L’ingegner Pagani e il sindaco Di Fede smorzano le polemiche sui ritardi dovuti al serbatoio
di Bruno Canali
LAIVES Non ci sono ritardi imputabili al Comune di Laives per quanto riguarda la consegna della variante in galleria: lo dicono il sindaco Liliana Di Fede e lo stesso ingegner Valentino Pagani, direttore della Ripartizione strade della Provincia, che sull'argomento era intervenuto in un servizio giornalistico televisivo. Le sue parole avevano immeditamente innescato affermazioni polemiche da parte dei consiglieri di opposizione a Laives nei confronti della giunta. «E' doveroso precisare la situazione - dice lo stesso ingegner Pagani - al fine di evitare fraintendimenti. Il progetto della galleria di Laives rappresenta uno dei più complessi mai realizzati dalla Provincia, anche a causa dell'interferenza urbana del tracciato. Consegnati nel 2008, prevedevano l'apertura al traffico per la fine del 2012 nella situazione prevista dal progetto, dove ogni variazione non poteva essere però messa in conto all'inizio, ma affrontata durante i lavori stessi. E diverse sono state le nuove necessità che hanno richiesto adeguamenti del progetto: da quelle geologiche alle difficoltà di scavo, espropri, spostamento di insediamenti presenti su aree da liberare, fino all'adeguamento delle interferenze urbane che risentono del continuo sviluppo. A queste si sono aggiunte difficoltà di tipo amministrativo, come le verifiche per le offerte degli impianti. Grazie alla collaborazione con il Comune di Laives - continua l'ingegner Pagani - sono state coordinate esigenze di sviluppo urbano con l'impatto della nuova circonvallazione, tra cui il nuovo serbatoio in caverna, importante e strategico per la comunità. Pertanto, lavorazioni maggiori chiaramente comportano tempi maggiori per avere alla fine un'opera che soddisfi al meglio le esigenze. Lo slittamento di alcuni mesi dell'apertura della galleria, in rapporto al tempo complessivo necessario per i lavori, a quello di attesa e allo sfruttamento futuro dell'opera e delle strutture inglobate, rappresenta un bilancio positivo. Pertanto, la semplificazione e l'estrapolazione di una frase dal più ampio contesto non rende giustizia al grande impegno profuso da tutte le parti per ottenere il miglior risultato possibile». Le parole dell'ingegner Valentino Pagani sono in sintonia con le considerazioni del sindaco di Laives sull'episodio. Dice Liliana Di Fede: «La costruzione del serbatoio in caverna l'avevamo concordato con la Provincia e quindi non si sarebbe potuto fare nè prima e nè dopo quello che si sta facendo. Ringrazio quindi la Provincia per la partecipazione nel trovare la soluzione migliore e anche i finanziamenti necessari. Abbiamo unito due interessi: la variante in galleria e il nuovo serbatoio idrico per garantire a Laives altri decenni di tranquillità da questo punto di vista. Il Comune di Laives quindi non è in ritardo, ma ha sempre fornito puntualmente alla Provincia tutto quanto era necessario, alla luce degli accordi intrapresi ancora due anni orsono. I due lavori (galleria stradale e tunnel per il serbatoio idrico) sono andati avanti parallelamente e come concordato tra Comune di Laives e Provincia».
Alto Adige 7-8-12
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