di Massimiliano Bona
BOLZANO Alle 11.30 di ieri mattina il «Dornier» di Air Alps si è levato in volo dall'aeroporto Baracca di San Giacomo per tornare ad Innsbruck. A bordo c'erano solamente due piloti. Di passeggeri nemmeno l'ombra. L'amministratore delegato di Air Alps Oliver Ladurner, a differenza di quanto accaduto lo scorso gennaio, ha evitato ogni forma di protesta a terra e sembra, almeno per ora, aver incassato la sconfitta dopo il rifiuto dell'Enac (l’ente nazionale per l’aviazione civile) di rilasciare un'autorizzazione ridotta «ad hoc», per due soli voli durante la settimana e uno nel weekend. È difficile dire se la compagnia austriaca deciderà di presentare ricorso non appena l'Abd assegnerà la proroga di sei mesi a Darwin Airline (tuttora in pole position), vettore svizzero con sede a Lugano che avrebbe già dato una disponibilità di massima a firmare il contratto e a mettere in pista nel giro di un paio di settimane i suoi Saab 2000 da cinquanta posti che agli utenti abituali dello scalo bolzanino potrebbero sembrare persino un lusso. In realtà, proprio per evitare il rischio di un contenzioso, l'Abd e la Provincia stanno già sondando l'interesse di altre quattro compagnie che difficilmente riusciranno a proporre tariffe più vantaggiose dell'azienda elvetica. L'unico vero vincitore di questo estenuante braccio di ferro, almeno per ora, è il vicepresidente dell'Abd Gianfranco Jellici che per una settimana si è battuto strenuamente, mobilitando anche i vertici Enac, per far rispettare le condizioni previste dalla proroga e sottoscritte inizialmente da Air Alps, che poi si è rimangiata la parola e ha cercato di dettare le sue condizioni ex novo. Uscendo però sconfitta. Il sorriso disteso dello stesso Jellici, ieri mattina, sembra confermare che la linea dura, alla fine, paga. «Il fatto che Air Alps - commenta Jellici - abbia deciso ieri mattina di rientrare ad Innsbruck significa che per alcuni giorni, almeno, i voli saranno sospesi. Ma lo scalo bolzanino non sarà chiuso, almeno per il traffico privato. Il prossimo fine settimana arriveranno, tra l’altro, i primi charter legati soprattutto al turismo invernale e ai mercatini. Come Abd, da oggi, ci siamo attivati per cercare di ingaggiare un altro vettore in grado di ripristinare il primo possibile la rotta Bolzano - Roma e ritorno alle stesse condizioni garantite ad Air Alps. Resterà un collegamento onerato con un contributo da parte della Provincia. Il nostro interesse non è rivolto ad una sola compagnia ma a più operatori. Lo scalo bolzanino, in ogni caso, non dovrebbe restare sguarnito a lungo. Su questo penso di potermi impegnare, in modo tale da ridurre al minimo i danni di immagine che abbiamo avuto nell’ultima settimana». Nemmeno ieri i vertici di Abd e Air Alps si sono sentiti. Segno che i rapporti sono ormai freddissimi. Anche se c’è un passaggio, nell’ultimo comunicato stampa della compagnia austriaca, che fa presupporre un nuovo aspro confronto. Forse anche in sede legale. «Una semplice riassegnazione dei collegamenti aerei in regime di Public Service Obligation a qualsiasi altra compagnia aerea - sottolinea l’amministratore delegato Oliver Ladurner - non è possibile». Come dire, qualora Abd, Provincia ed Enac dovessero decidere (come pare) di assegnare la rotta onerata (con un contributo pubblico nell’ordine di circa 600 mila euro) per sei mesi a Darwin Airline è prevedibile (se non addirittura scontato) che Air Alps si metterà di traverso. Probabilmente presentando un articolato ricorso sulla presunta violazione «delle regole della libera economia di mercato dell’Unione europea». Nel migliore dei casi la compagnia austriaca, che nei prossimi giorni dovrà anche prendere una decisione sulla sorte dei suoi dipendenti (ne ha anche di altoatesini), si limiterà a presentare un’offerta competitiva per il nuovo bando. Tra sei mesi.
Arrabbiati e delusi i passeggeri: 200 telefonate al giorno
Ieri mattina, all'aeroporto, il personale - dalle tre addette alla biglietteria agli operatori che si occupano del controllo bagagli - girava (quasi) a vuoto. Quasi tutti sbrigavano l’ordinaria amministrazione. O poco più. Molte le richieste di informazioni. Soprattutto al telefono ma anche al bancone d’ingresso. «Siamo letteralmente tempestate di telefonate - sottolinea una delle dipendenti di Abd - Da quando sono state bloccate le prenotazioni per dicembre arriviamo a picchi di circa 200 chiamate al giorno». Il vicepresidente Jellici non ha escluso che almeno una parte del personale, per i prossimi dieci giorni, sarà messo in ferie.
Alto Adige 2-12-12
Nessun commento:
Posta un commento