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sabato 11 febbraio 2012

A scuola irrompono i libri digitali


Il ministero: da settembre ogni testo dovrà essere in doppia versione 

ANNALISA D’APRILE
ROMA. Dal prossimo anno sui banchi di scuola saranno banditi i libri esclusivamente cartacei. Il futuro è il digitale e anche i testi di studio devono adeguarsi. Con una circolare inviata ai dirigenti scolastici regionali e pubblicata giovedì 9 febbraio sul sito del Miur, il ministero dell’Istruzione ricorda l’imminente scadenza: «Per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei». È già dal 2008-2009 (anno dell’applicazione della legge n. 169, voluta dall’ex ministro Mariastella Gelmini) che «i libri di testo in adozione devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet». Ma ora, come ribadisce la circolare 18, tutti i libri (vecchi e nuovi) non potranno essere solo cartacei. È chiaro, precisa ancora il testo del ministero, che «i libri di testo in forma mista (o interamente scaricabili da internet), in adozione nel corrente anno 2011-2012, devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni sei anni per la scuola secondaria di I e II grado, ndr.).
 In teoria, le case editrici avrebbero avuto già più di tre anni di tempo per adeguarsi alle pubblicazioni in formato digitale. Ma il problema maggiore potrebbe essere quello delle famiglie che non hanno ancora un collegamento internet e, quindi, delle scuole che dovrebbero farsi carico di procurare agli studenti i libri digitali.
 «Le case editrici specializzate hanno avuto tre anni di tempo per adeguarsi - spiega Antonino Petrolino, dell’Associazione nazionale presidi - qualche difficoltà forse ci sarà per le case editrici di nicchia. I problemi invece potrebbero riguardare quel 40 per cento di famiglie che non hanno pc e internet a casa (ancora meno quelli che hanno i-Pad o lettori e-book). In quei casi la scuola dovrebbe occuparsi di stampare i libri, ma non ci sono risorse sufficienti». Una parziale soluzione, secondo il dirigente scolastico, potrebbe essere quella di selezionare solo una parte dei testi. «Si può fare una stampa selettiva dei libri. Non è sempre necessario stampare tutte le pagine - dice Petrolino - può essere che di 500 pagine se ne usino, per esercizi, programmi o altro, solo 150». In realtà, dirigenti scolastici e insegnanti sanno già che a settembre non ci sarà uno “switch-off” del cartaceo. «Tutti i libri saranno anche in digitale - conclude il preside - ma le case editrici non smetteranno subito la distribuzione di quelli di carta, che potranno ancora essere acquistati». L’obiettivo della legge è la dematerializzazione dei libri di carta, ma gli insegnanti per ora intravedono già qualche deroga alla scadenza del 2012-2013.
 Intanto da Bruxelles arriva un altro allarme: molti paesi dell’Unione europea potrebbero soffrire in futuro di una «grave carenza» di insegnanti. Non solo, secondo un rapporto sull’istruzione diffuso ieri dalla Commissione europea, l’Italia sarebbe particolarmente esposta a questo rischio perchè è il Paese della Ue a 27 con la percentuale più alta di insegnanti ultracinquantenni nelle scuole superiori. In Italia, secondo i dati dello studio, il 57,8 per cento dei docenti ha più di 50 anni.
Alto Adige 11-2-12

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