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martedì 1 maggio 2012

Simon e Sarah, gli ebrei a Bolzano



Dal Medioevo al XVIII secolo: la loro presenza legata soprattutto agli scambi commerciali ed al prestito di denaro 
LA MOSTRA»DAL 4 MAGGIO A CASTEL RONCOLO 

La mostra è curata da Helmut Rizzolli e prevede tra l’altro un programma didattico per le scuole (sarà organizzata una giornata in una famiglia ebrea); inoltre, per creare la giusta atmosfera, i visitatori saranno accompagnati nel percorso espositivo da musica ebrea di sottofondo (di cui i protagonisti erano profondi estimatori). Quello che mancava finora era uno studio ad hoc storicamente attendibile. Ecco allora la nuova mostra, il cui obiettivo primario è proprio quello di studiare tutto il periodo che va dal primo arrivo degli ebrei a Bolzano e in Tirolo fino al XVIII secolo. Fino al 30 novembre 2011.Per secoli gli ebrei erano parte della vita quotidiana di Bolzano. A differenza delle città dove c'erano corti (Merano, Innsbruck) o sedi vescovili (Trento, Bressanone), il loro destino era strettamente legato alle fiere annuali che avevano un'importanza sovraregionale. Alla presenza ebraica nel capoluogo altoatesino fino al diciottesimo secolo è dedicata la mostra «Simon e Sarah a Bolzano» che verrà inaugurata il 4 maggio prossimo, ore 17, a Castel Roncolo. La capacità degli ebrei di parlare e scrivere in più lingue, i loro ampi contatti e la conoscenza in materia di denaro e credito rendevano gli ebrei partner commerciali ideali per i commercianti cristiani ad ampio raggio. Gli ebrei erano costretti continuamente a «scoprire» nuovi mestieri, soprattutto perché non potevano appartenere a una corporazione, e dal 1718 non potevano più fungere da sensali autorizzati alle fiere bolzanine. Questo comportò qualche frizione con i loro concittadini. Ciò nonostante Bolzano era più liberale e tollerante rispetto ad altre città tirolesi.Le poche famiglie ebree autorizzate a risiedere in città e che durante le fiere ospitavano gli ebrei in transito, rappresentavano un arricchimento per Bolzano, non solo dal punto di vista economico. Castel Roncolo, sede della mostra «Simon e Sarah», può essere considerato un monumento della storia ebraica grazie all'affresco che mostra degli ebrei mentre assistono a un nostalgico torneo cavalleresco. Il committente delle pitture parietali, Niklaus Vintler, in qualità di più alto funzionario del Tirolo, aveva ricevuto la responsabilità per gli ebrei di tutta la regione e voleva renderlo noto anche visivamente nel suo maniero di prestigio. Una grande quantità di oggetti fino ad ora sconosciuti e di documenti non ancora pubblicati farà luce in un campo ancora poco esplorato. La presenza ebraica a Bolzano rappresenta una parte importante della storia cittadina. In collaborazione con la comunità ebraica di Merano e con il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano di Castel Tirolo, dove dal 5 luglio si terranno due mostre che tratteranno il periodo storico successivo, ossia il XIX e il XX secolo: «Zachor - Ebrei nel Tirolo meridionale fra Otto e Novecento» e «Hai mai visto le mie Alpi? Una storia d'amore ebraica». A base dell’esposizione bolzanina ci sono tanti documenti inediti: a partire dai protocolli della giunta della città, ai cosiddetti «Verfachbücher» del giudice territoriale di Gries e Bolzano, agli atti del magistrato mercantile, a contratti di matrimonio. Il visitatore di Castel Roncolo scoprirà poi come le possibilità di lavoro offerte ai cittadini ebraici erano piuttosto limitate, poiché l’appartenenza alle corporazioni non era loro permessa. Di qui il loro impiego nel prestito del denaro, nella medicina e nella consulenza della corte.
Alto Adige 1-5-12

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