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lunedì 16 luglio 2012

“L’Avvenire”: no ai caccia F35

Anche il quotidiano cattolico, dopo Pdl e Pd, contesta la spesa di 12 miliardi 

ROMA Dopo il Pdl e il Pd (che ha presentato già un emendamento), anche l’Avvenire, e dunque l’area cattolica, si schiera contro i «costosissimi» caccia F35. Mentre il decreto sulla spending review riprende il suo cammino al Senato martedì, i tagli previsti dal governo continuano a far discutere: la Uil parla di «manovra recessiva» e non esclude lo sciopero, lavoratori e sindacati dell’Istat ieri hanno occupato il centro diffusione dati, le regioni preparano vertici per verificare le rispettive autonomie e i comuni si danno appuntamento davanti Palazzo Madama per la manifestazione del 24 luglio. Intanto, sulla polemica dei cacciabombardieri interviene anche il quotidiano cattolico. «Quegli aerei costano un occhio della testa» scrive il direttore Marco Tarquinio (circa 12 miliardi di euro), ma «non sono inutili perché inseriti in un articolato programma di difesa della Nato di cui l’Italia fa parte». Tuttavia, aggiunge «se in tempo di severe (e, si spera, sensate) ristrettezze si razionalizza il sistema sanitario, non si può non agire con simmetrico rigore a livello di armamenti». Sulla questione, la Rete italiana per il disarmo ha lanciato una campagna, “Taglia le ali alle armi”, con cui si chiede al governo la cancellazione del programma d’acquisto di 90 F35 e l’impiego dei fondi risparmiati per misure e politiche civili. Altra sforbiciata contestata del decreto è quella sui tribunali. In proposito, il ministro della Giustizia Paola Severino ha detto di avere intenzione di visitare, seppure «in silenzio e senza pubblicità», alcuni dei tribunali inseriti nella lista degli uffici giudiziari che saranno chiusi ed accorpati ad altri. «Ho già visitato il tribunale di Chiavari, che mi era stato segnalato», ha fatto sapere Severino, anticipando che farà lo stesso con Castrovillari, in Calabria (dove il nuovo tribunale è costato 50 milioni di euro). «Se i cittadini daranno contributi e criteri da aggiungere a quelli finora seguiti sarò lietissima di valutarli - ha detto il ministro - Questa riforma segna il passaggio dall’epoca delle carrozze a quella dell’alta velocità e va accompagnata dalla condivisione della gente, senza però localismi».
Alto Adige 14-7-12

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