La celebrazione annuale della giornata internazionale dei diritti del fanciullo non è soltanto una data da ricordare ma è anche un’occasione per riflettere sul modo con cui stiamo operando per tutelare i minori. In questi anni si è fatto certamente molto, ma ancora c'è tantissimo da fare soprattutto se si pensa a quanto i bambini nel mondo siano a tutt’oggi sfruttati e maltrattati, ma anche nelle nostre immediate distanze, adescati, abusati e violati.
È importante sapere i “numeri del male” che però si riferiscono alle situazioni emergenti da un sottosuolo di silenzio e di omertà ancora tristemente presente attorno alla violenza. Ma è altrettanto fondamentale conoscere i rischi che corrono oggi bambini e adolescenti quando non sono sufficientemente protetti. Se l'abuso sessuale e il maltrattamento fisico, per fortuna, ora finiscono sulle cronache, quello che ancora ci deve preoccupare è la violenza invisibile, quella che si compie nella quotidianità dei gesti nascosti e delle trame sotterranee della nostra società. È violenza invisibile quella della rete dove l’adescamento e il coinvolgimento dei minori è sempre più allarmante in quanto espone bambini adolescenti che navigano al pericolo nascosto di “orchi” camuffati. Abbiamo così l’obbligo di sapere che in Internet la pedofilia e la pedopornografia dilaga. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che i siti di pedofilia on line scoperti nel 2011 sono 10 mila in più dell’anno precedente. E più ancora non trascurare notizie come quella recente che riguarda la scoperta dell’esistenza di un “deep web”, cioè di un Web invisibile non segnalato dai motori di ricerca, che veicola 500 miliardi di documenti e commercia foto e video terrificanti di sevizie e di rapporti sessuali con minori. Su questo mercato parallelo e occulto di materiale devastante si nascondono persone deviate che fanno girare un traffico di denaro incredibile e forniscono indicazioni dettagliate su come adescare i bambini. Inutile dire che urge aumentare sia la prevenzione che l’educazione degli adulti e dei minori su questo tema. Poi vi è un’altra violenza invisibile, di cui si parla poco. E’ quella legata ai comportamenti quotidiani nei contesti di vita più comuni e familiari dove ci si aspetta maggiore protezione e attenzione, rispetto e cura del minore. Viene chiamata violenza psicologica. Ed è l'offesa, il disprezzo, la svalutazione, la coercizione, il ricatto, il silenzio, la noncuranza, la trascuratezza fisica e affettiva, la manipolazione dei sensi di colpa, o il coinvolgimento dei bambini in situazioni di conflitto. Penso alle famiglie in crisi dove ad esempio, nel momento di separazioni altamente conflittuali, i figli vengono investiti di aggressioni dirette e indirette. Si tratta di una violenza subdola che provoca gravissime sofferenze in chi la patisce e che solitamente sono poco dimostrabili in ambito giudiziario, ma non per questo meno reali, meno autentiche e meno pericolose. I numeri di questo "male" sono imprecisati anche perchè tali comportamenti non operano direttamente sul piano fisico. Non è uno schiaffo o un calcio, ma un costante e devastante atteggiamento aggressivo che giorno dopo giorno, crea un clima invivibile e mette in atto un processo di distruzione psicologica, dove le parole dette o inespresse feriscono e distruggono profondamente più dei pugni. Ma penso anche alla scuola dove si possono registrare situazioni di manipolazione e di aggressione psicologica sottile, non di rado causate dallo stress interno al contesto lavorativo che altera le relazioni tra insegnante e allievo. Non è una novità la violenza invisibile delle istituzioni quali la famiglia e la scuola. Al contrario è una drammatica realtà che viene rimossa costantemente. Qualche anno fa Claudio Foti, presidente del Centro Studi Hansel e Gretel, in un libro dai contenuti scottanti "Il maltrattamento invisibile. Scuola famiglia, istituzioni" denunciava questo pericolo. Credo che, in occasione di una giornata di ricorrenza ma anche dopo che i riflettori si spengono, serva riflettere su questi aspetti della violenza, se vogliamo rintracciare quel potenziale costruttivo che attiene alla prevenzione e recuperare le risorse che ci servono per immaginare un mondo diverso e migliore.
Giuseppe Maiolo
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