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venerdì 28 settembre 2012

«Regioni alpine, la velocità è la chiave del successo»


Fischler: ma bisogna innovare utilizzando in modo responsabile le risorse del paesaggio Per l’ex commissario Ue «stare in mezzo tra Baviera e Pianura Padana è un vantaggio» 

di Massimiliano Bona
BOLZANO «Per garantire una crescita qualitativa nel lungo periodo è fondamentale, per le regioni alpine, riuscire a coniugare l’innovazione con un utilizzo responsabile delle risorse»: questo è uno dei concetti chiave della relazione tenuta ieri al Museion dall’ex Commissario europeo all’agricoltura Franz Fischler, che ha illustrato opportunità e potenzialità per il futuro. Uno dei problemi di fondo, soprattutto in prospettiva, è rappresentato dalla carenza di materie prime e un dato ci dovrebbe far riflettere. «Con un decimo dell’energia utilizzata oggi si potrebbero ottenere gli stessi risultati». Fischler non esita a definire «irrealistica» la strategia ipotizzata a Lisbona dai Paesi dell’Ue. «Ci siamo posti obiettivi troppo ambiziosi e ci siamo illusi che entro 10 anni l’Europa riuscisse a diventare l’economia più competitiva al mondo. Non è stato così e in prospettiva dobbiamo darci traguardi credibili». La crescita secondo Fischler dovrà essere necessariamente «intelligente, innovativa, inclusiva (senza creare emarginazione sociale) e verde». Questi principi devono essere tradotti, secondo l’ex Commissario europeo in obiettivi (quantitativi) parziali. «Tra gli imperativi che non possiamo permetterci di trascurare ci sono: il 3% del Pil da destinare alla ricerca e allo sviluppo, il 40 per cento di giovani laureati e la riduzione di 20 milioni delle persone a rischio povertà (attualmente questa fascia ne comprende 50 milioni)». Uno dei settori dal quale il 66enne politico austriaco, attualmente a capo del Forum europeo di Alpbach, si attende molto è quello dell’energia. «Entro il 2020 l’efficienza energetica dovrà crescere necessariamente del 20 per cento e le rinnovabili dovranno arrivare al 20 per cento». In Italia, come sottolinea l’ex Commissario europeo all’agricoltura, la situazione non è uniforme. «Per l’Alto Adige, già all’avanguardia nel settore, sarebbe utile prevedere dei traguardi più ambiziosi». Fischler si è soffermato poi sui punti di forza e debolezza delle regioni dell’arco alpino, che vantano comunque notevoli potenzialità in quanto “terre di innovazione”. «Il lato negativo è rappresentato dai costi più alti per le infrastrutture, ampiamente compensato da una serie di “pro”: la forza dei servizi e del turismo, le sinergie tra agricoltura e turismo e un ceto medio più forte che altrove. In questo contesto bisogna riuscire a trovare un equilibrio durevole tra economia, ecologia e sostenibilità». Rispetto ad altri Paesi continuiamo peraltro a pagare la mancanza di capitali di rischio, che sono circa la metà rispetto agli Stati Uniti ad esempio. «Dobbiamo crescere - continua Fischler - anche nell’ultimo passaggio della filiera: quando l’innovazione c’è in natura bisogna saperla tradurre in servizi e prodotti». Le regioni virtuose, dalla Baviera al Baden Württemberg fino alla Padania, secondo l’ex Commissario europeo non sono collegate come dovrebbero. «Noi che stiamo in mezzo dovremmo sfruttare questo vantaggio. Che per l’Alto Adige è doppio se si tiene conto anche del bilinguismo». In soldoni il pacchetto crescita, in ambito europeo, ha un budget di 120 miliardi per il periodo 2014-2020 ed i Paesi europei sono chiamati a sfruttarlo al meglio per non perdere terreno dai numerosi competitor. «La velocità è la chiave del successo: per essere estromessi dal mercato basta sedersi sugli allori per cinque anni». Le aziende altoatesine attive nel settore della tecnologia alpina non dormono: nel cluster legno e tecnica ci sono 165 pmi, in quello riservato a sport e tecnologia invernale sono 20, nell’edilizia 160 e nel settore protezione civile e sicurezza alpina 25. «Avremo presto - ha commentato Andreas Winkler del Tis - persino il tagliaerba col Gps».
Alto Adige 28-9-12

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