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giovedì 24 maggio 2012
Dal 2016 parità di stipendi tra gli uomini e le donne
Via libera al ddl sul lavoro in commissione al Senato, la riforma entro l’estate Arriva il salario base per i collaboratori a progetto, niente ticket per i disoccupati
di Annalisa D’Aprile
ROMA Parità di stipendi tra uomini e donne entro il 2016, esenzione del ticket sanitario per i disoccupati, salario base per i collaboratori a progetto, allentamento della stretta sulle partita Iva e norme per la partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa. Sono alcune delle novità introdotte nel disegno di legge sul lavoro che ieri ha ottenuto il primo via libera della Commissione Lavoro del Senato. Il testo è ora passato all'esame dell’Aula di Palazzo Madama che dovrebbe licenziarlo entro due settimane e trasmetterlo poi al vaglio di Montecitorio. Obiettivo del governo è approvare entro l’estate la riforma alla cui base ci sono le modifiche all’articolo 18 sui licenziamenti, la flessibilità in entrata e gli ammortizzatori sociali. Soddisfatta il ministro del Lavoro Elsa Forneno; la riforma non è «miracolistica, ma è un tassello per instradare l’Italia su sentieri di benessere e coesione sociale». Parità stipendi. Entro il 2016 uomini e donne dovranno ricevere, a parità di ruolo, lo stesso stipendio. Secondo gli ultimi dati invece, guadagnano il 16,4% in meno dei colleghi maschi. È l’impegno assunto dal governo che ha accolto un ordine del giorno dell’Italia dei Valori. «La parità salariale tra uomo e donna è già obbligatoria per legge. Le differenze che permangono sono prevalentemente legate al ricorso al part time, conseguenza della difficoltà a conciliare i tempi di vita e di lavoro. Per eliminare le differenze salariali, dunque, è necessario innanzitutto investire sui servizi per l’infanzia e le famiglie: in questo senso l’impegno preso dal governo col parere all’odg è certamente positivo» ha commentato l’ex ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Ticket, torna l’esenzione. Un emendamento al ddl ripristina l’esenzione dai ticket sanitari per i disoccupati a basso reddito e i loro familiari. La commissione Lavoro ha dunque corretto, come voleva il governo, quello che era stato definito un refuso, vale a dire la cancellazione dell’esenzione nel testo della riforma uscito da Palazzo Madama. Lavoratori e partecipazione agli utili. Un altro emendamento al ddl prevede che il Governo dovrà emanare, entro nove mesi dall’entrata in vigore, dei decreti per consentire la partecipazioni dei lavoratori agli utili dell’azienda. Voucher in agricoltura. La norma consente l’applicazione del sistema dei voucher in agricoltura ai lavoratori appartenenti alle categorie di studenti, pensionati e casalinghe per le imprese con un fatturato al di sotto dei 7 mila euro. L’apprendistato. Allentata la stretta sull’utilizzo dei contratti di apprendistato con la possibilità di assumere sempre un nuovo apprendista. Il limite del 50% di apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro varrà solo per chi ha meno di 10 impiegati. Nulla di fatto per gli apprendisti in staff leasing, cioè presi attraverso le agenzie interinali. Contratti. Per i Co.co.pro arriva il salario base. E per i contratti a termine raddoppia da sei mesi a un anno la possibile durata del primo contratto.
Alto Adige 24-5-12
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