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martedì 10 gennaio 2012

Isole ecologiche, vera emergenza a Laives


LAIVES. Un lunedì da dimenticare, quello di ieri, per quanto riguarda il settore rifiuti nel “triangolo” oramai tristemente noto, rappresentato dalle tre isole in zona 46. Oltre ai sacchetti abbandonati, c’erano rifiuti ingombranti che invece dovrebbero andare al riciclaggio.
 «Spesso al lunedì è così - commenta, quasi sconsolato, l’ingegner Andrea Girinelli di Seab - probabilmente perché nel fine settimana c’è gente che fa lavori in casa o pulisce soffitte e cantine. Per quanto riguarda invece i sacchetti dei rifiuti, constatiamo purtroppo una cattiva abitudine: si buttano nei primi cassonetti davanti e così troviamo quelli dietro quasi vuoti. Quando poi qualcuno inizia a buttarli a terra, chi arriva fa altrettanto e il risultato è uno spettacolo desolante».
 L’ingegner Girinelli spiega che, ad esempio, il 25 dicembre scorso, anche se non era previsto, sono stati potenziati i cassonetti viste le festività. «L’augurio è che la gente dimostri più senso civile - conclude il responsabile Seab - e in programma c’è la sostituzione di alcune isole interrate, proprio in zona 46, con altrettanti “Multipress” che hanno dimostrato di dare meno problemi tecnici di funzionamento. Come ha preannunciato l’assessore Dino Gagliardini, questo dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane».
 Due sono comunque i problemi che si manifestano continuamente, presso le tre isole interrate della zona 46: l’abbandono “esterno” dei sacchetti con i rifiuti e la presenza di rifiuti ingombranti. Per quanto riguarda i sacchetti, anche se il sistema è bloccato bisognerebbe metterli nei cassonetti posti appositamente in sostituzione del sistema interrato e non abbandonarli; quanto ai rifiuti ingombranti, come parti di mobilio, elettrodomestici, materassi, inerti da demolizione e quant’altro, si tratta di categorie di rifiuti non debbono assolutamente prendere la strada delle isole ecologiche o dei cassonetti tradizionali da strada ma vanno portati al centro di riciclaggio, che è gratuito, in zona Galizia. Se non si è in grado di farlo autonomamente, si può chiamare il numero verde 800847428.
 Del resto se spesso le isole interrate si bloccano è proprio perché ci si ostina a introdurvi rifiuti che non dovrebbero andarci: cassette di legno, pezzi di ferro e addirittura televisori...
 C’è poi il tasto dolente dei controlli, dove il Comune di Laives è abbastanza carente. Attualmente c’è un solo addetto per tutto il territorio comunale, addetto che tra l’altro tra poco finirà il suo incarico essendo a tempo determinato. Non ci sono più nemmeno i volontari che a suo tempo stazionavano presso le isole ecologiche per spiegare alla gente come comportarsi con il conferimento dei rifiuti e per controllare e segnalare eventuali abusi. A loro volta i vigili urbani tentano di identificare coloro che abbandonano rifiuti, ma non è facile. Chi abita attorno alle isole ecologiche sostiene che spesso chi scarica ingombranti lo fa di notte, protetto dal buio. L’assessore Gagliardini ha continuato a raccomandare il rispetto delle regole ma, evidentemente, la maleducazione è dura a morire.
 A questo punto non rimane che valutare metodi più incisivi di dissuasione, magari accompagnati da un severo incremento delle sanzioni per chi viene individuato ad abbandonare rifiuti o a bloccare i sistemi interrati cercando di introdurvi materiali non ammessi. Si pensa anche ad installare telecamere per la videosorveglianza.
 Certo, basterebbe solo che ognuno rispettasse le regole per il corretto vivere e tutto funzionerebbe, con un risparmio di soldi pubblici...
BRUNO CANALI
Alto Adige 10-1-12

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