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lunedì 16 luglio 2012

Democrazia diretta, legge congelata

La Svp chiede la chiusura anticipata del Consiglio. Pichler Rolle: «Fino a settembre cercheremo un accordo» 

Materia delicata, la democrazia diretta. In un attimo il dibattito approda ai minareti. Tra i momenti di tensione in aula ieri, la porzione di discussione dedicata alla materia su cui il disegno di legge della Svp esclude la richiesta popolare e l’iniziativa popolare. Non sono ammissibili quesiti su imposte e bilancio, assegnazioni finanziarie a personale e organi della Provincia, questioni attinenti i diritti di gruppi linguistici e diritti e tutela di minoranze anche religiose, ratifica di trattati e accordi internazionali. Secondo Eva Klotz (Stf), sarebbe stato necessario stralciare il veto su gruppi linguistici e trattati internazionali, trattandosi di materia disciplinata dalla Costituzione. Il proponente Arnold Schuler (Svp) ha sottolineato che il testo cita per volontà di chiarezza. tutte le materie escluse. Poi è partita la discussione su centri di preghiera e minareti. Secondo Ulli Mair (Freiheitlichen) una moschea non è un diritto e «i cittadini dovrebbero potersi esprimere». Pius Leitner ha puntato il dito contro i Verdi, «che si battono per il rispetto degli animali, ma tollerano la macellazione islamica». Affermazione respinta da Hans Heiss (Verdi). Alessandro Urzì (Fli) ha rivendicato di avere proposto in commissione il comma sulla tutela dei gruppi linguistici: «E’ materia su cui non può essere lasciato alcun margine di discrezionalità. Le minoranze non sono comunque solo linguistiche. Alla base di tutto c’è la necessità di un equilibrio tra maggioranze e minoranze». Elmar Pichler Rolle (Svp) ha criticato la polemica sui minareti, ricordando che «una minoranza deve rispettare le altre minoranze. Se a livello statale si facesse un referendum sulla minoranza sudtirolese, il risultato lo immaginiamo...».di Francesca Gonzato wBOLZANO Niente da fare, troppe contestazioni e timori di una mobilitazione referendaria immediata. La Svp ha congelato ieri il proprio disegno di legge sulla democrazia diretta. Approvati alcuni articoli in consiglio provinciale, il capogruppo Elmar Pichel Rolle ha chiesto la chiusura anticipata della seduta. Consiglieri a casa all’ora di pranzo invece che a fine pomeriggio. Si riparlerà di democrazia diretta l’11 settembre, quando è previsto il prossimo consiglio provinciale e riprenderà la discussione sul disegno di legge. «Vedremo se in queste settimane di pausa ci saranno margini per trovare una intesa con alcuni dei gruppi», spiega Pichler Rolle. La Svp si è trovata isolata con il proprio disegno di legge, come sulla legge elettorale, la toponomastica e la scuola. Opposizioni contrarie (a loro volta divise) e alleato Pd smarcato. «Se il testo della democrazia diretta resta così , ci asterremo», è la posizione ribadita anche ieri mattina da Christian Tommasini (Pd). Intanto anche ieri mattina l’Iniziativa per più democrazia ha proseguito il proprio sit in davanti al consiglio provinciale, con i militanti pronti a mobilitarsi, appena la legge fosse approvata, con una raccolta di firme per promuovere il referendum abrogativo del testo. Clima identico in aula, con il pronostico a metà mattinata di Roland Tinkhauser (Freiheitlichen): «Non c’è solo la mobilitazione dei movimenti. Basta la firma di 7 consiglieri per indire un referendum contro la legge Svp. Praticamente ci sono già. Non credo che la Stella alpina abbia voglia di votarsi la propria legge e avviarsi alla pausa estiva sapendo di doversi preparare a un referendum. Rinvierà la legge». Così è andata, anche perché la Svp contava solo su 17 presenze in aula. «Ma non solo per questo», ribadisce Pichler Rolle, «la richiesta di una pausa di riflessione è arrivata da più consiglieri di opposizione. Se c’è la possibilità di una intesa, tanto meglio». Le critiche. A seduta sospesa, Riccardo Dello Sbarba (Verdi) dà la propria interpretazione: «La Svp sembra paralizzata. Blocca la legge sulla democrazia diretta, perché ha paura di trovarsi in primavera con un referendum contro questa democrazia diretta e magari pure un referendum contro la legge elettorale, se verrà approvata. Una doppietta terribile, che accompagnerebbe la Svp alle elezioni provinciali. Così prende tempo e magari recupera il Pd, che sente puzza di bruciato e sta sulle sue». Aggiunge Tinkhauser: «Sembrano avere perso la testa. Scrivono un testo sulla democrazia diretta che ha tutti contro. Sanno che rischiano di perdere il referendum, perché li martelleremo». Retropensiero di Dello Sbarba: «L’unico soddisfatto può essere Durnwalder. Un partito allo sbando avrà bisogno ancora di lui alle provinciali». L’Obmann Richard Theiner e Schuler rivendicano: «Ci siamo molto impegnati per arrivare a una formulazione il più possibile condivisa». Le votazioni. La discussione si è interrotta sull’articolo 10, che riguarda le 4 mila firme necessarie per una richiesta popolare e le 8 mila per una iniziativa popolare. Va ricordato che il disegno di legge prevede 38 mila firme per un referendum (a quorum zero) nel caso non si dia seguito alla delibera di iniziativa popolare. Un emendamento di Schuler riduce da 38 mila a 27 mila la soglia, se per la raccolta non si utilizza la carta elettronica. Donato Seppi (Unitalia): «Troppe firme. Gruppo italiano e ladino non potranno mai raccoglierle».
Alto Adige 14-7-12

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