di Antonio Scaglia
Autonomia significa responsabilità di autogoverno e soprattutto buona politica nei progetti e nella loro efficace attuazione. Il Trentino e l’Alto Adige sono comunemente considerati esempio di buona amministrazione con un’offerta di servizi di qualità. È tuttavia legittimo e doveroso che ci interroghiamo se il quadro politico istituzionale e dei partiti nell’ambito regionale si distingua o meno dalla profonda crisi dei partiti politici nazionali.Se così non fosse, i rischi interno ed esterno di legittimazione dell’autonomia speciale potrebbero diventare esiziali nonostante la buona amministrazione. La stabilità di governo che poggia su di una coalizione di partiti non esime questi ultimi dal proporre un forte progetto politico e soprattutto dal porsi come aggregazione dei cittadini attorno ad esso. Questo significa che la rappresentanza politica è vista allora come fiducia espressa nel voto a chi propone e s’impegna a realizzare un programma e non come delega cieca a chi si propone come personalizzazione della rappresentanza politica e del governo. La dichiarazione di Alberto Pacher di non volersi ricandidare alle prossime provinciali ha lanciato un segnale ai trentini, ma ha anche scosso i partiti perché ha messo il dito sulla piaga: non si può proporsi ad un’alta carica amministrativa senza un progetto politico ‘maggioritario’, ovvero dentro un movimento politico con obiettivi condivisi, capace di aggregare una pluralità di anime della società e della terra dell’autonomia, dentro un movimento politico che meriti così l’appellativo di democratico. La risposta? Invece di lanciare un appello alla pluralità delle forze e dei soggetti sociali perché si uniscano e conducano un diuturno e impegnato lavoro politico per costruire nuove e avanzate forme di autonomia, i partiti si stanno dando un gran da fare per cercare qualcuno che personalizzi la sostituzione e che tranquillizzi gli elettori ai quali, invece dell’impegno e del contributo critico si chiede solo un voto fiduciario e di delega. Si ripropone così il modello nazionale delle “grandi facce” che hanno rimpiazzato il faticoso, umile e popolare lavoro di informazione e dibattito nelle sezioni di partito e degli incontri pubblici dove si lavora per creare un consenso informato. Siamo un piccolo territorio, quello trentino e quello altoatesino sudtirolese, ma abbiamo copiato la spaccatura fra partiti ed elettori avvenuta a livello nazionale. La seconda spaccatura è quella fra Trentino e Alto Adige Sudtirolo. Forse sta arrivando il momento in cui pagheremo a caro prezzo l’insensata idea che è meglio essere “piccoli e soli” politicamente, ognuno cioè padrone in casa propria. Per scrivere il secondo Pacchetto di Autonomia, nella Commissione dei 19, i rappresentanti delle due Province e dello Stato riuscirono a trovare accordi politici su temi brucianti, riuscirono a lenire e superare persino la profonda e lacerante ferita del terrorismo. Oggi, questa insensata idea della separatezza e la negazione di lavorare a un disegno politico comune, porta molti italiani a godere del momento di difficoltà della Volkspartei e molti sudtirolesi a sorridere sarcasticamente sugli sperperi e sulla corruzione ‘italiana’. Chi ama questa terra e la sua Autonomia deve desiderare nel profondo del suo animo e deve chiederlo ai responsabili dei partiti politici dell’Autonomia, sia di lingua italiana sia di lingua tedesca, di fare chiarezza delle ambiguità e di invitare tutti a una sana gestione amministrativa perché Autonomia significhi correttezza e prevalere del bene comune, a partire dalle piccole comunità sino ai palazzi del potere centrale. Ai cittadini spetta il dovere di auspicare una politica e un’amministrazione corretta. Ai partiti spetta proporci obiettivi avanzati ed equi, nella trasparenza e nella correttezza. Se ci esponessimo all’accusa di lasciare spazio a pratiche di malgoverno e di corruzione, non saremmo più difendibili né sul piano nazionale né su quello internazionale. Trento deve ovviamente fare la sua parte e agire in consonanza e solidarietà politica con Bolzano. Peraltro, la Volkspartei sa di portare storicamente e politicamente una grande responsabilità, maggiore di quella degli altri partner. In questo momento essa non deve sentirsi politicamente sola. Tutti dobbiamo auspicare che le sue attuali difficoltà si risolvano. Trento e i partiti dell’Autonomia debbono pertanto reagire unanimi, con prontezza e coerenza alla maldestra affermazione del premier Monti secondo il quale “non vi sarebbe più necessità che l’Austria eserciti il ruolo dei potenza tutrice a tutela della minoranza sudtirolese”. Antonio Scaglia
Alto Adige 29-10-12
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