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sabato 3 novembre 2012

Stabilità, borse di studio meno attraenti «Così si penalizzano i più deboli»


Il Consiglio Nazionale degli Studenti: «Poco valorizzati i più meritevoli, così sempre meno borse di studio»

 E' forse il tema più scivoloso. Soprattutto perché il merito è parola evocata, rilanciata, sbandierata ai quattro venti. Chi non vorrebbe premiare i più meritevoli? Più volte il governo ha annunciato persino un «pacchetto merito». Ora tra le misure contenute all'interno della legge Stabilità, oggetto di continua trattativa tra le forze politiche (e le commissioni Bilancio interessate) e il governo (il ministro del Tesoro, Vittorio Grilli, in primis) preoccupa l'introduzione della franchigia per le donazioni ad enti di ricerca e università.

LA FRANCHIGIA - Saranno deducibili (dalle dichiarazioni dei redditi dell'anno prossimo, non quindi in maniera retroattiva come la prima bozza della legge Stabilità prevedeva) solo le erogazioni superiori ai 250 euro. Quindi piccoli contributi per finanziare progetti di ricerca o borse di studio per i meno abbienti non godranno delle correnti agevolazioni fiscali. Provocando un'ulteriore stretta ai contributi monetari per gli studenti meritevoli, già penalizzati dalla diminuzione del montante complessivo delle borse di studio statali, scese quest'anno da 170 a 102 milioni di euro.
LA DENUNCIA - Dice Marco Lezzi a Corriere.it, membro del Consiglio nazionale degli studenti universitari, che «la misura avrebbe persino una valenza di anti-costituzionalità», perché di fatto svuoterebbe nella sostanza l'articolo 34 della Carta, che definisce il diritto allo studio come un sistema che dovrebbe garantire «ai capaci e meritevoli» di scegliere liberamente dove e cosa studiare. Questa battaglia non poteva che essere condivisa anche dalla Crui, la conferenza dei rettori universitari. In una recente intervista il presidente Marco Mancini ha stigmatizzato questa decisione prendendo ad esempio il particolare caso dell'Università Tuscia di Viterbo, dove due genitori hanno donato una borsa di studio per onorare il nome del loro figlio scomparso. Ecco queste piccole donazioni sarebbero quelle a non godere delle deduzioni, disciplinate finora dalla lettera I quater dell'articolo 10 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Senza contare almeno altri due paradossi. Quello che assoggetta all'Irpef i redditi derivanti da borse di studio oltre una certa soglia. E quello che impone alle università di versare l'Irap sulle borse erogate. Il merito (insolito) ai tempi del fisco.


 

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