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venerdì 28 settembre 2012

Fra pellets e solare, un futuro ecologico


Il festival dell’innovazione

di Fabio Zamboni
BOLZANO Let’s network: la parola d’ordine, che significa “facciamo rete, lavoriamo assieme”, è in inglese. Che è il linguaggio della scienza e della tecnologia ma che qui è anche il linguaggio che supera l’ostacolo della doppia o tripla lingua. Let’s netowork è lo slogan che anima e tiene assieme, dentro il Festival dell’innovazione, dodici progetti legati al Tis Innovation Park altoatesino e presentati con altrettanti stand in piazza Walther. Ieri mattina abbiamo girato fra i gazebo per esplorare il lavoro di questi “dodici apostoli” della nuova religione rappresentata dalle nuove tecnologie. Occasione ideale per verificare la concretezza di certi progetti realizzati in Alto Adige grazie a quella affascinante ma inafferrabile entità che è la ricerca. Sotto il minimo comun denminatore del Tis, che ha creato gruppi di lavoro in contatto con le aziende interessate, ci sono progetti che riguardano l’ambiente e l’energia, tema centrale di questa prima edizione del festival. Partiamo dal gruppo di lavoro battezzato Passa ai pellets: sei aziende locali che si occupano di energia fanno rete per promuovere il riscaldamento a pellets, fonte energetica realizzata con gli scarti del legno e utilizzata anche per riscaldare il duomo di Bolzano. I produttori garantiscono che si risparmia la metà rispetto al metano e due terzi rispetto al gasolio, con il solo impatto ambientale delle polveri sottili sulla cui riduzione si sta lavorando. Allo stand accanto, il pool dei produttori di pannelli solari: con il progetto Solare termico garantiscono che oggi sono in grado di fare concorrenza anche al fotovoltaico, grazie alle tecnologie di ultima generazione. Sempre in tema di energia e ambiente, ecco lo stand Facciate degli edifici, gruppo di lavoro del Tis che coinvolge aziende e architetti e che rappresenta un settore strategico. Ci sono poi espositori fra tradizione e innovazione. Ecco la ditta 3D Wood, che con l’antico legno realizza supporti per il modernissimi I-phone, e poi il gruppo Cluster alimentaris che propugna un ritorno alla coltivazione del grano in AltoAdige, per esigenze di qualità garantita e anche di rispetto di una filiera regionale, autarchica, ecosostenibile. L’ha chiesta anche il Bauernbund e la appoggiano dozzine di panifici altoatesini col progetto Regiograno. Fra tradizione e innovazione anche la Scuola professionale di Silandro per scalpellini e scultori, legati Natur Stein Südtirol e al marmo di Lasa che è esposto in piazza. E ancora: il consorzio di dodici aziende che fra la Val Sarentina e la Pusteria rilanciano le cure dei Bagni d’acqua e di fieno. Le tecnologie tornano protagoniste allo stand E-move, azienda bolzanina che realizza stazioni di ricarica per bici, auto e scooter elettrici. A Bolzano ce ne sono già due – alla stazione e alla Fiera – e una è quasi pronta in via Galilei, anche con servizio di ciclo-sharing. Poi ecco la prima Panda a idro-metano nata a Bolzano da una sinergia fra Tis e Iveco. Lì accanto, l’abbigliamento ecosostenibile di Rebello, che di naturale ha persino le etichette (escrementi di elefante). Il Tis mette in vetrina anche il suo progetto Integreen, regolazione eco-compatibile del traffico urbano, e la ditta tedesca AfM – calibratura di macchine utensili – spiega perché ha scelto Bolzano come sede italiana: c’entra il tedesco ma anche e soprattutto l’appoggio del Tis per lo sviluppo di nuovi software e tecnologie. 
Alto Adige 28-9-12

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