Il romanzo di Dicks, insegnante elementare di sostegno diventa un viaggio emozionante e toccante nell’autismo
| L’amico immaginario Matthew Dicks Giunti 384 pagine 12 euro |
| “Il mio nome è Budo. Esisto da cinque anni. Cinque anni è una vita lunghissima per uno come me. E’ stato Max a darmi il nome. Max è l’unico essere umano che riesce a vedermi. I genitori di Max mi chiamano l’amico immaginario...” Inizia così questo originale e toccante romanzo, scritto da un insegnante elementare di sostegno che, probabilmente segnato dalla sua esperienza lavorativa, ha scelto di raccontare la storia di Max, un ragazzino di otto anni affetto da una grave forma di autismo. Se avete letto e amato Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte e il suo protagonista, il piccolo Max vi prenderà per mano per mostrarvi il suo mondo in compagnia di Budo, il suo amico immaginario. La voce narrante è proprio quella di Budo, l’amico immaginario presente e indipendente, sensibile e attento, forse l’unico amico di Max, ma sicuramente l‘unico che assiste - impotente - al suo rapimento. Cosa può fare Budo a questo punto? Come può aiutare il suo piccolo amico se Budo per gli altri non esiste? Può fare leva su una cosa sola, l’amore. Quell’amore (fatto anche di difficoltà, di silenzi e di disagi) che gli ha permesso di vivere così a lungo - cinque anni! - un tempo quasi impensabile per un amico immaginario. Lo sa bene anche il nostro Budo, che parla, interagisce, frequenta altri amici immaginari, destinati ad avere spesso una vita brevissima, e a scomparire sotto i suoi oggi, dissolvendosi attimo dopo attimo. Ci vorranno tutta la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione, per riuscire a salvare il suo piccolo amico, ormai perso in un altro mondo e a riportarlo in questo, fatto di persone che gli vogliono bene, che lo aspettano con ansia e trepidazione. E, questo, a qualsiasi costo. Perché l’amore, si sa, non conosce né confini né compromessi. Best seller annunciato in mezzo mondo. Meritatamente. |
Nessun commento:
Posta un commento