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martedì 1 maggio 2012

Carne di manzo, c’è il marchio




 Iin Alto Adige giro d’affari di 11 milioni
di Angelo Carrillo

BOLZANO Made in Alto Adige è meglio. Anche quando si parla di bistecche. Il dato emerge da uno studio dell’Istituto di ricerca economica della Camera di Commercio di Bolzano presentato ieri nella scuola di cucina dello chef Luis Agostini. La ricerca ha evidenziato per la prima volta le opportunità di mercato della carne bovina altoatesina stimato attorno agli undici milioni di euro. Un dato importante considerato che le aziende attualmente impegnate nell’allevamento di bovini da carne sono appena 130, mentre la maggior parte degli allevatori altoatesini (8mila circa) è impegnato nella produzione lattiero-casearia. Così dei circa 140mila bovini locali appena 4.200 vengono destinati alla macellazione. Una cifra davvero bassa, ha ricordato l’assessore all’Agricoltura Hans Berger. Dati rimarcati anche da Michl Ebner «Purtroppo al momento questo potenziale non viene ancora del tutto sfruttato», ha spiegato il presidente della Camera di commercio. Le aziende altoatesine per l’allevamento di bestiame fanno parte di una realtà piccola e strutturata: con 130 ditte che producono carne di manzo con il marchio di qualità Alto Adige. «La sfida maggiore sta nell’accrescere l’offerta di carne di qualità locale attraverso un aumento delle strutture specializzate nell’allevamento» ha sottolineato l’assessore Hans Berger. «Oltre alla provenienza garantita è decisiva l’osservanza e il controllo di severi criteri di qualità». I programmi regionali di carne di marca esistenti sono per ora tre, Kovieh, Bio*Beef e LaugenRind ma andrebbero maggiormente incoraggiati. I migliori interpreti di questa realtà, ha evidenziato ancora lo studio, sono i macellai. Un bel dato che evidenzia il valore aggiunto del prodotto a chilometri zero. Il marchio di qualità garantisce che tutti i bovini commercializzati in regione sono nati, cresciuti e macellati in Alto Adige. Gli animali devono inoltre avere la possibilità di muoversi liberamenteper almeno 60 giorni e nutrirsi principalmente di mangimi naturali. Sono vietati mangimi geneticamente modificati, ormoni e antibiotici.
Alto Adige 28-4-12

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