Una Biancaneve poco nota, nuova, lontana dagli stereotipi. Una fiaba per bambina, adatta anche agli adulti.
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- domenica 12.02.2012, ore 17.00
da: "Biancaneve" dei fratelli Grimm
regia: Irina Favaro
musiche dal vivo: Luigina Ganau
sviluppo multimediale: Andrea Romano
luci e fonica: Enrico Rossi
con: Ombretta Zaglio
produzione: Teatro del Rimbalzo
regia: Irina Favaro
musiche dal vivo: Luigina Ganau
sviluppo multimediale: Andrea Romano
luci e fonica: Enrico Rossi
con: Ombretta Zaglio
produzione: Teatro del Rimbalzo
"Biancaneve" è la fiaba che tutti credono di conoscere perché è stata rappresentata, ripresa, citata, interpretata, messa in parodia in mille film, spettacoli, aneddoti, tanto da renderla una presenza rassicurante. Non sono molti invece coloro che conoscono e hanno letto il racconto originale dei fratelli Grimm, la storia da cui è nata una figura diventata quasi proverbiale e dalle infinite incarnazioni. Riprendere il testo originario, così complesso e denso di significati nascosti e simbolici, rappresenta una sfida: significa proporre una Biancaneve poco nota, nuova, lontana dagli stereotipi. Una fiaba per bambini, certo, ma adatta anche agli adulti, con diversi livelli di lettura possibili, tutti da esplorare e con sorprendenti richiami all’attualità.
Da questa riproposizione analitica del testo originale è nato lo spettacolo della compagnia del “Teatro del Rimbalzo”, che pone interrogativi, a volte non risolti. Perché Bianca corre? Perché dice sempre di sì? Perché la sua innocenza suscita tanto l’amore come l’odio? Perché continua ad aprire la porta? La bellezza è
davvero una benedizione? Domande che stimolano gli spettatori ad approfondire il tema e le sue interpretazioni, e che scavano allo stesso tempo nel nucleo del racconto, giocando teatralmente con gli inquietanti simboli femminili presenti nella fiaba.
Dal punto di vista dell’allestimento, Bianca corre mescola lo stile tradizionale della narrazione e la musica dal vivo con le immagini rielaborate al computer e l’uso dei video e degli effetti sonori, in una scenografia che gioca sui colori base della fiaba – rosso, bianco, nero – e sulla suggestione di uno schermo – specchio.
Il profumo delle mele offerte amabilmente da una vecchina che si aggira lentamente tra il pubblico, mentre il suono di un temporale induce a chiedersi cosa stia accadendo, gli effetti sonori e il suono di un pianoforte che parte da melodie tratte dal repertorio classico per evolvere in trasfigurazioni tematiche inedite, accompagnano lo spettatore attraverso un viaggio introspettivo tra il bene e il male, un’interpretazione lasciata comunque aperta a diverse chiavi di lettura.
Divertente, commovente, sottilmente inquietante, l’eterna storia dell’innocenza tradita e dell’invidia che finisce per distruggere se stessa continua a rivivere.
Da questa riproposizione analitica del testo originale è nato lo spettacolo della compagnia del “Teatro del Rimbalzo”, che pone interrogativi, a volte non risolti. Perché Bianca corre? Perché dice sempre di sì? Perché la sua innocenza suscita tanto l’amore come l’odio? Perché continua ad aprire la porta? La bellezza è
davvero una benedizione? Domande che stimolano gli spettatori ad approfondire il tema e le sue interpretazioni, e che scavano allo stesso tempo nel nucleo del racconto, giocando teatralmente con gli inquietanti simboli femminili presenti nella fiaba.
Dal punto di vista dell’allestimento, Bianca corre mescola lo stile tradizionale della narrazione e la musica dal vivo con le immagini rielaborate al computer e l’uso dei video e degli effetti sonori, in una scenografia che gioca sui colori base della fiaba – rosso, bianco, nero – e sulla suggestione di uno schermo – specchio.
Il profumo delle mele offerte amabilmente da una vecchina che si aggira lentamente tra il pubblico, mentre il suono di un temporale induce a chiedersi cosa stia accadendo, gli effetti sonori e il suono di un pianoforte che parte da melodie tratte dal repertorio classico per evolvere in trasfigurazioni tematiche inedite, accompagnano lo spettatore attraverso un viaggio introspettivo tra il bene e il male, un’interpretazione lasciata comunque aperta a diverse chiavi di lettura.
Divertente, commovente, sottilmente inquietante, l’eterna storia dell’innocenza tradita e dell’invidia che finisce per distruggere se stessa continua a rivivere.
da Newsletter Cultura in Alto Adige

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