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giovedì 22 novembre 2012
«Su bus e treni serve il redditometro»
di Davide Pasquali
BOLZANO No ai dieci milioni di tagli previsti dalla giunta provinciale per il comparto del trasporto pubblico. Subito un piano di rientro per le 23 mila domande di contributo pendolari tutt’ora inspiegabilmente inevase da parte della Provincia. Rimodulazione delle fasce e degli importi chilometrici dell’Alto Adige Pass. Soprattutto, basta con gli abbonamenti gratuiti per studenti e anziani estesi a tutti senza tener conto del reddito e del patrimonio. Sono le richieste avanzate con forza dalle confederazioni sindacali altoatesine Cgil Cisl e Uil, che ora chiedono un incontro urgente con l’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann. «Dobbiamo aprire un tavolo di confronto fra sindacati e assessorato su molti aspetti, il primo dei quali riguarda i tagli», ha spiegato Renzo Rampazzo della segreteria confederale Cisl. «Se si devono riallocare le risorse perché scarseggiano, lo si deve fare in base a criteri sociali. Sull’aeroporto non si è tagliato nulla, su gomma e rotaia dieci milioni di euro. Domandiamoci solo questo: perché si colpisce là dove sono coinvolti tanti cittadini e non si taglia dove gli interessati sono pochi e per la maggior parte “benestanti”?». Le proposte o meglio le richieste avanzate dai sindacati sono quattro. La prima: sostenere il trasporto pubblico locale non procedendo a tagli, garantendo le necessarie risorse per mantenere la qualità e l’efficienza del servizio. «Come sono state trovate finora le risorse per finanziare l’aeroporto - spiega Rampazzo - così vanno garantite le risorse anche per il trasporto pubblico locale». La seconda richiesta: predisporre un piano di rimborso in tempi brevi delle circa 23 mila domande del contributo pendolari in attesa da anni di essere liquidate. «Si tratta - si è spiegato ieri - di circa 400 euro a testa». Ne hanno diritto i lavoratori pendolari che si muovono in orari non ben serviti dal trasporto pubblico locale, ossia al di fuori della fascia che va dalle 7 del mattino alle 19 di sera. Nel 2008 la Provincia introdusse il rimborso, che permette ai pendolari un seppur minimo contributo per pagarsi le salate spese dei loro mezzi di locomozione privati. «I denari stanziati dalla Provincia, però, non bastano a coprire tutte le domande e così, negli ultimi cinque anni, se ne sono snobbate decine di migliaia». La terza richiesta dei sindacati: più investimenti per rinnovare il parco macchine sia di Sad che di Sasa per migliorare la qualità del servizio. «Il parco macchine va rinnovato sia per problemi di sicurezza che di qualità. Va inoltre potenziato il trasporto urbano ed extraurbano nelle fasce orarie di punta». Ossia, secondo i sindacati si dovrebbe fare l’esatto contrario di ciò che si sta portando avanti ora. «Perché il taglio di dieci milioni di euro, cinque alla rotaia e cinque alla gomma, avrà di certo tre conseguenze molto negative: diminuzione nella frequenza delle corse, riduzione del personale necessario e quindi dei posti di lavoro a disposizione, aumento del traffico privato con i conseguenti problemi ambientali e di viabilità. Il punto più caldo è però il quarto: «La gratuità degli Abo+ per gli studenti e degli Abo 65+ per gli anziani va collegata al reddito e al patrimonio tramite la dichiarazione Durp». Attualmente gli interessati sono 130 mila, ossia 75 mila studenti e 55 mila anziani. «Non tutti hanno necessità di essere esentati. Chiediamo alla giunta provinciale di fare marcia indietro e di rendersi conto: si ponga una soglia oltre la quale si paga. Chi sta sotto è esentato, chi sta sopra sborsi una cifra, che potrebbero essere anche solo 50 euro l’anno: sarebbero 13 centesimi al giorno, che non cambiano la vita a nessuno».
Alto Adige 22-11-12
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