Informazioni personali

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001

domenica 13 maggio 2012

Arriva il giorno più lungo




In città 230 mila presenze esterne, la mobilità interna è stata quasi perfetta 

di Davide Pasquali
BOLZANO Alla vigilia, a Bolzano, quasi nessuno aveva capito il perché del divieto di circolazione imposto al sabato, visto che la sfilata sarà solo oggi, domenica. Tutti però, nessuno escluso, ieri mattina presto hanno capito il perché dell’ordinanza: una immensa fiumana di penne nere a spasso ovunque. Alpini, alpini, alpini, alpini; e bolzanini, bolzanini, bolzanini. E chi se la poteva immaginare, una roba del genere? Impressionante se vista da terra, magnifica se ammirata dal cielo. Decine di migliaia. Erano le persone a spasso nel bel mezzo di corso Italia e via Roma. Altrettante a zonzo su e giù da ponte Talvera. Prati, cortili, spiazzi, parcheggi, aiuole, marciapiedi, rive, piazze, spiazzi, posteggi, areali ferroviari, tutti letteralmente ricoperti di campeggi in libertà. E loro, gli alpini, in servizio effettivo già dalle 8 del mattino, nonostante la strepitosa notte di bagordi, terminata soltanto poche ore prima. Anche in pieno giorno cori, coretti, concerti, concertini, fanfare e fanfaronate, improvvisazioni e karaoke goliardici. E quei trabiccoli. Sgangherati. E talmente tanti da indurre a una rivoluzione copernicana, inimmaginabile dal bolzanino medio. È avvenuta nella mente dei vigili urbani: abbandonata la forma mentis teutonica che da sempre li contraddistingue, venerdì hanno iniziato a fingere di non vedere. Nella notte su sabato hanno cominciato a sorridere, più o meno apertamente. Ieri mattina la rivoluzione copernicana: ridevano. Pare una leggenda, ma è vera (anche se la fotografia non viene qui pubblicata per evitare probabilissime lavate di capo): più di un vigile urbano si è fatto immortalare in mezzo agli alpini. Vicino a un trabiccolo. O a più trabiccoli. E si rideva. Ieri, in attesa della grande festa di oggi con la sfilata ufficiale (ammassamento al via alle 8, sfilata un’ora dopo), a parte lo spettacolare lancio di parà sul Druso a mezzogiorno, a parte la messa con migliaia di persone al Duomo, a parte l’incontro delle autorità con i presidenti di tutte le sezioni Ana all’Auditorium col concerto alpino della orchestra sinfonica Haydn, a parte tutta la pappardella ufficiale, ieri è stata la giornata degli arrivi massicci. Alle 20 di ieri sera, il comitato organizzatore dell’Ana, per la precisione l’attrezzatissimo ufficio stampa, stimava le presenze alpine in provincia di Bolzano alla mirabolante cifra di 230 mila. E gli arrivi sono proseguiti anche nella tarda serata. Un fiume di penne nere, cui vanno cumulate quelle fermatesi a dormire nel vicino Trentino. E pure quelle che arriveranno quest’oggi con treni, auto e, soprattutto, pullman. Mentre le 230 mila sono stima attendibile, perché gli alpini sono discoli ma si prenotano avvertendo i presidenti dei quattromila e passa gruppi, i quali poi riferiscono ai vertici nazionali, stime su quanti alpini arriveranno stamane è difficile farne. Poco utile, poi, rispiegare la viabilità. I bolzanini ieri hanno compreso cosa sia la chiusura totale, e oggi sarà anche peggio, perché chiusa sarà anche la intera zona industriale. Per chi viene da fuori, un unico consiglio: pazienza. Perché i relativamente pochi pullman arrivati ieri, comunque centinaia, hanno preannunciato cosa succederà stamattina: un delirio. La scusa per bere. Purtroppo, a un certo punto, ieri nel pomeriggio ha cominciato a piovigginare. Anzi, macché purtroppo: nessun problema di nessun genere. Gli alpini non sono mica gli schizzinosi turisti italici del mercatino. Due gocce d’acqua non fanno un bel niente. Solo una scusa per parcheggiare bici, trabiccoli, muli e cavallo di San Francesco. Mettersi sotto una tenda e proseguire a ... Il miracolo. Anzi, meglio parlare al plurale, di miracoli. Ne hanno compiuti tanti, gli alpini. Oggi ci sarà il clou, ma ufficiale, istituzionalizzato. La sfilata verrà tenuta d’occhio per bene, dal servizio d’ordine: chi non è in regola, non sfila. E chi sfila, verrà contato. Sfilano in fila per nove, gli alpini, e c’è una squadra Ana specializzata: i contatori di file. Insomma, tutto sotto controllo, magari un pochetto noioso, ripetitivo. Il miracolo maggiore, gli alpini, l’hanno compiuto ieri e venerdì. Mutando per sempre la percezione della realtà nei bolzanini, con la loro gioia sgangherata e contagiossissima. Prima noi bolzanini, non lo sapevamo. Ma adesso, a Bolzano, sappiamo cosa significhi far festa.

Nessun commento:

Posta un commento