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martedì 16 ottobre 2012
L’opposizione: «La maggioranza è al capolinea»
di Bruno Canali
LAIVES Dopo la serie di crisi politiche cha hanno caratterizzato i primi due anni e mezzo di amministrazione Di Fede a Laives, sembrava che la coalizione di maggioranza avesse imboccato la strada della coesione. Invece il barometro torna al brutto dopo la sonora bocciatura del quorum zero promosso dai Verdi. L'assessore Giorgio Zanvettor, a botta calda, è arrivato a minacciare l'uscita del gruppo ambientalista dalla maggioranza (ma giovedì sera i suoi due consiglieri non si sono mossi dall'aula) mentre il sindaco ha apertamente criticato i consiglieri Magagna e Inama per essersi astenuti sulla delibera, contribuendo così a farla cadere. Le parole del sindaco a difesa dei Verdi però rischiano di alzare ulteriormente la tensione e infatti, Emanuele De Longis, coordinatore della lista La civica alla quale appartiene Franco Magagna, ha immediatamente rilanciato, rincarando le critiche al primo cittadino. Stanno "alla finestra" intanto i gruppi di opposizione, soddisfatti per la bocciatura del quorum zero e preoccupati per la nuova crisi di maggioranza. «La maggioranza è in crisi da due anni a questa parte - dice Christian Bianchi (Pdl) - e non riesce a trovare l'accordo nemmeno sui punti del proprio programma. La proposta di abbassare a zero il quorum era assurda e in sfregio agli stessi principi di rappresentatività sbandierati dai Verdi. Bene hanno fatto quindi i consiglieri Magagna e Inama ad astenersi per impedire una modifica dannosa dello Statuto comunale. Al di là dell'episodio, l'esperienza di questa giunta e del suo sindaco andrebbe chiusa al più presto». Chiosa Giuliano Vettorato (Lega nord): «Il quorum zero, oltre che assurdo, sarebbe anche antidemocratico, frutto del diktat imposto dai Verdi alla maggioranza». A favore del quorum zero era invece il grillino Paolo Castelli, che però fa un distinguo: «Peccato sia stato bocciato - dice - però anche a noi non andava bene il passaggio nel quale si parlava di possibilità di annullare le richieste di referendum da parte della maggioranza del consiglio se si ravvisasse un qualsiasi danno per il Comune».
Alto Adige 15-10-12
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