Lavori al via a marzo, entrerà in servizio a dicembre 2013. Costerà 1,5 milioni di euro finanziati per due terzi dall’Ue
I
tempi sono di certo stretti, ma tecnicamente sostenibili. «Sarà non una
stazione, bensì una fermata, sulla falsa riga di quella della Fiera»,
come spiega il direttore di Sta Joachim Dejaco. Siccome sarà “staccata”
dal viadotto, i lavori non interferiranno con la linea ferroviaria da e
per Merano. «Siamo molto felici di poter partire a breve coi lavori,
perché la fermata permetterà una integrazione perfetta fra bus, bici e
treno. Una struttura semplice ma funzionale. In tal senso la gara non a
curriculum ma per la progettazione ci ha permesso di scegliere non
l’architetto più affermato in base ai suoi vecchi lavori bensì il
progetto migliore, quello di Wolfgang Piller (in foto)». In cantiere,
particolare attenzione verrà posta all’ambiente: niente macchinari Euro 0
e Euro 1, particolari accorgimenti per abbattere le polveri e ridurre
il rumore.di Davide Pasquali
BOLZANO
I lavori partiranno a marzo e si concluderanno a novembre. È la nuova
fermata per i treni a Casanova. Costerà circa 1,43 milioni di euro più
Iva, finanziati per due terzi dal Fondo europeo di sviluppo regionale
dell’Unione europea. Verrà realizzata dalla Strutture trasporto Alto
Adige per conto dell’assessorato provinciale alla mobilità. Cento
posteggi coperti per le biciclette, trenta per gli scooter, due
ascensori per disabili mamme in carrozzina e bici, la nuova fermata
verrà realizzata di fronte all’asilo nido, in corrispondenza della
piazzola dei bus di Sasa. Il progetto esecutivo è pronto, ha passato il
vaglio di tutte le commissioni preposte e nei giorni scorsi è stata
bandita la gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori. Chi vincerà
l’appalto si dovrà impegnare a garantire la data di messa in esercizio:
il primo lunedì di dicembre del 2013. Nelle intenzioni del progettista
vincitore dell’apposito concorso provinciale, l’architetto Wolfgang
Piller, la nuova fermata dovrebbe creare una nuova centralità, definendo
urbanisticamente e architettonicamente tutta l’area. Sarà una struttura
funzionale e snella, lineare e trasparente. La nuova costruzione sarà
staccata dal viadotto ferroviario esistente. La lunghezza della banchina
sarà di 150 metri. Il corpo di fabbrica della stazione e della
pensilina verrà posizionato pressoché al centro dell’attuale fermata dei
bus di linea, di fronte al nuovo asilo nido del rione. La stazione vera
e propria sarà lunga 50 metri, profonda 6,50 più altri 1,55 metri di
tettoia aggettante per una lunghezza di circa 35 metri. L’accesso alla
banchina rialzata avverrà tramite due scale contrapposte e lineari in
cemento armato. Ne uscirà una forma a cascata che creerà un volume
parzialmente sospeso, composto da vuoti e pieni che sottolineeranno le
intenzioni progettuali di trasparenza e leggerezza. Questo effetto verrà
inoltre amplificato dall’uso di reti metalliche e lamiere cosiddette
stirate come involucro dell’intera facciata, dietro la quale si potranno
così intravvedere sia le strutture portanti che gli elementi
architettonici come i pilastri a “V” diramati in due o quattro direzioni
e rastremati in senso trasversale verso l’alto, formalmente ispirati,
in senso metaforico, agli alberi dei frutteti circostanti. Il piano
terra sarà aperto e liberamente accessibile, a eccezione di scale e
ascensori, agibili soltanto durante gli orari di esercizio della
fermata. I due ascensori saranno dotati di temporizzatori programmabili,
per garantire l’agibilità esclusivamente durante le fasce di esercizio
ferroviario. Gli accessi alle scale saranno dotati di portoni scorrevoli
a chiusura manuale.
Alto Adige 13-12-12
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giovedì 13 dicembre 2012
venerdì 7 dicembre 2012
Due «Frecciargento» in più per Roma
I collegamenti veloci per la capitale passano così da 4 a 6. La nuova partenza da Bolzano è alle 15 con arrivo alle 19.40
Alto Adige 7-12-12
| Tthomas Widmann È stato ridotto il tempo di percorrenza a 4 ore e 33 minuti. Partendo in aereo da Verona non ci si mette sicuramente di meno |
| di Massimiliano Bona BOLZANO Buone nuove per i pendolari. Dal 13 gennaio, infatti, Trenitalia ha deciso di portare da 4 a 6 i «Frecciargento» tra Bolzano e Roma. L’annuncio è stato fatto ieri dall’amministratore delegato Mauro Moretti che ha presentato il nuovo orario per il 2013. La nuova partenza da Roma è prevista alle 10.15 (con arrivo nel capoluogo altoatesino alle 14.48) mentre nella direzione opposta è stato previsto un collegamento aggiuntivo da Bolzano alle 15 con arrivo nella capitale alle 19.40. Grande soddisfazione per l’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann che nelle scorse settimane aveva combattuto a lungo per potenziare il numero di viaggi per Roma, in considerazione anche del recente «stop» ai voli per la mancata intesa con Air Alps. «Si tratta di un ottimo risultato e ci abbiamo sperato fino all’ultimo, senza avere peraltro alcuna certezza. È importante, in ogni caso, che sia rimasta inalterata l’offerta di treni regionali e interregionali. Per quanto attiene i Frecciargento aggiungo volentieri che sono stati ridotti ulteriormente i tempi di percorrenza, scesi adesso a 4 ore e 33 minuti. Di fatto è come prendere un volo per la capitale da Verona, con il vantaggio che basta un solo mezzo di trasporto». A fare il punto sull’attuale offerta di treni è stato ieri l’ingegner Günther Burger dell’ufficio mobilità della Provincia: «I treni regionali sono 30 (andata e ritorno), quelli interregionali 7 (andata e ritorno), gli Eurocity 5 (andata e ritorno), mentre i Frecciargento sono saliti da 2 a 3 coppie (a partire però dal 13 gennaio». Nuovo orario di bus e treni. Ieri la Provincia ha fornito le prime anticipazioni sull’orario invernale di treni e bus che scatterà da domenica 9 dicembre. «Nonostante le misure di contenimento della spesa imposteci dal Governo abbiamo cercato di mantenere l’offerta quasi inalterata». Fino al 23 marzo, di domenica e nei festivi, saranno soppressi i treni espressi regionali della Venosta tra Merano e Malles. In Pusteria sarà introdotto il cadenzamento ogni mezz’ora sulla linea San Candido-Fortezza per favorire i collegamenti con le aree sciistiche. Passando ai bus Sasa sono state stralciate dall’orario alcune corse nella zona di Bolzano la mattina presto, la sera tardi e nei weekend, mentre sono state aumentate le corse della linea serale 153. In Oltradige la linea Bolzano-Appiano-Caldaro-Sant’Antonio sarà prolungata fino a San Nicolò, in Bassa Atesina sulla linea 144, con l’anticipo della prima corsa mattutina, sarà garantito il collegamento con Cavalese agli utenti di Trodena. Potenziato, infine, il collegamento che da Malles raggiungerà la Svizzera. |
sabato 1 dicembre 2012
Ferrovie tedesche e Trenitalia aumentano i treni per Natale
BOLZANO
Trenitalia ha deciso di potenziare la sua offerta per il periodo
natalizio: altri 22 treni a media-lunga percorrenza sono stati inseriti
infatti nella nuova offerta invernale, in vigore dal 9 dicembre. Salgono
così a oltre 400 i convogli a percorrenza nazionale prenotabili da
subito. Per decisione di Rete Ferroviaria Italiana sono stati aggiornati
gli orari di partenza delle Frecce da Torino, Milano, Verona, con
fermata a Bologna e da Bologna in direzione Firenze, anticipati di
alcuni minuti rispetto alla precedente pianificazione. I nuovi orari
sono consultabili sui siti web www.trenitalia.com e FsNews.it.Per
informazioni e chiarimenti i clienti possono rivolgersi anche alle
biglietterie e agli uffici di assistenza di Trenitalia, al numero verde
800 89 20 21. Per quanto riguarda il panorama strettamente locale c’è da
registrare invece l’offerta delle ferrovie tedesche (Db) che propongono
il collegamento da Bolzano a Verona a partire da 9 euro sempre in
promozione per il periodo di Natale.
Alto Adige 1-12-12
Alto Adige 1-12-12
venerdì 30 novembre 2012
Eurotunnel in funzione nel 2026
Durnwalder: la galleria di base del Brennero costerà in totale 9,7 miliardi di euro
BOLZANO Stando alla risposta del presidente Luis Durnwalder ai consiglieri provinciali dei Verdi, il tunnel di base del Brennero (Bbt) entrerà in funzione nel 2026. «Dalle contraddittorie notizie giunte nelle ultime settimane sul destino e il punto di avanzamento del progetto del tunnel si è ricavata la convinzione che di fronte all’opera ci siano più incognite che certezze, sia per quanto riguarda tempi e avanzamento dei lavori, sia per quanto riguarda il piano finanziario, sia per quanto riguarda le tratte d’accesso. Per questo ci pare utile cercare di fare il punto almeno su alcuni temi che riguardano il Bbt», affermano Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss. Nella risposta all’interrogazione si afferma che l’Eurotunnel costerà (dato 1° gennaio 2012) 8,585 miliardi di euro che dovrebbero diventare con l’inflazione 9,7 miliardi nel 2026. Per le tratte d’accesso Fortezza-Ponte Gardena il costo stimato è di 1,7 miliardi, la circonvallazione di Bolzano un altro miliardo, per la Bassa Atesina un miliardo, la circonvallazione di Trento non è stata ancoa stimata, l’entrata a Verona un miliardo. A Nord, invece, il tratto Monaco di Baviera-Wörgl 4 miliardi e il restante tratto nella bassa valle dell’Inn in Tirolo 2,3 miliardi. Secondo Durnwalder i finanziamenti per il tunnel di base vengono messi a disposizione dei ministeri competenti dei Paesi interessati all’opera, con la Banca europea degli investimenti che controlla il flusso dei finanziamenti.
Alto Adige 39-11-12
BOLZANO Stando alla risposta del presidente Luis Durnwalder ai consiglieri provinciali dei Verdi, il tunnel di base del Brennero (Bbt) entrerà in funzione nel 2026. «Dalle contraddittorie notizie giunte nelle ultime settimane sul destino e il punto di avanzamento del progetto del tunnel si è ricavata la convinzione che di fronte all’opera ci siano più incognite che certezze, sia per quanto riguarda tempi e avanzamento dei lavori, sia per quanto riguarda il piano finanziario, sia per quanto riguarda le tratte d’accesso. Per questo ci pare utile cercare di fare il punto almeno su alcuni temi che riguardano il Bbt», affermano Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss. Nella risposta all’interrogazione si afferma che l’Eurotunnel costerà (dato 1° gennaio 2012) 8,585 miliardi di euro che dovrebbero diventare con l’inflazione 9,7 miliardi nel 2026. Per le tratte d’accesso Fortezza-Ponte Gardena il costo stimato è di 1,7 miliardi, la circonvallazione di Bolzano un altro miliardo, per la Bassa Atesina un miliardo, la circonvallazione di Trento non è stata ancoa stimata, l’entrata a Verona un miliardo. A Nord, invece, il tratto Monaco di Baviera-Wörgl 4 miliardi e il restante tratto nella bassa valle dell’Inn in Tirolo 2,3 miliardi. Secondo Durnwalder i finanziamenti per il tunnel di base vengono messi a disposizione dei ministeri competenti dei Paesi interessati all’opera, con la Banca europea degli investimenti che controlla il flusso dei finanziamenti.
Alto Adige 39-11-12
giovedì 29 novembre 2012
Ferrovie: sciopero di 24 ore dalle 21 di questa sera
BOLZANO
Dalle ore 21.00 di oggi alle ore 21.00 di domani, i treni in
circolazione in Alto Adige potranno subire cancellazioni o variazioni
per uno sciopero nazionale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Ne
dà notizia l’assessorato provinciale alla mobilità in seguito
all’annuncio della protesta del sindacato Cub. Lo stop di 24 ore arriva,
si legge nel comunicato, in seguito al fallimento di qualunque
trattativa dopo la firma del nuovo contratto per i ferrovieri, nel
luglio scorso. Contratto firmato dai sindacati confederati ma inviso
alle altre sigle. Tra le ragioni, quella del passaggio dalle 36 alle 38
ore di lavoro settimanali, il taglio dei pasti per i dipendenti e altri
risparmi imposti sulle spese accessorie. «Un contratto che riduce ancora
di più il personale, crea esuberi, peggiora la vita di tutti i
ferrovieri e dei lavoratori degli appalti e favorisce lo smantellamento
di interi settori - rivendica il sindacato - i ferrovieri non lo
vogliono nemmeno se firmato dalle sigle sindacali». Per i treni
regionali, fa sapere comunque la Provincia, saranno garantiti i servizi
essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore
6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00. Maggiori disagi
potrebbero verificarsi per i treni a più lunga percorrenza.
Alto Adige 29-11-12
Alto Adige 29-11-12
giovedì 22 novembre 2012
«Su bus e treni serve il redditometro»
di Davide Pasquali
BOLZANO No ai dieci milioni di tagli previsti dalla giunta provinciale per il comparto del trasporto pubblico. Subito un piano di rientro per le 23 mila domande di contributo pendolari tutt’ora inspiegabilmente inevase da parte della Provincia. Rimodulazione delle fasce e degli importi chilometrici dell’Alto Adige Pass. Soprattutto, basta con gli abbonamenti gratuiti per studenti e anziani estesi a tutti senza tener conto del reddito e del patrimonio. Sono le richieste avanzate con forza dalle confederazioni sindacali altoatesine Cgil Cisl e Uil, che ora chiedono un incontro urgente con l’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann. «Dobbiamo aprire un tavolo di confronto fra sindacati e assessorato su molti aspetti, il primo dei quali riguarda i tagli», ha spiegato Renzo Rampazzo della segreteria confederale Cisl. «Se si devono riallocare le risorse perché scarseggiano, lo si deve fare in base a criteri sociali. Sull’aeroporto non si è tagliato nulla, su gomma e rotaia dieci milioni di euro. Domandiamoci solo questo: perché si colpisce là dove sono coinvolti tanti cittadini e non si taglia dove gli interessati sono pochi e per la maggior parte “benestanti”?». Le proposte o meglio le richieste avanzate dai sindacati sono quattro. La prima: sostenere il trasporto pubblico locale non procedendo a tagli, garantendo le necessarie risorse per mantenere la qualità e l’efficienza del servizio. «Come sono state trovate finora le risorse per finanziare l’aeroporto - spiega Rampazzo - così vanno garantite le risorse anche per il trasporto pubblico locale». La seconda richiesta: predisporre un piano di rimborso in tempi brevi delle circa 23 mila domande del contributo pendolari in attesa da anni di essere liquidate. «Si tratta - si è spiegato ieri - di circa 400 euro a testa». Ne hanno diritto i lavoratori pendolari che si muovono in orari non ben serviti dal trasporto pubblico locale, ossia al di fuori della fascia che va dalle 7 del mattino alle 19 di sera. Nel 2008 la Provincia introdusse il rimborso, che permette ai pendolari un seppur minimo contributo per pagarsi le salate spese dei loro mezzi di locomozione privati. «I denari stanziati dalla Provincia, però, non bastano a coprire tutte le domande e così, negli ultimi cinque anni, se ne sono snobbate decine di migliaia». La terza richiesta dei sindacati: più investimenti per rinnovare il parco macchine sia di Sad che di Sasa per migliorare la qualità del servizio. «Il parco macchine va rinnovato sia per problemi di sicurezza che di qualità. Va inoltre potenziato il trasporto urbano ed extraurbano nelle fasce orarie di punta». Ossia, secondo i sindacati si dovrebbe fare l’esatto contrario di ciò che si sta portando avanti ora. «Perché il taglio di dieci milioni di euro, cinque alla rotaia e cinque alla gomma, avrà di certo tre conseguenze molto negative: diminuzione nella frequenza delle corse, riduzione del personale necessario e quindi dei posti di lavoro a disposizione, aumento del traffico privato con i conseguenti problemi ambientali e di viabilità. Il punto più caldo è però il quarto: «La gratuità degli Abo+ per gli studenti e degli Abo 65+ per gli anziani va collegata al reddito e al patrimonio tramite la dichiarazione Durp». Attualmente gli interessati sono 130 mila, ossia 75 mila studenti e 55 mila anziani. «Non tutti hanno necessità di essere esentati. Chiediamo alla giunta provinciale di fare marcia indietro e di rendersi conto: si ponga una soglia oltre la quale si paga. Chi sta sotto è esentato, chi sta sopra sborsi una cifra, che potrebbero essere anche solo 50 euro l’anno: sarebbero 13 centesimi al giorno, che non cambiano la vita a nessuno».
Alto Adige 22-11-12
giovedì 18 ottobre 2012
Binari silenziosi finita la posa via alle misurazioni
BRONZOLO I lavori di posa dei nuovi sistemi è concluso. Ora parte formalmente la fase di sperimentazione e di raccolta dati sugli effetti reali dell’innovazione per combattere il rumore dei treni. In Bassa Atesina sono stati posati dei cosiddetti smorzatori di vibrazioni: si tratta di sistemi in gomma e acciaio che si montano a intervalli regolari su entrambi i lati delle rotaie. Il passaggio delle ruote metalliche del treno fa vibrare le rotaie provocando il classico sferragliamento, e gli smorzatori assorbono tali vibrazioni. «Riducendo le vibrazioni - diceGeorg Pichler dell’ufficio aria e rumore della Provincia - si abbatte anche la propagazione del suono che parte proprio dai binari». Tra Bronzolo e Ora verranno effettuate delle misurazioni del rumore lungo tre tratti: in due di essi verranno montati due diversi tipi di ammortizzatori, il terzo resterà invece privo di questo accorgimento. «Il sistema in Italia non è ancora omologato - aggiunge il direttore dell'Ufficio aria e rumore - quindi i test che effettueremo serviranno a capire quanto effettivamente funzioni questo accorgimento. Per poterlo utilizzare su più larga scala è necessaria la certificazione». In Val d'Isarco, lungo un tratto in curva nel comune di Lajon, vicino all'abitato di Chiusa, sono stati invece installati dei lubrificatori che rilasciano del grasso sul bordo della rotaia: le ruote, al loro passaggio, trasportano e spalmano il lubrificante lungo la rotaia, riducendo così sia l'attrito che il rumore. Se i test daranno esito positivo, questo sistema, già omologato in Italia e usato da Rfi per proteggere i binari dall'usura, potrebbe essere utilizzato in altri tratti particolarmente tortuosi della linea ferroviaria del Brennero.
Alto Adige 18-10-12
Eurocity tedeschi, è un vero boom
Durante l’estate passeggeri cresciuti del 19%. Fatturato 2012: +10%
BOLZANO Numeri in crescita per i treni austro-tedeschi DB-ÖBB EuroCity: nel corso dell’estate appena terminata si sono registrati un più diciannove per cento sul numero di passeggeri e un più dieci per cento il fatturato . L’estate di Deutsche Bahn (DB) e Österreichische Bundesbahnen (ÖBB) si chiude in positivo: da gennaio ad agosto 2012 il numero di passeggeri è salito da 412.000 a 490.000 registrando un +19%. Anche il fatturato è in crescita: nel solo mese di agosto segna un +10%. Durante l’estate 2012, inoltre, sono state trasportate sui treni DB-ÖBB EuroCity circa 10.000 biciclette. Contributo notevole a questi numeri positivi è stato dato oltre che dalle già esistenti positive collaborazioni, dall’accordo che DB-ÖBB ha stretto con Trenitalia come Sales partner, ossia nella vendita di biglietti, in precedenza un ostacolo non da poco. Da agosto 2011 tutti i biglietti (anche quelli in offerta) per le tratte internazionali dei treni DB-ÖBB EuroCity, sono acquistabili direttamente in stazione sia in biglietteria sia presso le postazioni self service di Trenitalia. Importante anche il contributo di tutte le agenzie di viaggio partner, che in Italia sono più di 5000. L’azienda austro-tedesca ha lanciato pochi giorni fa il nuovo sito www.megliointreno.it, semplice e veloce da consultare. E’ interamente dedicato ai servizi offerti dalle Ferrovie Tedesche e dalle Ferrovie Austriache che operano giornalmente sul territorio italiano con 10 treni DB-ÖBB EuroCity.
Alto Adige 18-10-12
martedì 28 agosto 2012
«Turisti penalizzati dai treni»
BOLZANO «I turisti che devono raggiungere l’Alto Adige si lamentano e ci spiegano che è sempre più difficile riuscirci anche perchè Trenitalia ha cancellato troppe tratte. La verità è che Mauro Moretti, ad del gruppo Ferrovie dello Stato, vuole farsi pagare per ogni treno che piazza, ma non credo che la Provincia avrà voglia di sborsare denaro». Walther Meister, presidente della potente Unione degli albergatori (Hgv) ribatte così al senatore Roberto Della Seta, romano, capogruppo Pd in commissione ambiente ed a lungo presidente nazionale di Legambiente, che ha presentato al ministro Passera un’interrogazione urgente. Il senatore, infatti, in vacanza in Badia da decenni, spiega che «ormai per i turisti italiani raggiungere l’Alto Adige via treno è diventato quasi impossibile. Sembra quasi che dietro ci sia un disegno preciso per arrecare danno pure al settore turistico. Trenitalia sta vanificando gli sforzi portati avanti dalla Provincia di Bolzano in tema di trasporto pubblico sostenibile». Meister è d’accordo col pensiero del senatore ma ribatte spiegando che il disegno di Moretti è più che chiaro: «Il nostro assessore provinciale ai trasporti, Thomas Widmann, ha protestato ad alta voce ed è riuscito a bloccare ulteriori soppressioni. Certo la situazione non è facile. Per Roma resta un solo diretto alle 7 della mattina e da Roma a Bolzano un treno che parte tardi, a metà pomeriggio. Siamo messi molto male». E con l’aeroporto come la mettiamo? «Adesso male. Ditemi voi chi paga 380 euro per andare e venire da Roma. Speriamo tutti che arrivi al più presto la pista lunga».
Alto Adige 28-8-12
lunedì 27 agosto 2012
Alto Adige senza treni, caso nazionale
Il senatore Della Seta presenta una interrogazione urgente al ministro Passera: «Mancano i collegamenti con Roma»
di Davide Pasquali
BOLZANO «Ormai, per i turisti italiani, raggiungere l’Alto Adige via treno è diventato impossibile. Sembra quasi che dietro ci sia un disegno preciso per arrecare un danno, pure al settore turistico. Trenitalia sta vanificando gli sforzi portati avanti dalla Provincia di Bolzano in tema di trasporto pubblico sostenibile». È la denuncia del senatore Roberto Della Seta, romano, capogruppo Pd in Commissione ambiente, a lungo presidente nazionale di Legambiente. Il parlamentare è rimasto vittima, con la sua famiglia, dei disservizi delle ferrovie al ritorno dalle usuali vacanze estive in val Badia. Per denunciare la situazione, ritenuta indecente, ha presentato una interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera e ora invita la Provincia a far sentire con maggiore insistenza la propria voce per salvaguardare il settore turistico. Quaranta gradi. Venerdì 24 agosto, ore 14, un caldo terrificante. Racconta il senatore: «Mia moglie e mio figlio - io sono stato costretto a scendere verso Roma in auto, perché abbiamo un cane e sul treno non lo si può trasportare in maniera dignitosa - alle 12.30 alla stazione di Bolzano sono montati su un regionale veloce diretto a Bologna». Senatore e famiglia erano di ritorno dalle ferie a San Vigilio di Marebbe, località turistica che frequentano assiduamente, d’estate e d’inverno, non da anni bensì da svariati decenni. Nei pressi di Verona, per una guasto tecnico, i passeggeri del regionale veloce sono stati trasbordati su un altro convoglio, «vecchio di almeno 40 anni», privo di aria condizionata, sul quale, assieme a un altro centinaio di passeggeri boccheggianti, hanno raggiunto Bologna nelle ore più calde di una delle giornate più torride degli ultimi anni. «Il tutto - precisa il senatore - senza un minimo di assistenza e senza una adeguata informazione da parte di Trenitalia». Basta treni. Il senatore Della Seta, pur essendo un “facoltoso” parlamentare, viaggia di preferenza in treno. E conosce a menadito la situazione altoatesina. «Per anni, con la famiglia, partivamo da Roma con l’auto caricata sul treno. Ma le bisarche non viaggiano più. Inoltre, ormai non esistono più collegamenti diretti fra Bolzano e Roma. C’è un solo treno al giorno, alle 16.30, ma si arriva troppo tardi. Ce n’è uno alle 7 del mattino, ma è improponibile, se si deve partire dalla val Badia». Un guasto, per carità, può capitare. «Mia moglie ha 45 anni e mio figlio è un ragazzo, ma su quel treno viaggiavano anche anziani. È indegno di un paese civile essere trattati così, rimanere senza aria condizionata, a oltre 40 gradi, per almeno due ore». Ma l’episodio è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Sembra un programma scritto apposta per scoraggiare: il prossimo anno, anche quei pochi stoici rinunceranno a recarsi in Alto Adige con il treno. Raggiungere la provincia di Bolzano da Sud ormai è diventato quasi impossibile. Trenitalia ormai serve solo le tre o quattro tratte ad alta velocità; ha abbandonato il resto della rete ferroviaria». Niente treni con auto al seguito, quasi niente collegamenti diretti con la Capitale, niente treni a lunga percorrenza, niente cuccette. «Non so - prosegue il senatore - se la Provincia di Bolzano abbia fatto sentire abbastanza la propria voce. Perché ormai, per raggiungere l’Alto Adige, rimane soltanto l’auto e il turismo così rischia dei pesanti contraccolpi. Trenitalia sta vanificando gli sforzi notevoli della Provincia in tema di trasporto pubblico. Conosco personalmente i Treni della Neve e altri collegamenti, che funzionano molto bene». Il prossimo anno, il senatore non demorde, «proveremo a caricare l’auto su un treno austriaco, smontando magari a Monaco, per poi raggiungere l’Alto Adige in auto». Per denunciare la situazione, «contraria alle politiche europee di sviluppo del trasporto pubblico», il parlamentare ha ora scritto al ministro, chiedendo lumi anche a Trenitalia.
SI PENSA SOLO AGLI EUROSTAR “E’ un episodio inaccettabile – ha scritto il senatore al ministro – mentre si battezza il nuovo Eurostar ultraveloce Milano-Roma, il servizio e le linee di Trenitalia continuano a mostrare uno standard di qualità e di attenzione agli utenti indegno di un Paese civile”.
RISPOSTA SBAGLIATE Il trasporto ferroviario “è la principale risposta all’esigenza di offrire ai cittadini una mobilità più efficiente e sostenibile. Abbandonarlo in condizioni indecenti significa, di fatto, lasciare agli italiani come unica scelta quella di spostarsi in automobile”. “Talvolta sorge il dubbio che questo esito non sia del tutto innocente. I vertici di Trenitalia devono assolutamente dare una risposta”.
PETIZIONE A 3.650 L’FIRME In attesa che si decida il futuro di due coppie di regionali sulla linea del Brennero, in odore di soppressione per ora dilazionata, prosegue la raccolta firme sul nostro sito, www. altoadige.it. La petizione per sollecitare la reintroduzione dei treni soppressi da Trenitalia negli ultimi mesi ormai ha quasi raggiunto le 3.700 sottoscrizioni.
Alto Adige 27-8-12
di Davide Pasquali
BOLZANO «Ormai, per i turisti italiani, raggiungere l’Alto Adige via treno è diventato impossibile. Sembra quasi che dietro ci sia un disegno preciso per arrecare un danno, pure al settore turistico. Trenitalia sta vanificando gli sforzi portati avanti dalla Provincia di Bolzano in tema di trasporto pubblico sostenibile». È la denuncia del senatore Roberto Della Seta, romano, capogruppo Pd in Commissione ambiente, a lungo presidente nazionale di Legambiente. Il parlamentare è rimasto vittima, con la sua famiglia, dei disservizi delle ferrovie al ritorno dalle usuali vacanze estive in val Badia. Per denunciare la situazione, ritenuta indecente, ha presentato una interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera e ora invita la Provincia a far sentire con maggiore insistenza la propria voce per salvaguardare il settore turistico. Quaranta gradi. Venerdì 24 agosto, ore 14, un caldo terrificante. Racconta il senatore: «Mia moglie e mio figlio - io sono stato costretto a scendere verso Roma in auto, perché abbiamo un cane e sul treno non lo si può trasportare in maniera dignitosa - alle 12.30 alla stazione di Bolzano sono montati su un regionale veloce diretto a Bologna». Senatore e famiglia erano di ritorno dalle ferie a San Vigilio di Marebbe, località turistica che frequentano assiduamente, d’estate e d’inverno, non da anni bensì da svariati decenni. Nei pressi di Verona, per una guasto tecnico, i passeggeri del regionale veloce sono stati trasbordati su un altro convoglio, «vecchio di almeno 40 anni», privo di aria condizionata, sul quale, assieme a un altro centinaio di passeggeri boccheggianti, hanno raggiunto Bologna nelle ore più calde di una delle giornate più torride degli ultimi anni. «Il tutto - precisa il senatore - senza un minimo di assistenza e senza una adeguata informazione da parte di Trenitalia». Basta treni. Il senatore Della Seta, pur essendo un “facoltoso” parlamentare, viaggia di preferenza in treno. E conosce a menadito la situazione altoatesina. «Per anni, con la famiglia, partivamo da Roma con l’auto caricata sul treno. Ma le bisarche non viaggiano più. Inoltre, ormai non esistono più collegamenti diretti fra Bolzano e Roma. C’è un solo treno al giorno, alle 16.30, ma si arriva troppo tardi. Ce n’è uno alle 7 del mattino, ma è improponibile, se si deve partire dalla val Badia». Un guasto, per carità, può capitare. «Mia moglie ha 45 anni e mio figlio è un ragazzo, ma su quel treno viaggiavano anche anziani. È indegno di un paese civile essere trattati così, rimanere senza aria condizionata, a oltre 40 gradi, per almeno due ore». Ma l’episodio è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Sembra un programma scritto apposta per scoraggiare: il prossimo anno, anche quei pochi stoici rinunceranno a recarsi in Alto Adige con il treno. Raggiungere la provincia di Bolzano da Sud ormai è diventato quasi impossibile. Trenitalia ormai serve solo le tre o quattro tratte ad alta velocità; ha abbandonato il resto della rete ferroviaria». Niente treni con auto al seguito, quasi niente collegamenti diretti con la Capitale, niente treni a lunga percorrenza, niente cuccette. «Non so - prosegue il senatore - se la Provincia di Bolzano abbia fatto sentire abbastanza la propria voce. Perché ormai, per raggiungere l’Alto Adige, rimane soltanto l’auto e il turismo così rischia dei pesanti contraccolpi. Trenitalia sta vanificando gli sforzi notevoli della Provincia in tema di trasporto pubblico. Conosco personalmente i Treni della Neve e altri collegamenti, che funzionano molto bene». Il prossimo anno, il senatore non demorde, «proveremo a caricare l’auto su un treno austriaco, smontando magari a Monaco, per poi raggiungere l’Alto Adige in auto». Per denunciare la situazione, «contraria alle politiche europee di sviluppo del trasporto pubblico», il parlamentare ha ora scritto al ministro, chiedendo lumi anche a Trenitalia.
SI PENSA SOLO AGLI EUROSTAR “E’ un episodio inaccettabile – ha scritto il senatore al ministro – mentre si battezza il nuovo Eurostar ultraveloce Milano-Roma, il servizio e le linee di Trenitalia continuano a mostrare uno standard di qualità e di attenzione agli utenti indegno di un Paese civile”.
RISPOSTA SBAGLIATE Il trasporto ferroviario “è la principale risposta all’esigenza di offrire ai cittadini una mobilità più efficiente e sostenibile. Abbandonarlo in condizioni indecenti significa, di fatto, lasciare agli italiani come unica scelta quella di spostarsi in automobile”. “Talvolta sorge il dubbio che questo esito non sia del tutto innocente. I vertici di Trenitalia devono assolutamente dare una risposta”.
PETIZIONE A 3.650 L’FIRME In attesa che si decida il futuro di due coppie di regionali sulla linea del Brennero, in odore di soppressione per ora dilazionata, prosegue la raccolta firme sul nostro sito, www. altoadige.it. La petizione per sollecitare la reintroduzione dei treni soppressi da Trenitalia negli ultimi mesi ormai ha quasi raggiunto le 3.700 sottoscrizioni.
Alto Adige 27-8-12
mercoledì 8 agosto 2012
Treni salvi fino alla fine dell’anno poi la Provincia dovrà trattare
BOLZANO Nessuno dei 14 treni sulla tratta Bologna-Verona e Trento-Bolzano, ex Interregionali, che effettuano fermata nei centri principali (Domegliara, Ala, Rovereto, Trento, Mezzocorona, Ora, Bolzano), con un cadenzamento bi-orario inserito nel calendario regionale, sarà tagliato nel 2012. Questo l'esito raggiunto ieri al termine della riunione svoltasi a Roma presso il Ministero dei Trasporti con i tecnici di Trenitalia e delle Regioni e delle Province a Statuto speciale. Salvi quindi i quattro convogli destinati a saltare le scorse settimane, treni che assieme agli altri “statali” nel nostro territorio macinano quasi 500.000 km. Per dare una misura della loro rilevanza, è sufficiente ricordare che rappresentato 1/3 dell'offerta complessiva di trasporto locale sulla linea del Brennero. Parliamo di treni che garantiscono un totale di 460 posti offerti a treno, con una media di carico di 178 viaggiatori (pari al 40% circa di occupazione media nella tratta sino a Verona), peraltro in crescita: nel novembre 2010 i passeggeri sulla tratta Verona-Trento erano 8.802, un anno dopo erano saliti a oltre 10.000. Facendo seguito all'incontro che aveva avuto luogo sempre a Roma due settimane fa, Trento e Bolzano avevano concordato in questi giorni una posizione unitaria delle Province autonome, che è stata presentata ieri al Ministero, completa di stime e dati sull'importanza di queste corse nel contesto dell'offerta regionale complessiva. «Sono molto soddisfatto - ha commentato l'assessore provinciale ai trasporti Thomas Widmann –: il numero delle presenze dei viaggiatori era alto e quindi non poteva giustificare la cancellazione dei treni, chiediamo che anche in futuro si tenga conto di questo dato di fatto». Seppure con una mediazione di natura politica – «non si possono "sacrificare" territori a bassa densità di popolazione» osserva Widmann – Trenitalia è stata invitata ieri dal Ministero a produrre per metà settembre una "graduatoria" di utilizzo di tutti i treni statali, e su questo fronte non vi è dubbio che le corse lungo la Brennero siano le più frequentate.Anche per il 2013 il metodo proposto da Trento e Bolzano, ed accolto dal Ministero, sarà dunque quello legato all'utilizzo delle corse, anche se va tenuto conto del fatto che il 2013 vedrà comunque una carenza di risorse statali per circa 25 milioni di euro complessivi. E quindi le due Province dovranno esplorare le linee sottoutilizzate e fare poposte concrete su dove saranno possibili gli inevitabili (e per orara evitati)tagli. Quelli paventati già da subito sulla linea del Brennero, pertanto, vengono a cadere, anche perché i tecnici hanno rilevato come, rispetto ad altri territori, i servizi sulla linea abbiano avuto un costante incremento di utilizzo: nel novembre 2010 sulla tratta Verona-Trento erano 8.802 i passeggeri totali, nel novembre 2011 erano saliti a 10.090. Per ora dunque nessuno dei 14 treni sulla tratta Bolzano-Bologna che effettuano fermata nei centri principali con cadenzamento regionale sarà "tagliato" nel 2012. Si tratta di corse che garantiscono un totale di 460 posti a treno e hanno una media di carico di 178 viaggiatori. Il Ministero ha ritenuto di accogliere le richieste delle Province di Bolzano e Trento che chiedevano una esposizione "trasparente" da parte di Trenitalia circa il grado di utilizzo di tutti i treni del pacchetto statale. Trenitalia è stata pertanto invitata dal Ministero a produrre per metà settembre una "graduatoria" di utilizzo di tutti i treni statali, «e su questo fronte non vi è dubbio che i numeri sulla linea del Brennero siano tra i più alti», specifica l’assessore Widmann.
Alto Adige 8-8-12
Alto Adige 8-8-12
venerdì 3 agosto 2012
Treni soppressi martedì nuovo vertice a Roma
BOLZANO Treni regionali da sopprimere. Dopo il momentaneo stop, con l’incontro a Roma avvenuto il 26 luglio scorso, fra pochi giorni, martedì 7, si ritenterà una mediazione tra enti locali e governo centrale. Trenitalia regionale, infatti, sarà convocata a Roma dal governo assieme alle Province autonome di Bolzano e Trento, nonché alle Regioni Veneto ed Emilia. Si tenterà, fra le altre, di scongiurare il taglio dei quattro treni regionali previsto per quanto riguarda l’Alto Adige. Si tratterebbe di due coppie di regionali, una dal Brennero a Bolzano e ritorno al mattino, l’altra da Verona a Bolzano e ritorno al pomeriggio. La prima coppia si sarebbe dovuta tagliare già a fine luglio, la seconda da settembre. Gli spiragli non mancano, ma il risultato non è per nulla scontato. Il governo, o meglio il Tesoro, ha tagliato i fondi, Trenitalia non può che tagliare i treni nella maniera meno dolorosa possibile. Questo ha spiegato ieri alla commissione mobilità del Comune di Bolzano il direttore regionale di Trenitalia Roger Hopfinger, chiamato dall’assessore Judith Peintner Kofler per relazionare sullo status quo, sui rapporti fra Trenitalia regionale, Trenitalia nazionale, Rfi, Centostazioni eccetera. Il direttore regionale e l’assessore hanno concordato di mettere in piedi un tavolo di lavoro sul futuro del trasporto pubblico su rotaia nel bolzanino. Ieri si è anche fatto il punto su nuovi servizi e nuove carrozze in procinto di essere introdotte.(da.pa)
Alto Adige 3-8-12
Alto Adige 3-8-12
venerdì 27 luglio 2012
Congelata la soppressione dei quattro treni regionali
Ieri a Roma il promettente incontro tra i vertici politici locali e nazionali Si tornerà a trattare in vista della gestione provinciale degli interregionali
L’allarme era scattato il 20 luglio, quando Trenitalia aveva annunciato, senza consultare la Provincia, che domenica 22 luglio sarebbero state cancellate una coppia di corse sulla tratta Brennero-Bolzano, mentre a inizio settembre un'altra coppia di convogli sulla Brennero-Verona. Tre giorni dopo, la Provincia ha ottenuto la sospensione del provvedimento in attesa di un incontro per trattare, subito convocato e tenutosi ieri a Roma. Dal 22 luglio sarebbero saltati i convogli Bolzano-Brennero (il treno con partenza da Bolzano alle 9.32 e quello in partenza da Brennero alle 13.08) e dal 9 settembre una seconda coppia di treni sulla Verona-Brennero (quello in partenza da Verona alle 17.48 e il treno con partenza da Brennero alle ore 19.08).
BOLZANO Tutto congelato: l’annunciata soppressione di treni regionali annunciata dal 22 luglio e poi rinviata al 29, è revocata. Qusto il risultato immediato – e soltanto il primo – del vertice tenutosi ieri a Roma tra Province, Ministero e Trenitalia. Di quei convogli a rischio soppressione si tornerà a parlare prestissimo, ma quel che più conta è che si è aperto un tavolo di trattativa, e una prospettiva di gestione provinciale dei treni locali. «Trenitalia è disponibile a negoziare sulle modalita’ di risparmio – spiega l’assessore provinciale Thomas Widmann, che era rappresentato a Roma da suoi funzionari –; il Ministero ha addirittura segnalato un’apertura riguardo alla possibilità che il prossimo anno la Provincia possa assumere la gestione dei treni interregionali». Nell'immediato, spiega Widmann, «l'incontro a Roma tra il Ministero dei trasporti, Trenitalia e le Regioni interessate dalle cancellazioni annunciate ha prodotto la sospensione del provvedimento previsto da domenica 29 luglio». Trenitalia congela congela la decisione unilaterale in attesa che il Ministero presenti entro metà settembre una soluzione per finanziare il servizio ferroviario. Considerando che le risorse a favore di Trenitalia non verranno però aumentate, ieri a Roma si è concordato di trovare assieme alle Regioni una via di uscita. «Trenitalia deve fornirci un elenco dettagliato dei costi dei treni regionali per poter poi decidere dove ha senso intervenire per risparmiare corse e quindi risorse», spiega ancora Widmann. La prima tornata della trattativa è già fissata per il 6 agosto. Si registra inoltre un'importante apertura su un maggiore coinvolgimento della Provincia nella gestione del servizio regionale: «È stata confermata la disponibilità ad avviare una negoziazione concreta per discutere dell'eventuale gestione in autonomia dei collegamenti regionali e dei mezzi finanziari da assicurare», aggiunge l'assessore. Come già avvenuto in occasione della protesta contro la cancellazione dei treni, anche nella nuova fase di trattative con Roma per l'assunzione di nuove competenze si punta sulla stretta collaborazione con il Trentino e gli altri territori coinvolti per portare avanti una strategia comune. Quella di ieri pomeriggio, durata ben due ore e mezza non è stata una riunione facile: al tavolo presieduto dall’ingegner Amedeo Fumero, capo dipartimento del Ministero delle Infrastrutture, sedevano l’amministratore delegato di Trenitalia di Vincenzo Soprano e anche rappresentati di Trentino, Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Sardegna, regioni pure interessate da tagli unilaterali di Trenitalia. Alla fine, il vicepresidente della Provincia di Trento Alberto Pacher era soddisfatto: «Ne è valsa la pena», afferma l’assessore, accompagnato al ministero dal dirigente generale Raffaele De Col. E oggi Pacher, per approntare le prime mosse, incontrerà il collega altoatesino Thomas Widmann, rappresentato a Roma da funzionari dell’assessorato. A questo punto, se tagli ci saranno, insomma, saranno decisi anche qui. Perché la razionalizzazione è un passaggio inevitabile: è infatti la conseguenza della riduzione di 50 milioni di euro dei trasferimenti statali a Trenitalia.(f.za.)
Alto Adige 27-7-12
lunedì 23 luglio 2012
La linea Bolzano-Verona inaugurata nel 1859. E subito usata per la guerra
In treno contro i piemontesi
La linea ferroviaria che collega Bolzano alla val Padana fu inaugurata il 16 maggio 1859. La guerra contro i franco-piemontesi era scoppiata pochi giorni prima, e la “Bozner Zeitung” aveva dedicato tutta la prima pagina al messaggio (Kaiserlicher Manifest) che Francesco Giuseppe aveva indirizzato “ai suoi popoli” chiamandoli alle armi: “Ho dato ordine al mio esercito di mettersi in marcia contro il regno di Sardegna”. Gli andò male, perché l’impero austro-ungarico perdette la Lombardia, ma la linea ferroviaria si rivelò subito preziosa. Era ancora il tempo in cui gli eserciti si sobbarcavano lente e faticose marce, ma le prime linee ferroviarie confermarono la loro importanza strategica, e così anche la ferrovia Bolzano-Verona incominciò a trasportare uomini, armi, munizioni e derrate verso sud, feriti verso nord, mentre il principe arcivescovo di Trento (ricordiamo che Bolzano all’epoca rientrava sotto la sua giurisdizione) impartiva disposizioni al clero per la liturgia da osservare nell’attuale stato di guerra. Tra l’altro, nei riti domenicali e festivi bisognava intonare un Salve Regina più cinque Paternostri e Avemarie. Quando a fine 1858 era giunto a Bolzano, in fase di collaudo, il primo convoglio, ci furono grandi feste. Per l’entrata in funzione ufficiale del collegamento l’anno seguente, invece, la direzione ferroviaria – che aveva sede a Verona – preferì soprassedere: si era in guerra. Ma il comune di Bolzano ritenne di festeggiare ugualmente, ed ecco allora cosa raccontò la “Bozner Zeitung”: “In migliaia erano accorsi per assistere all’arrivo del treno e se ne stavano in folte file alla stazione, sul ponte sull’Isarco, lungo la massicciata ferroviaria, sul Calvario. Il Virgolo brulicava di spettatori in attesa, finché alle 13 gli scoppi dei mortaretti non annunciarono l’avvicinarsi del convoglio. Il treno era trainato da due locomotive battezzate con i nomi di Bolzano e di Trento, erano quasi del tutto ricoperte da festoni multicolori e fronde, e trainavano una fila di vagoni che fecero il loro ingresso in stazione mentre si levavano le note dell’inno nazionale e la folla applaudiva”. Segue il lungo elenco delle personalità in attesa e di quelle che arrivarono col treno. Successivamente – narrano le cronache - le personalità furono invitate al “Kaiserkrone” per un pranzo. La banda cittadina suonava in piazza, e al pranzo si espressero indirizzi di ringraziamento al Kaiser. La giornata si concluse con la festosa replica dell’opera “Martha” di Flotow nel teatro tutto illuminato. Unico neo (“B.Z.” del 14/5) il fatto che l’amministrazione ferroviaria avesse stampato l’orario solo in lingua italiana. “Vi risulta che la città di ‘Bozen’, a nostro avviso tedesca, venga definita ‘Bolzano’?”. C’è da dire che gli orari erano stati stampati a Verona.Il traffico passeggeri sulla tratta Verona-Bolzano si articolò all’inizio su una coppia giornaliera di treni e poi su due coppie quotidiane. Il 29 settembre del 1860, ad esempio, l’orario precisava che da Verona partivano due treni alle 6,35 ed alle 12,25, per giungere a Bolzano rispettivamente alle 12,25 ed alle 20,52. Due treni anche da Bolzano a Verona. All’incirca sei ore per ogni tratta, pertanto, con fermate in tutte le stazioni. Gli orologi venivano tarati sul meridiano di Verona, ragione per la quale si avevano un minuto di ritardo alla stazione di Trento e due a quella di Bolzano.Si pubblicarono norme di comportamento per il pubblico che utilizzava il mezzo ferroviario o si avvicinava agli impianti. A lungo in stazione non ci fu né illuminazione né acqua (difficile dissetare i feriti che giungevano a Bolzano dai campi di battaglia di Solferino, San Martino ecc). E poi, mancò per mesi la strada di collegamento tra la stazione e la città. Ci furono anche altri problemi, come le poche biglietterie aperte, le tariffe troppo alte (perché non abbassarle nei giorni festivi?), oltretutto i viaggiatori che arrivano di sera non trovavano un albergo aperto. Ci furono i giorni patetici (“B.Z.” 10/10/1860) nei quali la ferrovia trasportò da Verona a Bolzano i soldati del papa fatti prigionieri dai piemontesi e rilasciati per consentire loro il ritorno a casa, principalmente nel Württemberg e nel Baden, da dove erano partiti per arruolarsi volontari nell’esercito pontificio. Vestivano ancora la loro divisa. “Siano accolti amichevolmente dai nostri concittadini, dato che saranno accasermati qui”. Ed è curioso citare anche un articolo del 15 dicembre del 1860: “La ferrovia ci ha avvicinato al mare, per cui possiamo gustare anche i sapori dei prodotti del mare. Quasi ogni giorno di digiuno un commerciante veneziano mette in vendita in via Argentieri (…) varie specie di pesci”. Ma il problema ora sta nel saperli cucinare. Ed ecco così apparire una prima ricetta di “Bisatto in broetto”, tratta dalla cucina veneziana. E poi “Bisatto frito a Lampreda”, “Bisatto alla nadalina”, “Bisatto all’ojo”, e altre ricette nei giorni a seguire. Da Verona a Bolzano incominciarono a viaggiare anche i pesci, ad edificazione dei buongustai.
Alto Adige 22-7-12
sabato 21 luglio 2012
Treni regionali, soppressione congelata
TAGLI ALLE FERROVIE»INTERVIENE IL MINISTERO
di Davide Pasquali
BOLZANO Per ora niente tagli ai treni regionali, in attesa di un vertice in programma a Roma giovedì prossimo fra la Provincia, il Governo e Trenitalia. La prima soppressione, prevista per domenica 22 è stata dilazionata a domenica 29 luglio. L’assessore Thomas Widmann esterna soddisfazione, ma la questione è ben lungi dall’essere stata risolta. Lo Stato ha tagliato del 20% i trasferimenti a Trenitalia, costretta così a sopprimere alcune corse. La Provincia si dice pronta ad assumere direttamente la gestione dei treni regionali, ma il patto di stabilità non permetterebbe nuove uscite dalle casse altoatesine. Il Ministero dei trasporti, spiega una nota della Provincia emessa ieri, ha reagito davanti alla protesta delle Province e delle Regioni contro la cancellazione di alcuni collegamenti regionali annunciata da Trenitalia. «Il ministero - precisa l’assessore provinciale ai trasporti Thomas Widmann - ci ha invitato ad un incontro per trattare e la cancellazione dei primi treni è stata rinviata, per ora di una settimana». La direzione regionale di Trenitalia non prende ufficialmente posizione sulla vicenda, ma negli ambienti ferroviari altoatesini la questione è assai nota e viene spiegata come segue: la divisione locale di Trenitalia non ha deciso proprio nessun taglio. È stato il Tesoro, ovvero il governo in qualità di azionista unico, a tagliare del 20% i fondi per i convogli regionali, quindi Trenitalia ha semplicemente dovuto adeguarsi: meno soldi a disposizione, meno corse. Per settimane in Alto Adige si son studiati i flussi di traffico passeggeri e sulla base dei dati si è tentato di colpire le tratte, gli orari, i convogli meno fondamentali, meno frequentati. I conti, non le opinioni, dicono che si dovranno tagliare due coppie di treni. Così si sono scelti due convogli sulla tratta meno frequentata da Bolzano al Brennero e ritorno (partenze 9.32 e 13.08) e due treni sulla tratta, più utilizzata dai pendolari, Verona-Bolzano e ritorno al pomeriggio (partenze 17.48 e 19.08). Per la prima coppia, la soppressione sarebbe dovuta partire già il 22 luglio, per la seconda si sarebbe atteso il mese di settembre. E non c’è via d’uscita, semplicemente perché Trenitalia regionale non dispone dei fondi per farli viaggiare. A meno che a pagare non sia qualcun altro, diverso dallo Stato. Oltre a Bolzano, a Roma sono stati invitati dal ministero anche Veneto ed Emilia Romagna, altrettanto colpiti dai previsti tagli. Per ora, la prima soppressione è stata congelata di una settimana. E la sensazione, piuttosto netta, è che a Roma non si andrà tanto per ottenere, quanto per ricevere conferma.
Alto Adige 21-7-12
venerdì 20 luglio 2012
Cancellati altri quattro treni regionali
Da domenica via il Bolzano-Brennero delle 9.32 con ritorno alle 13.08, in settembre uno da Verona e uno da Brennero
BOLZANO La puntualità di Trenitalia è indiscutibile, almeno in materia di cancellazione di alcuni convogli: l’azienda aveva promesso un mese fa la cancellazione di treni regionali, e già mette in pratica quanto detto. Da domenica prossima 22 luglio viene eliminata una coppia di corse sulla tratta Brennero-Bolzano, mentre a inizio settembre toccherà a un’altra coppia di convogli sulla Brennero-Verona. «Una decisione unilaterale, senza darci la possibilità di un colloquio a livello ministeriale o con Trenitalia – commenta critico l’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann –. La Provincia preme ora per l’assunzione diretta del servizio». Ma fino a quel momento, che non sembra vicinissimo, il disagio si profila pesante e la gestione di Trenitalia tutt’altro che consapevole del proprio ruolo di servizio pubblico: dal 22 luglio eliminerà una coppia di corse sulla tratta Bolzano-Brennero (il treno con partenza da Bolzano alle 9.32 e quello in partenza da Brennero alle 13.08) e dal 9 settembre una seconda coppia di treni sulla Verona-Brennero (quello in partenza da Verona alle 17.48 e il treno con partenza da Brennero alle ore 19.08). Saltano insomma due collegamenti non marginali, visto che secondo le rilevazioni di Trenitalia sono interessate tra le 160 e le 250 persone a treno. Il paradosso della situazione: anche se la Provincia fosse disposta a garantire a proprie spese questi collegamenti, non potrebbe farlo: «A causa del patto di stabilità le nostre uscite sono congelate» spiega Widmann. Dopo che Trenitalia aveva prospettato il rischio di cancellazione se il Ministero non avesse confermato l'integrazione dei finanziamenti del 2011 (mancano al gestore circa 7,2 milioni di euro) «assieme agli assessori delle Regioni coinvolte avevamo subito scritto al Ministero competente e chiesto un incontro urgente per mantenere le corse almeno fino a tutto il 2012, ma senza avere risposta», precisa Widmann. Intanto sono arrivate a quasi 3500 le firme dei nostri lettori sotto la petizione che nel nostro sito www.altoadige.it chiede il ripristino dei treni soppressi, e si può continuare a firmare. Tagli così impopolari vengono effettuati all’insegna del risparmio. Ma perché allora Trenitalia non incomincia a risparmiare sul telefono? Ieri, cercando di sapere qualcosa di più sulla situazione abbiamo tentato di telefonare alla direzione provinciale di Bolzano di Trenitalia e quella regionale di Trento: non ci ha mai risposto nessuno. Mai. Tanto vale tagliare anche i contratti telefonici e investire i risparmi su qualche convoglio regionale. O no?
Oggi scioperano bus e treni (non Trenitalia)
BOLZANO Al disagio dei treni cancellati si aggiunge oggi uno sciopero che varie organizzazioni sindacali hanno indetto a livello nazionale contro il recesso dal contratto deciso dalle associazioni datoriali Asstra e Anav.Lo sciopero potrà avere delle ripercussioni anche sul trasporto pubblico a livello locale, ma non riguarda i treni di Trenitalia. L’astensione di quattro ore del trasporto pubblico è stata decisa dalle categorie trasporto dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. La segreteria della Sad, da parte sua, informa che per i servizi extraurbani su gomma lo sciopero è previsto dalle ore 15.00 alle 19.00. Le corse in partenza prima dell’inizio dello sciopero arriveranno comunque al capolinea. Per quanto riguarda i servizi su impianti fissi (funicolare della Mendola, funivia e tramvia del Renon e funivia di S. Genesio) lo sciopero è previsto dalle ore 19.30 alle 23.30. Per le biglietterie non è garantito il servizio dalle 15.30 alle 19.30 e per le officine e gli uffici dalle ore 13.30 alle ore 17.30. Per i servizi ferroviari locali lo sciopero è previsto dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Non saranno quindi garantiti i seguenti treni: Linea Bolzano- Merano: i treni in partenza da Bolzano dalle ore 10.03 alle 13.35.I treni in partenza da Merano dalle ore 10.46 alle ore 13.46. Linea Fortezza-S.Candido: I treni in partenza da Fortezza dalle ore 9.50 alle ore 13.20. I treni in partenza da S. Candido dalle ore 9.50 alle ore 13.20.Linea Merano-Malles: i treni in partenza da Merano dalle ore 10.16 alle ore 13.46. I treni in partenza da Malles dalle ore 10.20 alle ore 13.20. La segreteria di Sasa informa inoltre che per i servizi urbani ed extraurbani l’astensione è prevista dalle ore 17.00 alle 21.00. Il personale delle officine si asterrà dal lavoro dalle 12.00 alle 16.00, mentre il personale amministrativo e di biglietteria effettuerà lo sciopero dalle ore 10.00 alle 14.00.
Alto Adige 20-7-12
giovedì 19 luglio 2012
Il Comune: preoccupanti i tagli ai treni da Bolzano
BOLZANO Riaprire il confronto con Trenitalia - magari facendo squadra col Trentino - per migliorare la qualità dei collegamenti ferroviari da e per Bolzano. È quanto chiede il Comune alla Provincia, attraverso una lettera dell’assessora alla mobilità Judith Kofler Peintner al suo collega provinciale Thomas Widmann. Il tema è stato spesso sollevato in consiglio comunale, ad esempio proprio nei giorni scorsi con un’interrogazione urgente del consigliere diSel Guido Margheri. Nel corso degli anni, scrive la Peintner a Widmann, «i treni a lunga percorrenza hanno visto da parte di Trenitalia una continua riduzione dell’offerta, in particolare per quanto riguarda i collegamenti con Roma, Milano e quelli notturni col sud». Una situazione preoccupante, aggiunge la Peintner, che chiede appunto l’intervento della Provincia. Nel frattempo proseguono le offerte delle ferrovie tedesche in Italia. Ieri Db-Öbb hanno annunciato l’avvio del «biglietto 5 viaggi», che permette di avere a prezzi scontati sugli eurocity (il biglietto può essere usato anche da gruppi fino a 5 persone) se si compiono 5 viaggi su qualsiasi tratta italiana in un mese.
Alto Adige 19-7-12
venerdì 13 luglio 2012
Trenitalia: «Scusate i ritardi, era colpa di un guasto»
BOLZANO Sulla cancellazione del treno Bologna-Brennero in arrivo a Bolzano alle 17.30, soppresso senza spiegazioni almeno un paio di volte negli ultimi giorni, arriva la tardiva spiegazione di Ferrovie dello Stato: «La cancellazione del treno 2262 Bologna - Brennero, nel tratto Crevalcore - Bolzano, si è verificata per un guasto al locomotore, non prevedibile e del quale ci scusiamo. Di conseguenza è stato cancellato anche il treno regionale corrispondente 2267 da Bolzano a Verona. Trenitalia ha garantito il servizio dirottando i viaggiatori in partenza da Verona sul regionale 10928 delle 16.09 (21 minuti dopo l’orario previsto del 2262) con arrivo a Bolzano alle 18.22, e quelli in partenza da Bolzano sul 10937 delle 20.37 (solo 6 minuti dopo l’orario previsto per il 2267), con arrivo a Verona alle 22.52. Ci sembrano ritardi accettabili, considerata l’improvvisa cancellazione, pur non negando l’inevitabile disagio per i viaggiatori. La sostituzione con bus – conclude Trenitalia –avrebbe comportato maggiori disagi».
Alto Adige 13-7-12
giovedì 12 luglio 2012
Treni cancellati, il caso finisce anche in Comune
Sulle recenti cancellazioni di treni regionali senza preavviso, interviene il consigliere comunale di SeL Guido Margheri, che con una interrogazione urgente impegna la giunta a intervenire: «Tali cancellazioni – scrive Margheri – avvengono senza alcun preavviso, senza informazioni adeguate da parte dell'azienda Trenitalia e senza l'organizzazione di alcun servizio sostitutivo, o, perlomeno di iniziative di sostegno ai viaggiatori in difficoltà. Le inziative del Comune si sono limitate a qualche dichiarazione a mezzo stampa, mentre la Provincia rimane sostanzialmente inerte e si concentra solo sullo sviluppo aeroportuale e sui servizi ferroviari periferici». Margheri chiede al Comune di fare pressione per una revisione del contratto con Trenitalia.
Alto Adige 12-7-12
mercoledì 11 luglio 2012
Trenitalia sopprime treni a sorpresa
BOLZANO È soltanto l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di disservizi che Ferrovie dello Stato ha imposto ai propri clienti: ieri si è verificata di nuovo la cancellazione improvvisa del treno interregionale Bologna-Bolzano delle ore 14.10, con arrivo a Bolzano alle 17.30, che stando ai pendolari si era già verificata la settimana scorsa, e non per la prima volta. Che sia questa la “flessibilità”sbandierata come slogan anche sul sito delle ferrovie italiane? Oppure l’ottimizzazione di un servizio che da alcuni anni tiene d’occhio soprattutto un cieco risparmio anziché la sua funzione che è appunto quella di essere al servizio dei viaggiatori? Anche ieri parecchi lavoratori e molti turisti si sono ritrovati a dover cercare soluzioni di ripiego, impiegando più tempo e denaro. Nelle stazioni intermedie il treno prima viene annunciato in ritardo, poi soppresso senza spiegazioni, anche per chi, arrivando a Bologna coi treni veloci, si ritrova poi senza coincidenza. A proposito di spiegazioni: saperne di più è impossibile. Alle 16 del pomeriggio di ieri nessuno rispondeva al telefono né al numero della direzione regionale né a quello della direzione altoatesina di Trenitalia...
Alto Adige 11-7-12
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