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lunedì 12 novembre 2012
Treni e bus, tagli per 10 milioni di euro
La scure della Provincia. Sasa: 450.000 km in meno, corse ridotte, stop alle assunzioni e part-time per gli autisti
di Davide Pasquali
BOLZANO La Provincia taglierà 5 milioni di euro al trasporto pubblico su gomma. La conferma è arrivata nel corso di un tavolo tecnico fra amministrazione provinciale, Sasa, Sad e Libuss, il consorzio dei concessionari di linea altoatesini. Pesantemente penalizzati gli autobus cittadini di Bolzano e Bassa Atesina: la Provincia taglia a Sasa 1,2 milioni di euro, e impone 450 mila chilometri in meno. Sasa dovrà ridurre la frequenza delle corse su tutte le linee, non assumerà nuovi autisti come invece aveva preventivato e, con tutta probabilità, per non ridurre numericamente il personale sarà costretta a introdurre il part time. Ma non è finita qui: nel corso della riunione si è chiarito che pure il trasporto su rotaia subirà un taglio di ulteriori 5 milioni. Tradotto, nel 2013 il trasporto pubblico provinciale perderà 10 milioni di euro. In fretta e sottovoce. Mentre a Trento città si taglieranno 250 mila chilometri, ma Trentino Trasporti era stata avvertita dalla giunta provinciale tridentina già nel novembre del 2011, Sasa Sad e Libuss sono stati preavvertiti solo lo scorso 16 ottobre e sono stati costretti a elaborare il loro piano di adeguamento ai tagli per l’inizio di novembre. E solo nei giorni scorsi c’è stata la conferma definitiva dei tagli, senza se e senza ma (e pure senza pubblicizzarli): 5 milioni per la gomma, ossia 2,2 milioni in meno per Sad, 1,6 milioni in meno per Libuss e 1,2 milioni in meno per Sasa. Ovvero: Sad potrà percorrere 950 mila chilometri in meno, Libuss 650 mila in meno, Sasa 450 mila in meno. Alla riunione tecnica l’invito dell’assessorato provinciale alla Mobilità è stato di tagliare i cosiddetti trasporti a vuoto (viaggi deposito-capolinea e viceversa) e le corse meno gettonate dai viaggiatori. Le conseguenze. Su Bolzano saranno pesanti: su un totale di 7,5 milioni di chilometri annuali, se ne potranno percorrere 450 mila in meno. Come precisano i vertici tecnici dell’azienda, il piano predisposto prevede meno corse, in pratica su tutte le linee. Su Bolzano, Laives e Bronzolo si tratta di una decurtazione di circa 300 mila chilometri. Si tenterà di lasciare inalterate le frequenze negli orari di punta: 7-9, 12-15, 17-19. Ma durante i cosiddetti orari di morbida - mezza mattina, pomeriggio, tarda serata - ossia quando le corse sono meno frequentate, i passaggi saranno ridotti, pure nei festivi. Meno passeggeri raccolgono una certa linea o una certa corsa, più queste rischieranno di essere ridimensionate. Lavoro. Sasa di recente aveva lanciato una campagna pubblicitaria per assumere nuovi autisti; ora si è dovuto stoppare tutto. Per percorrere 450 mila chilometri in meno servono 18 autisti in meno. I 15 che si dovevano assumere non verranno più assunti. Si tenterà, questo l’impegno del cda di Sasa, di non ridimensionare numericamente il personale - attualmente costituito da 260 autisti - ma per farlo sarà necessario ricorrere al part time. Insensibilità. L’ennesima dimostrazione del modus operandi provinciale nei confronti del capoluogo: un solo criterio, in questo caso di tagli, deve andare bene per tutta la provincia. Ma, come spiega il direttore di Sasa, Felix Rampelotto, «questo approccio meramente lineare del taglio dei chilometri, dal punto di vista teorico magari equo, è in realtà sommamente iniquo. Sasa, pur percorrendo solo 7,5 milioni di chilometri l’anno, trasporta 25 milioni di persone. In termini relativi, trasportiamo il 57% dell’utenza su gomma a livello provinciale. Gli altri due concessionari, percorrendo 23 milioni di chilometri, ossia il triplo, trasportano solamente il 42% degli utenti». Traducendo, tagliare un chilometro di una corsa urbana non è affatto lo stesso che tagliare un chilometro di una corsa in periferia. Perché nell’extraurbano si vanno a colpire molte meno persone. Un discorso simile riguarda anche le corse a vuoto. «Noi le abbiamo ridotte al lumicino, siamo al 6%», ricorda il presidente di Sasa Stefano Pagani. «La Sad è al 12%. Loro hanno più margine di manovra, noi, che siamo più virtuosi, dovremo andare a ridimensionare i viaggi non a vuoto». Ossia, quelli con a bordo i bolzanini.
Alto Adige 11-11-12
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