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martedì 1 maggio 2012

Il Cai: non confondiamo rifugi e cartelli


rifugio Bolzano

Broggi all’assemblea: la trattativa sulla segnaletica non deve bloccare la società di gestione delle strutture 

di Francesca Gonzato wBOLZANO Tenere separata la questione dei cartelli di montagna dalla trattativa sulla società di gestione dei rifugi e anche dalla vendita o meno del rifugio Bolzano. E’ questa la linea del presidente provinciale del Cai Giuseppe Broggi. Si è riunita ieri l’assemblea provinciale dei delegati del Cai ed è toccato a Broggi provare a tirare le fila di un anno ricco di temi caldi. Temi che rappresentano una sfida per gli stessi soci del Cai, posizionati su fronti diversi sull’opportunità di vendere alla Provincia il rifugio Bolzano, di proprietà della sezione cittadina, e dietro quali garanzie da parte del presidente Luis Durnwalder. La bocciatura della vendita da parte dei soci del Cai Bolzano è stata letta , tra l’altro, come una dichiarazione di sfiducia verso la Provincia, che ancora non ha ripristinato la segnaletica bilingue. Broggi però chiarisce che intende tenere distinti i problemi: «Quello che ci dispiace è il fatto che l’eventuale costituzione di una società di gestione con l’Avs degli ex rifugi Mde sia subordinata alla cessione del rifugio Bolzano a una trattativa sulla toponomastica». Il riferimento va anche a Durnwalder, che condiziona la costituzione della società di gestione Provincia-Cai-Avs alla vendita del rifugio Bolzano. Del Bolzano continuerà ad occuparsi la sezione cittadina, mentre Broggi è stato delegato a proseguire i contatti sulla società e sulla segnaletica. Sui cartelli Broggi conta di avere a breve incontri sia con il commissariato del governo che con Durnwalder. «Della società discutiamo da anni, siamo d’accordo sia noi che l’Avs: la firma potrebbe avvenire a brevissimo», sottolinea Broggi. La segnaletica. Sui cartelli di montagna Broggi ribadisce: «Il Cai Alto Adige ha sempre sostenuto che tutte le indicazioni debbano essere bilingui, e trilingui nelle valli ladine. Questo non solo per una questione di rispetto delle popolazioni che vivono nella provincia di Bolzano, ma soprattutto per rispetto delle norme dello Statuto di autonomia, che regolano il problema toponomastica. La nostra posizione non è mai mutata nel corso degli anni e siamo sempre convinti che la politica debba al più presto trovare una soluzione condivisa a questo problema, che si trascina da troppi anni». Infine Broggi sottolinea: «Ricordo a tutti coloro che preferirebbero un Cai silenzioso su questi problemi, che l’articolo 2 del nostro statuto dispone che il Cai è una organizzazione sì apolitica e aconfessionale, ma non certo che non possa esprimere i propri convincimenti e le proprie idee. Ricordo sempre che l’Alto Adige/Südtirol è anche casa nostra». I rifugi. I 25 rifugi ex Mde sono diventati di proprietà provinciale. Broggi ricorda: «Alle sezioni del Cai che hanno mantenuto questi rifugi fino al 2010 non è stato riconosciuto nulla per il lavoro di manutenzione e conduzione svolto in oltre 80 anni di gestione. Anzi, in molti rifugi gli attuali gestori stanno ancora utilizzando beni e attrezzature di nostra proprietà»

L’allarme sui finanziamenti «Tagli sempre più pesanti»  

BOLZANO I finanziamenti provinciali al Cai sono stati drasticamente ridotti e il bilancio 2013 non porterà buone sorprese. La preoccupazione è tornata ieri durante l’assemblea annuale dei delegati del Cai provinciale, confermata dall’intervento dell’assessore provinciale alle finanze Roberto Bizzo. Ricorda il vicepresidente del Cai Vito Brigadoi: «In pochi anni il finanziamento provinciale complessivo a Cai e Avs è passato da 1,2 milioni a 350 mila euro del 2012». C’è anche questo dietro il pressing perché la sezione del Cai di Bolzano accetti di vendere alla Provincia il rifugio Bolzano, in cambio dei rifugi Milano e Firenze che garantirebbero 24 mila e 48 mila euro all’anno di canone dai gestori. In più, il presidente Luis Durnwalder sbloccherebbe il finanziamento di 1,100 milioni per i lavori di manutenzione effettuati dal Cai negli ex rifugi Mde . Bizzo non ha ricordato la posta in palio, ma ai delegati del Cai ha confermato che «nei prossimi anni la Provincia subirà una contrazione delle possibilità di spesa. È importante gestire con oculatezza le risorse patrimoniali del Cai, per garantirne l’uso anche alle future generazioni». Bizzo è tra i favorevoli alla vendita del rifugio Bolzano: «Entrerebbe nel pacchetto di rifugi gestiti dalla futura società Provincia-Cai-Avs. Se la proprietà passa all’ente pubblico c’è una garanzia sulla sua conservazione futura». Brigadoi, tra i contrari alla vendita, ribadisce: «Ci sono troppe incertezze nella trattativa svolta finora. Tra queste, la garanzia che i 25 riugi Mde e anche il Bolzano mantengano il nome bilingue». L’assemblea ha approvato ieri il bilancio consuntivo del 2011: 64.460 euro di entrate, 67.367 euro di uscite con un disavanzo di 2906 euro. Il Cai ha 6400 soci in 15 sezioni, più i componenti del soccorso alpino Cnsas (700 volontari in 22 stazioni). I rifugi di proprietà sono 13 e il Cai cura la manutenzione di 2500 chilometri di sentieri. All’assemblea è stata riassunta l’attività della commissione alpinismo giovanile, della commissione escursionismo, servizio glaciologico e commissione tutela ambiente montano: appena deciso il ricorso con Avs e associazioni protezionistiche contro il parco eolico Sattelberg.
Alto Adige 29-4-12

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