto “core network”. E’ necessario adoperarsi per dare all’Alto Adriatico l’attenzione che merita. E’ altrettanto necessario attuare la prosecuzione, anche con strada a scorrimento veloce, alpina, turistica, della A 27, la cosiddetta “Alemagna”, by - pass necessario per rendere più sicuro, scorrevole e rapido il traffico dell’autostrada del Brennero, lungo il tronco attraversante la Val d’Isarco, riducendo sensibilmente l’inquinamento acustico e atmosferico. Consta che si intenda effettuare un riordino dei poteri tra Stato e Regioni con l’ipotesi di affidare le opere strategiche al primo e quelle minori alle seconde. In tal modo verrebbero rimossi gli ostacoli frapposti dalle Province di Trento e di Bolzano, tenuto conto che è lecito considerare la Valdastico nord e l’Alemagna quali opere strategiche.
Renzo Segalla
Alto Adige 29-3-12 

venerdì 23 marzo 2012

Traffico, la Svp cittadina incalza la Provincia


FRANCESCA GONZATO

BOLZANO. Si è tenuto l’atteso vertice tra Svp di Bolzano e Svp provinciale. Il partito cittadino incalza la Provincia: «Vanno sbloccati i progetti, il capoluogo non può essere trattato come un figliastro». Durnwalder replica: «Allora diventate concreti». L’Obmann Dieter Steger annuncia: «Finalmente abbiamo spiragli sulla Ss12».
 Si è tenuto lunedì l’incontro chiesto settimane fa dalla Svp cittadina ai vertici provinciali. Dieter Steger, il vicesindaco Klaus Ladinser e il capogruppo Georg Mayr sono arrivati in via Brennero dopo il nulla di fatto sulle grandi opere registrato dal sindaco Spagnolli e Ladinser nell’incontro con la giunta provinciale la scorsa settimana. «Sono entrato pessimista e ne sono uscito più ottimista», riferisce Steger dopo il confronto con il Presidium della Svp e con gli assessori provinciali Svp.
 Si è parlato di tutto ciò che doveva partire ed è fermo, dalle circonvallazioni al collegamento con l’Oltradige, il Polo bibliotecario e la sistemazione degli impianti sportivi. E’ stato deciso di organizzare una serie di incontri, cui parteciperanno anche il deputato Siegfried Brugger e il capogruppo provinciale Elmar Pichler Rolle, per avviare tutto ciò che è possibile.
 C’è la consapevolezza che la paralisi del Comune di Bolzano rischia di fare male a tutti, anche alla Svp. Conferma Pichler Rolle: «Alle elezioni comunali la Svp deve presentarsi avendo realizzato almeno una parte dei progetti promessi». Così Steger sulla variante della Ss12 tra S.Giacomo e Campiglio: «Il presidente Durnwalder ha ribadito che l’obiettivo è ottenere il finanziamento dalla A22. Se verrà confermata la concessione, i tempi possono essere abbastanza rapidi». Il problema è se l’Autobrennero non avrà più la concessione. Finora Durnwalder aveva scoraggiato il Comune: «I finanziamenti provinciali per le strade sono già blindati per i prossimi otto anni». Secondo Steger la posizione non è più cosi rigida: «Abbiamo spiegato che Bolzano non potrebbe aspettare otto anni. Mi sembra che discuterne apertamente sia servito: se ci saranno problemi con il finanziamento attraverso l’A22 le priorità andranno riviste. Non si tratta solo di fare un favore ai cittadini di Bolzano, ma di costruire un sistema di circonvallazioni, la ss12 e il tunnel di Monte Tondo, importanti per tutti coloro che dal resto della provincia si recano a Bolzano».
 Spagnolli è scettico: «Spero anch’io che la A22 finanzi la Ss12, ma finora non c’è alcun impegno formale». Lo conferma Silvano Baratta, rappresentante del Comune nel Cda dell’Autobrennero: «Il Cda ha approvato solo un promemoria». Anche Spagnolli chiarisce che «Bolzano non può attendere all’infinito. Se non ci saranno i finanziamenti per la Ss12 dovremo studiare un’altra soluzione: ci concentreremo su un altro concetto di mobilità e di trasporto pubblico». E’ rientrata ieri sera la delegazione di Provincia e Comuni impegnata a Nantes nel viaggio studio sul metrobus. Brigitte Foppa (Verdi) si dichiara contraria a una eventuale soluzione mista di metrobus da Caldaro a Castel Firmiano, con cambio su tram fino al centro città. Spagnolli è possibilista: «Non mi interessa la formula. L’obiettivo è collegare Caldaro al centro di Bolzano in 25-30 minuti. Se ci si riesce, bene. Altrimenti inutile andare avanti». Informa Guido Margheri (Sel): «La Provincia ha già deciso lo scambio a Castel Firmiano. Ecco perché preme per sfrattare il rimessaggio camper a Ponte Adige, dove sorgerà un parcheggio da mille posti».
Alto Adige 21-3-12

venerdì 16 marzo 2012

Una proposta di viabilità: costruire rampe d’accesso all’Autobrennero, in città


RENZO SEGALLA

Dopo l’incontro dei sindaci e vicesindaci di Bolzano e di Merano con la Giunta provinciale sulle grandi opere, si è dovuto prender nota che mancano i fondi. Se non interviene con un cofinanziamento l’A22, se ne parlerà fra una decina di anni. Si conviene che i costi sono rilevanti(circa 400 milioni di euro) e i tempi lunghi. E nel frattempo che fare? Come risolvere il problema con tali condizionamenti? Non si potrebbe utilizzare la piattaforma del viadotto autostradale, larga 23 metri, per accogliere il traffico, preferenziale, sia dell’arginale sia della strada statale, in tempi brevi? Come?
 Mediante la costruzione di rampe di accesso al viadotto autostradale in corrispondenza di ponte Resia, ponte Roma e fra Campiglio e Cardano, a cura e spese, rispettivamente degli enti interessati, Provincia, Comune e Autostrada(circa tre milioni di euro per ciascuna rampa di accesso). Potrebbe essere una soluzione di compromesso, accettabile dagli urbanisti in merito ai problemi della viabilità cittadina e della Zona, problemi di circolazione dei veicoli difficile da risolvere fino dai tempi degli urbanisti architetti, Piccinato e Winkler, già allora(inizi anni Settanta) in disaccordo sul traffico. Sarebbe una soluzione intermedia, valida anche quando, avvenuto il trasferimento del traffico autostradale in galleria, il viadotto potrebbe fungere da sede per il traffico statale e perciò verrebbe meno la costruzione della variante della SS 12. Tutto ciò viene rappresentato, in bozza - schizzi, nei grafici allegati. Questa proposta viene suggerita ai sensi della Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3, per il quale i cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di “sussidiarietà” possono attivarsi e sono da favorire, per quanto possibile, a “sussidio” della stessa. Si vuole aprire un confronto tecnico e scambio di opinioni sulle ipotesi di soluzione dei problemi della circolazione in città e nella Zona industriale - produttiva, a sud.
Alto Adige 16-3-12

sabato 18 febbraio 2012

Alemagna, Roma dice «sì» al prolungamento




Passante Alpe Adria-Belluno-Cadore. Laimer: da noi non si passa 

BOLZANO. La Commissione Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole al prolungamento della A27: il passante Alpe Adria-Belluno-Cadore.
 Lo rendono noto il presidente dei deputati della Lega Gianpaolo Dozzo e i deputati leghisti Guido Dussin e Franco Gidoni, che con una recente interrogazione a risposta immediata hanno sollecitato il Governo a una celere approvazione del progetto preliminare del primo tronco del prolungamento della A27. “La realizzazione del prolungamento della A27 ‘Passante Alpe Adria-Belluno-Cadore’ - spiegano - è importantissima per la regione, in quanto l’opera è vista come un grande passo del Veneto e del bellunese verso l’Europa. L’opera non solo si presenta funzionale sia per il collegamento con l’Austria, in prosecuzione verso nord con la viabilità ordinaria, sia per il collegamento con la A23, in prosecuzione verso est con la futura bretella, ma è anche funzionale per il Cadore”.
 “Del resto - proseguono - il prolungamento della A27 rappresenta un supporto indispensabile per l’industria bellunese e veneta, ed è una soluzione improcrastinabile per porre fine alle lunghe code che si formano sulla statale 51 in certi periodi dell’anno, a causa dell’attuale troncatura dell’autostrada”.
 I leghisti concludono: “Ci auguriamo che il ministero delle Infrastrutture proceda nel più breve tempo possibile alla conclusione dell’istruttoria in modo che il Cipe possa approvare il progetto”.
 “La nostra posizione è chiara: siamo contrari all’Alemagna e senza il nostro via libera l’opera non verrà mai realizzata». L’assessore Michl Laimer ha ribadito il no della Provincia al progetto dell’autostrada Venezia - Monaco, appunto l’autostrada d’Alemagna. «Purtroppo - ha spiegato Laimer - da molti anni assistiamo a un’operazione di strumentalizzazione politica dell’autostrada d’Alemagna, con la Venezia-Monaco che ciclicamente viene riportata all’attenzione dell’opinione pubblica. La giunta provinciale ribadisce il suo no ad ogni tipo di progetto riguardante nuove autostrade sul proprio territorio”. L’ipotesi di prolungare attraverso la Pusteria l’attuale percorso della A27 Mestre - Belluno, che dovrebbe poi entrare in Tirolo e raggiungere la Baviera, è dunque destinato a restare in un cassetto. “Senza il nostro consenso non si potrà mai fare nulla - ha concluso - e la nostra posizione non cambierà”. (da.pa)

Alto Adige 18-2-12

giovedì 19 gennaio 2012

Il Centro chiede al Comune di rallentare le auto in A22 per abbattere l’inquinamento


BOLZANO. Rallentare i mezzi in autostrada prima di fermare le auto dei bolzanini. Il consiglio di Circoscrizione Centro-Piani-Rencio chiede al Comune di volgere lo sguardo in direzione A22 e pretendere interventi decisi per limitare la velocità dei veicoli di transito e progettare, finalmente, una qualche strategia per lo spostamento. L’occasione è stato l’incontro in consiglio circoscrizionale con gli assessori comunali all’ambiente Patrizia Trincanato e alla mobilità Judith Kofler Peintner. All’ordine del giorno la discussione sulle limitazioni che da novembre bloccano gli euro 0 e 1 per alcune ore.
 Ben presto, però, il tema si è allargato a tutta la città.
 Diverse le proposte: dai maggiori incentivi per il trasporto pubblico a meccanismi premianti per chi viaggia con più persone a bordo, passando per l’introduzione di un ticket d’accesso simile a quel milanese.
 «Il vero nodo della questione - comincia il presidente Rainer Steger (Svp) - è legato all’incisività delle limitazioni. Non vogliamo colpire lavoratori che non possono permettersi nuove auto e non certo gli amatori del settore. Auspicabile invece che si apra un discorso sull’A22. Da Innsbruck a Kufstein per tutto l’inverno vengono introdotti limiti autostradali per l’inquinamento. Sono 80 chilometri in totale, quindi suppongo si possa tranquillamente fare anche per i soli 10 che dividono Campiglio da Bolzano Sud». Martin Fink (Verdi-Projekt Bozen) è deciso: «Chiediamo un giro di vite sui limiti di velocità o l’installazione di un “tutor”: il Comune è socio dell’Autobrennero e può far sentire la propria voce. In futuro sarebbe auspicabile l’introduzione di un biglietto d’accesso alla città».
Alto Adige 19-1-12

lunedì 16 gennaio 2012

La logica dei pedaggi autostradali parte da lontano


A partire dal primo gennaio 2012 salgono i pedaggi; così si apprende dai telegiornali. Il significato del pedaggio: la scelta di ricorrere all’adozione di prezzi di pedaggio per attuare e gestire opere pubbliche e in particolare la viabilità di grande comunicazione nel nostro Paese ha indubbie motivazioni di carattere politico-amministrativo. L’Italia del dopoguerra fu alle prese con la ricostruzione della massima parte del suo patrimonio abitativo e “infrastrutturale” distrutto o danneggiato dagli eventi bellici: furono impegnate ingenti risorse non soltanto umane, ma soprattutto economiche e finanziarie: il debito pubblico crebbe. Nelle stesso tempo crebbe il desiderio di progresso di industrializzazione, che fu rapido. Iniziarono a manifestarsi le attività del terziario.
 Crebbero con esso le occasioni di mobilità delle persone e dei beni. Si pensò così di dotare il Paese di una grande orditura, una grossa tessitura viaria che permettesse di assicurare agevoli, rapide e sicure opportunità di spostamenti, tenuto conto della particolare struttura orografica e geo - politica. Ma come attuare un così ambizioso progetto? Si pensò di mobilitare nuove forze produttive, affidando a società di natura privatistica, ma con capitale maggiormente pubblico, l’attuazione del piano. In tal modo si costituì anche la Società dell’Autostrada del Brennero Spa, a carattere imprenditoriale, con prevalenza di capitale pubblico, oltre il 30 per cento della Regione Trentino-Alto Adige e il resto da Province, Comuni, Camere di Commercio, Casse di Risparmio.
 Per ammortizzare nel periodo della concessione, di norma trentennale, le spese di investimento, al netto di quanto erogato sotto forma di contributi, e coprire quelle di esercizio, si ricorse all’adozione di prezzi di pedaggio. Si trattò di prevedere un’imposta di scopo a carico dell’utilizzatore del bene, evitando che gli enormi costi di investimento fossero addossati esclusivamente alla generazione del momento, trasferendoli così in un arco temporale ben più ampio a carico anche dei futuri fruitori del bene.
 Un’ ulteriore risposta al «perché adottare prezzi di pedaggio» fu ritrovata poi nella necessità di fronteggiare i notevoli costi di manutenzione e di gestione di un così vasto patrimonio, azzerando, sotto tale aspetto, l’onere a carico del bilancio dello Stato. L’utente peraltro ha sempre ignorato la logica del pedaggio, quale imposta o tassa, come corrispettivo di un servizio reso. L’autostrada rappresenta infatti un’ occasione per guadagnare tempo e quindi un beneficio da non perdere, congiunto alla sicurezza e al comfort. Il pedaggio è quindi per molti utenti visto quale corrispettivo del tempo guadagnato e della sicurezza. E nel caso che il percorso, il quale fungesse da terza corsia, fosse in prospettiva, Vipiteno-gallerie sotto il passo Giovo (200 milioni di euro)- Val Passiria - Mebo, il pedaggio sarebbe inevitabile. E l’aliquota di denaro, spettante all’A.N.A.S, andrebbe alla Province Autonome di Trento e Bolzano, le quali curano la gestione delle strade statali per conto dell’A.N.A.S. La Regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol, insieme con le Provincie di Trento e di Bolzano e con i Comuni capoluoghi, detiene la maggioranza delle azioni della Società p.a Autostrada del Brennero, la quale potrebbe ambire di essere inserita nell’elenco delle cosiddette, non «mille», ma «cento» proroghe.
Alto Adige 15-1-12

mercoledì 11 gennaio 2012

«Smog dall’A22, ministero fermo»


I dati dell’inquinamento in città: in calo le polveri sottili ma sfora ancora il biossido di azoto 

BOLZANO. L’obiettivo della lotta all’inquinamento nelle città altoatesine non sono più le famigerate Pm10, le polveri sottili, ma il biossido di azoto (No2). La fonte principale resta l’autostrada: «Assurdo che il bando di gara per il rinnovo della concessione non preveda misure per l’ambiente», dice il direttore dell’Appa Luigi Minach presentando i dati dell’inquinamento in città.
 Il direttore dell’Appa, Luigi Minach, ha esaminato la situazione della qualità dell’aria in Alto Adige concludendo che è «soddisfacente in riferimento alle polveri sottili, da affrontare per quanto attiene gli ossidi di azoto, dove le medie annuali non sono rispettate a Bolzano, Bressanone e lungo l’autostrada del Brennero».
 Dunque le restrizioni al traffico in atto a Bolzano e a Bressanone per tutto l’anno, sono dovute al NO2. «Certo. Le PM10 hanno fatto registrare un trend al ribasso: per il quinto anno consecutivo si sono contati un numero inferiore ai 35 superamenti della media giornaliera all’anno consentiti dalle normative europee. E dunque il nuovo Piano di azione per la qualità dell’aria approvato dalla Giunta provinciale (in vigore dal 28 dicembre 2011) non viene pertanto attivato, anche se in presenza di un peggioramento della situazione può essere applicato e restare in vigore fino al 31 marzo o più a lungo».
 Le zone più a rischio? «Le concentrazioni di NO2 sono rimaste pressoché invariate nelle aree urbane di Bolzano e Bressanone mentre nelle aree attigue all’autostrada del Brennero il valore limite di 40 microgrammi al metro cubo per la media annuale è stato superato anche nel corso del 2011. Nelle città, Comuni e Provincia possono attivare le restrizioni al traffico, mentre sull’A22 l’iniziativa spetta al Ministero dei Trasporti. Agli inizi del 2011 la Provincia ha inviato a Roma un sollecito. Anche perché sembra irrealistico giungere al rispetto dei limiti entro il 2015 fissato dall’Europa. L’Italia rischia una procedura d’infrazione da parte della UE. Ma la cosa assolutamente incomprensibile - conclude Minach - è come in occasione del nuovo appalto della concessione autostradale non sia stato preso in condiserazione l’aspetto della tutela ambientale. L’A22 è il nostro grande problema». (f.za.)

martedì 3 gennaio 2012

Sull’A22 scatta l’aumento dei pedaggi

Incremento medio del 1,22% ma tra Bolzano e Trento del 2,78% 

 BOLZANO. Con il nuovo anno anche per l’Autostrada del Brennero sono scattati gli aumenti decisi dall’Anas per i pedaggi: si tratta di un incremento pari all’1,22%, ma in alcune tratte, come quella fra Bolzano Sud e Trento Nord, si traduce in un rincaro di dieci centesimi pari al 2,78%.
 L’amministratore delegato Paolo Duiella ha annunciato il provvedimento di adeguamento sottolineando, come tutti gli anni, che le nuove tariffe possono aver subito aumenti maggiori all’incremento dell’1,22% oppure essere anche rimaste inalterate rispetto allo scorso anno per via del complesso calcolo degli arrotondamenti. E’ il caso ad esempio della frequentatissima tratta fra Bolzano Sud e Trento Nord che - per la classe A che comprende tutte le autovetture - passa da 3,60 a 3,70 euro con un aumento di 10 centesimi che sono pari infatti a ben il 2,78%.
 Un caso invece dove, al contrario l’aumento non si farà sentire è quello della tratta fra Bolzano Sud e il casello di Egna-Ora oppure di Bressanone che restano infatti rispettivamente a 1,40 e 3,50 euro. Arrivare al Brennero da Bolzano Sud costerà invece 10 centesimi in più da 6,10 a 6,20 euro, sempre per le autovetture in classe tariffaria A. Così come da Bolzano Sud a Verona Nord che passa da 9,60 a 9,70 euro.
 Fra Trento Nord e Rovereto, sia Nord che Sud, tariffe anche in questo caso invariate rispettivamente a 2,10 e 2,70 euro. Aumenterà invece fra Trento Nord e Rovereto Nord di 10 centesimi per i Tir con 5 o più assi della classe 5 pari al 2%; con forte malcontento degli autotrasportatori locali.
 In ogni caso quest’anno l’aumento è poca cosa rispetto a quel +6,89% registrato lo scorso anno dopo l’adeguamento dei canoni di concessione Anas.
 Intanto in A22 si attende la sentenza di merito del Tar sul ricorso contro il bando di gara europeo che dovrebbe arrivare non prima del prossimo maggio.
Alto Adige 2-1-12

sabato 24 dicembre 2011

A22, spunta l’idea di incapsulare il tracciato dentro Bolzano


BOLZANO. L’A22 in città va spostata o incapsulata lì dov’è? Entrambe le proposte, secondo parte della maggioranza comunale. Si è parlato anche di viabilità nella seduta fiume del consiglio comunale terminata ieri mattina quasi alle 4 con l’approvazione del bilancio preventivo 2012. E’ passato un documento voto presentato da Georg Mayr (Svp) e Franca Berti (Pd) favorevole all’incapsulamento del tratto cittadino dell’autostrada. Ma il documento parla anche di spostamento. In ogni caso, un progetto faraonico di cui si parla da molti anni senza che sia mai accaduto nulla. Anche il documento voto resta a livello di intenti, trattandosi per sua stessa natura di un atto che impegna la giunta comunale, senza fissare tempi né destinare alcun tipo di finanziamento.
Alto Adige 24-12-11

giovedì 22 dicembre 2011

Divieti sull’A12, l’Ue condanna l’Austria


BOLZANO. Il divieto posto dall’Austria di circolazione degli autocarri che trasportano determinate merci sull’autostrada della valle dell’Inn, nel Tirolo, è incompatibile con la libera circolazione delle merci”. Lo ha dichiarato la Corte di giustizia Ue. La sentenza dei giudici europei è importante per l’Italia in quanto l’autostrada A 12 nella valle dell’Inn costituisce una delle principali vie di comunicazione tra il sud della Germania e il nord Italia. Nella sentenza, la Corte di giustizia europea conclude che “l’Austria, adottando un divieto settoriale di circolazione senza avere sufficientemente esaminato la possibilità di fare ricorso ad altre misure meno restrittive, ha limitato la libera circolazione delle merci in modo sproporzionato”. La vicenda riguarda divieti successivi posti dell’Austria sull’A 12 nella valle dell’Inn. La vicenda risale al 2003, quando le autorità austriache, avendo constatato che su quell’autostrada era stato superato il valore limite annuale di biossido di azoto, fissato da due direttive europee, ha adottato un divieto di circolazione per alcuni autocarri e alcune merci, su un tratto di 46 km. In quel primo caso la Corte di giustizia aveva dichiarato quel divieto incompatibile. A seguito di quella sentenza, le autorità austriache avevano attuato nuove misure, ma non rilevando un miglioramento della qualità dell’aria sull’A 12, avevano vietato la circolazione agli autocarri che trasportano oltre 7,5 tonnellate di determinati prodotti su un tratto dell’autostrada di circa 84 km. Ieri, per la seconda volta, la Corte di giustizia dell’Ue ha condannato l’Austria e ricordato che “gli Stati membri dispongono di un potere discrezionale nell’adottare quelle misure, devono però esercitarlo nel rispetto delle norme dell’Unione, in particolare nel rispetto del principio della libera circolazione delle merci”. Inoltre, si è aggiunto, “non è stata chiaramente dimostrata l’inadeguatezza delle principali misure alternative proposte dalla Commissione all’Austria, quali misure meno restrittive”.
Alto Adige 22-12-11