Franco Magagna non ci sta: «Non si possono cambiare le regole in corsa. Nei nostri programmi non esiste una modifica allo statuto comunale»
LAIVES Quanto avvenuto in consiglio comunale, con la bocciatura delle modifiche allo Statuto comunale, tra cui quella per il "quorum zero" fa dire al sindaco Liliana Di Fede che è stato un comportamento "indecente". «Non è possibile che, a interessi generali e ad accordi di maggioranza raggiunti dopo un serio confronto democratico - dice il sindaco - vengano anteposti personalismi dell'ultima ora. Siamo stati eletti dai nostri concittadini per la serietà delle nostre proposte programmatiche e gli stessi non capirebbero se queste non venissero portate avanti per beghe interne di partito o per sterili diatribe. Saranno loro che ci giudicheranno a fine mandato per quanto di buono abbiamo fatto per la nostra città. Quanto accaduto consiglio contribuisce ad accrescere la disaffezione della società nei confronti delle istituzioni, alimentando populismo e antipolitica. Invito quindi tutti a un maggior senso di responsabilità, per proseguire con slancio e con la ritrovata coesione degli ultimi mesi il nostro progetto per Laives». In aula, Liliana Di Fede aveva anche "bacchettato" il consigliere Franco Magagna (lista La civica) , che insieme a Christof Inama, con l'astensione, aveva contibuito ad affossare il quorum zero. A stretto giro di posta, interviene Emanuele De Longis, coordinatore della lista rappresentata in consiglio da Magagna. «Nel programma di coalizione non era contemplata alcuna modifica delle regole per l’indizione di un referendum comunale. All’ estemporanea proposta di modificare lo statuto comunale in modo tale che in un referendum pochi cittadini possano decidere per tutti La Civica si è da sempre opposta. Nonostante questo si è voluto procedere a colpi di maggioranza, ben sapendo che non si possono cambiare le regole del gioco se non con ampia maggioranza e coinvolgendo anche le minoranze. Il risultato sfavorevole al quorum zero viene definito "indecente": rigettiamo l'affermazione ricordando che siamo a favore di un quorum al 25%. Dice il vero anche chi afferma che siamo stati eletti per la serietà delle nostre proposte, peccato che ad oltre due anni ancora non si veda traccia di alcuna di tali proposte». (b.c.)
Alto Adige 14-10-12
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