BOLZANO Da ormai 10 anni la Croce Bianca ha avviato l’uso del defibrillatore precoce semiautomatico nel servizio d’emergenza che ha permesso ai soccorritori di salvare il 100esimo paziente senza danni conseguenti. «Ciò che ormai dieci anni fa è iniziato come progetto pilota in poche sezioni della Croce Bianca - recita un comunicato - ora è parte integrante del sistema di soccorso altoatesino. Si tratta dell’impiego del defibrillatore precoce semiautomatico, del quale oggi sono provviste tutte le ambulanze di soccorso e di trasporto infermi. I soccorritori, appositamente istruiti, ne fanno uso in caso di arresto circolatorio. In questo caso il fattore tempo è determinante. Prima si fa uso di questo apparecchio, maggiore è la possibilità di ovviare alla complicazione più temuta in caso di arresto circolatorio, e cioè la fibrillazione arteriale. Il cuore ritrova il suo ritmo normale». L’obiettivo della Croce Bianca è anche di insegnare nozioni di primo soccorso alla popolazione. In luoghi frequentati da molte persone, come per esempio strutture sportive o del tempo libero, in futuro saranno a disposizione apparecchia Dae, che possano venire usati da chiunque. «Senza l’aiuto di terzi - spiegano alla Croce Bianca - la realizzazione di questo progetto non sarebbe stato possibile. Dieci anni fa il progetto ha avuto inizio grazie ad una perizia dell’allora presidente di Tribunale Carlo Bruccoleri». Il presidente della Croce Bianca, Georg Rammlmair spiega che il progeto è stato sostenuto in maniera molto generosa dalla popolazione altoatesina e dalla Fondazione Cassa di Risparmio. «Un particolare ringraziamento va alla Centrale operativa provinciale 118, con al vertice il primario dott. Manfred Brandstätter che ha sostenuto sin dall’inizio l’applicazione degli apparecchi.
Alto Adige 3-12-12
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