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mercoledì 11 gennaio 2012
«Smog dall’A22, ministero fermo»
I dati dell’inquinamento in città: in calo le polveri sottili ma sfora ancora il biossido di azoto
BOLZANO. L’obiettivo della lotta all’inquinamento nelle città altoatesine non sono più le famigerate Pm10, le polveri sottili, ma il biossido di azoto (No2). La fonte principale resta l’autostrada: «Assurdo che il bando di gara per il rinnovo della concessione non preveda misure per l’ambiente», dice il direttore dell’Appa Luigi Minach presentando i dati dell’inquinamento in città.
Il direttore dell’Appa, Luigi Minach, ha esaminato la situazione della qualità dell’aria in Alto Adige concludendo che è «soddisfacente in riferimento alle polveri sottili, da affrontare per quanto attiene gli ossidi di azoto, dove le medie annuali non sono rispettate a Bolzano, Bressanone e lungo l’autostrada del Brennero».
Dunque le restrizioni al traffico in atto a Bolzano e a Bressanone per tutto l’anno, sono dovute al NO2. «Certo. Le PM10 hanno fatto registrare un trend al ribasso: per il quinto anno consecutivo si sono contati un numero inferiore ai 35 superamenti della media giornaliera all’anno consentiti dalle normative europee. E dunque il nuovo Piano di azione per la qualità dell’aria approvato dalla Giunta provinciale (in vigore dal 28 dicembre 2011) non viene pertanto attivato, anche se in presenza di un peggioramento della situazione può essere applicato e restare in vigore fino al 31 marzo o più a lungo».
Le zone più a rischio? «Le concentrazioni di NO2 sono rimaste pressoché invariate nelle aree urbane di Bolzano e Bressanone mentre nelle aree attigue all’autostrada del Brennero il valore limite di 40 microgrammi al metro cubo per la media annuale è stato superato anche nel corso del 2011. Nelle città, Comuni e Provincia possono attivare le restrizioni al traffico, mentre sull’A22 l’iniziativa spetta al Ministero dei Trasporti. Agli inizi del 2011 la Provincia ha inviato a Roma un sollecito. Anche perché sembra irrealistico giungere al rispetto dei limiti entro il 2015 fissato dall’Europa. L’Italia rischia una procedura d’infrazione da parte della UE. Ma la cosa assolutamente incomprensibile - conclude Minach - è come in occasione del nuovo appalto della concessione autostradale non sia stato preso in condiserazione l’aspetto della tutela ambientale. L’A22 è il nostro grande problema». (f.za.)
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