I farmaci più cari in vendita in ospedale
VALERIA FRANGIPANE
BOLZANO. Farmaci, si cambia. Da gennaio i cittadini potranno comperare i medicinali più costosi direttamente nelle farmacie dei quattro ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico. Ieri è stato infatti siglato un accordo tra Asl, Associazione titolari di farmacia, farmacie comunali ed Unifarm che farà risparmiare alle casse esangui della sanità nostrana 400 mila euro. Nel concreto succederà che l’Asl acquisterà in blocco i farmaci con gara d’appalto per spuntare un prezzo migliore e li distribuirà sia agli ospedali che a tutte le 119 farmacie dell’Alto Adige. Il paziente potrà scegliere dove comperarle. Luca Collareta - presidente di Federfarma Bolzano - spiega che il nuovo accordo che va ad ampliare e sostituire uno simile del 2006, interesserà 100 mila confezioni.
Quali medicinali sono interessati dalla novità? «Quelli di classe A che costano in media più di 30 euro a scatola. In linea di massima direi farmaci per curare il diabete, per la stimolazione dell’ovulazione, per il controllo della coagulazione del sangue e per il trattamento di patologie psichiatriche».
Dove sarà possibile comperarli? «Sia nelle farmacie dei quattro ospedali maggiori che però non saranno aperte 24 ore su 24 che nelle normali farmacie dove però il cittadino dovrà passare due volte. La mattina con la ricetta per ordinare la medicina ed il pomeriggio per portarsela a casa visto che noi la dobbiamo ordinarla». Ci sarà differenza di prezzo? «Mi auguro proprio di no». Da quando scatta il piano? «Da gennaio». Una bella soluzione? «Non direi. Costringerà i farmacisti a sacrifici importanti e creerà disagi ai cittadini che non capiranno più a chi rivolgersi». Come è stata la trattativa? «Tesissima ed è andata avanti per settimane. Alla fine ci siamo visti costretti a firmare per evitare guai peggiori. Mi chiedo solo che senso abbiano interventi del genere che raccolgono una goccia nel mare (400 mila euro) quando poi la Provincia continua a mantenere sette ospedali (1 miliardo e 200 milioni di euro)». L’accordo era necessario? «No considerato che l’unico capitolo della spesa sanitaria provinciale in costante diminuzione è proprio quello della spesa farmaceutica sul territorio al contrario di quanto avviene negli ospedali». Collareta boccia anche la manovra Monti che punta a consentire anche ai supermercati ed alle parafarmacie di vendere i medicinali di fascia C (quelli che richiedono una ricetta medica ma che non sono mutuabili). «Non ci saranno benefici per i consumatori perché i prezzi sono fissati dalle case farmaceutiche. E il cittadino non saprà più dove comperare cosa!».
Alto Adige 10-12-11
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