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domenica 12 febbraio 2012
Così i campi da tennis e la pista da pattinaggio di Laives restano inaccessibili per il rischio di caduta massi
Passare l’area al Comune è l’unica ipotesi per sbloccare la situazione
BRUNO CANALI
LAIVES. La situazione di stallo nella quale si trova da mesi la zona sportiva e ricreativa Vallarsa è “toccata” dalla crisi politica in atto. Si teme che, per la crisi, la soluzione per la Vallarsa possa allontanarsi.
Lo ha detto, fra l’altro, il consigliere Christof Inama (Svp) quando ha annunciato di essersi “autosospeso” dal partito per contrasti interni e lo ha ribadito qualche giorno fa l’Obmann Svp Hans Joachim Dalsass davanti alla possibilità che l’amministrazione comunale cada prematuramente. «Non possiamo permettercelo - avevano affermato Inama e Dalsass - sia perchè rischieremmo di non vedere più i 4 milioni promessi a Laives da Durnwalder dopo che avevamo rinunciato alla cittadella sportiva e sia perché si fermerebbe l’iter per trovare la soluzione alla chiusura della zona Vallarsa».
Ma quale potrebbe essere l’ipotesi di soluzione per l’area chiusa a causa del rischio di caduta massi? Fondamentale tener presente che l’area Vallarsa, dove ci sono campi da tennis e per il pattinaggio, è proprietà privata, di una cooperativa. Ciò di fatto impedisce a Provincia e Comune di erogare contributi sia per il progetto della sicurezza e sia per le opere, che si calcola costeranno non meno di un milione e mezzo di euro. La Provincia infatti ha approvato una legge in ci si dice chiaramente che, per zone private di questo genere, progettazioni e interventi toccano al proprietario privato. Ma una coop non ha i soldi per farlo, quindi come “aggirare l’ostacolo” delle norme provinciali? Basterebbe che il Comune di Laives entrasse in possesso dell’area e la strada verso i contributi pubblici sarebbe spianata.
Ma in quale maniera potrebbe, il Comune di Laives, diventare proprietario della zona Vallarsa? Le strade sono due: acquistandola dalla coop oppure ricevendola, dalla stessa cooperativa, come una specie di “donazione”.
Ma se si dovesse imboccare la strada dell’acquisto le resistenze a livello politico sarebbero notevoli: si dovrebbero spendere soldi per prendere in carico una situazione critica, sistemarla e poi verosimilmente rimettere in gara la gestione, ipotesi che non garantirebbe alla coop in questione di tornare in Vallarsa. Anche per questo da tempo si valuta la possibilità di trasferire tennis e hockey.
Alto Adige 12-2-12
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