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lunedì 6 agosto 2012

LA SEL E L’ A22 TRINCEE SENZA DIFESE

di Paolo Campostrini
 Dice il saggio: quando s'alza il vento del cambiamento, o tiri su un muro o fai mulini a vento. L'Alto Adige sta decidendo cosa fare. Intanto, tutta Europa corre sull'ottovolante, sarebbe singolare che gli unici a restare tranquilli a terra fossimo noi. Eppure lo vorremmo tanto. O almeno vorremmo decidere quando salire. E' questo spaesamento che rende speciale la situazione dell'Alto Adige. Anche le reazioni sono confuse. Perchè mai come adesso sono al sicuro le regole etniche: la proporz è blindata, il censimento stabile, il bilinguismo ferreo, il monolinguismo tollerato (persino dalle procure), la cultura controllata nei suoi equilibri tra i gruppi. Quando la Svp parla di aggressione del governo Monti, i sudtirolesi si guardano intorno straniti perchè sono stati abituati a scendere nei sagrati schioppi in spalla solo se qualcuno ne minaccia l'identità. Ma adesso? E' complicato invocare il Sacro Cuore per i soldi dell'A22. O per quelli dell'energia. La realtà è che le regole dell'autonomia (politica) sono blindate ma l'autonomia non poteva pretendere di godere ancora a lungo dell'assenza di regole tout court . Liberalizzazioni, libertà di movimento di cose e persone dentro i confini Ue, residenza, gare europee per le concessioni sono questioni che l'autonomia ci permette di tenere fuori dalla porta oppure è l'Europa che ci terrebbe fuori se non le accogliessimo? Gli orari dei negozi sono un baluardo statutario? La Sel va protetta nei suoi privilegi territoriali oppure l'energia deve essere un mercato aperto? E se è giusto, perchè le centrali sì e le infrastrutture autostradali no? Se le regole sono uguali per tutti gli europei, anche gli altoatesini non dovrebbero avere paura a mettersi in gioco ( e nel caso A22, in gara). Se le norme di concessione privilegiano chi propone di reinvestire gli utili in strutture strategiche (Eurotunnel), o l'elevata sensibilità ambientale, oppure le tariffe competitive perchè Autobrennero dovrebbe temere la concorrenza? Altro sarebbe se decidessimo che la concorrenza non fa per noi. Che sono corretti gli investimenti a pioggia, i contributi pubblici a fondo perduto , gli aiuti estranei alle regole comunitarie ai settori in crisi, l'assenza di controlli terzi nei conflitti di interesse, un commercio protetto. In sostanza: è Monti a minacciare l'autonomia (politica) oppure è l'economia globale ai tempi della crisi a non andare per il sottile quando si tratta di specialità? Sono bastati pochi mesi perchè fossero spazzate via le ultime trincee di chi invocava trattamenti differenziati tra categorie, tra impiegati statali o privati, tra pensioni baby e d'anzianità, tra politici e no, tra istituti estentasse e cittadini tartassati. In questo turbine di convenzioni saltate anche l'autonomia rischia di non essere capita. Per questo il fronte sono le regole, non la loro assenza. Se le si invoca ( come è giusto) nelle competenze e nelle prerogative di autogoverno, andrebbero accettate anche in economia. E' un passaggio duro per l'Alto Adige. Perchè si svolge su un terreno instabile. Era abituato agli accordi in ceralacca, come la Magna charta: Benedikter e Gruber, le cancellerie viennesi, quietanze e Nazioni Unite. L'ultimo è stato l'accordo di Milano. Sappiamo tutti come è finito. Ora si tratta di decidere. Il Piave dello Statuto sono i sette ospedali, gli stipendi degli assessori provinciali, le tangenziali dei paesi, la Sel e l'A22 oppure è meglio concentrarci sulla difesa dell'autogoverno, la convivenza e le scelte ambientali? Trovando in noi il coraggio di tagliare il tagliabile dentro un quadro finalmente omogeneo e concordato di risparmi consapevoli e modulati. E elaborando un nuovo patto (senza ceralacca) tra altoatesini e sudtirolesi in cui privilegi e risorse siano realmente sottoposti a controllo democratico dentro un quadro di compatibilità con gli inevitabili mutamenti degli stili di vita che ci attendono. Perchè, nella grande incertezza che si avvolge, una cosa è certa: anche qui, come dappertutto, non sarà più come prima.
Alto Adige 6-8-12

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