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lunedì 5 novembre 2012
Per il Monti Pallidi una festa corale
I 45 anni celebrati sabato a Laives con un omaggio al fondatore Maccagnan
di Bruno Canali
LAIVES Mattia frequenta la terza media ed è il più giovane cantore del Coro Monti Pallidi di Laives. I conti, volendo, son presto fatti, siamo fra i 13 e i 14 anni di età. E allora è stato proprio a lui, al giovane Marria, in un simbolico incontro tra generazioni, che è stato affidato il bel gesto di consegnare un omaggio floreale al maestro Sergio Maccagnan, il fondatore del coro, presente sabato sera al Teatro Gino Coseri, per la 33esima edizione della rassegna corale “Città di Laives”. Un appuntamento che quest’anno è stato ancora più importante e sentito del solito, perchè ha rappresentato anche l’occasione per i festeggiamenti ufficiali dei 45 anni di vita del Coro Monti Pallidi. Coro fondato, appunto, e per lunghi anni diretto, dal maestro Sergio Maccagnan. Così l’altroieri sera nel teatro laivesotto si sono incontrati 45 lunghi anni di storia canora all'insegna della musica popolare, con un simbolico passaggio di testimone dai primi fondatori del coro alle giovanissime leve, che avranno il compito di continuarne la storia nel solco della prestigiosa tradizione. Alla rassegna, per quanto riguarda il discorso delle esibizioni, mettendo per un attimo da parte i festeggiamenti per i “padroni di casa” del Monti Pallidi, hanno preso parte come ospiti il Coro Coronelle di Cavalese, ovvero della vicina Val di Fiemme, in Trentino, e il Coro Gerberto di Bobbio, in provincia di Piacenza, insieme all'alpinista Ermanno Salvaterra. Bella anche la rassegna fotografica allestita nel foyer del Teatro Gino Coseri, con le prime, storiche foto del Monti Pallidi agli esordi, quando le prove avvenivano in salette o scantinati di qualche ristorante della zona, fino alle tournee internazionali e alle incisioni discografiche. Accanto ai ricordi, pure una serie di belle istantanee realizzate dal fotografo Albert Ceolan che hanno per tema la montagna e gli ambienti che appartengno alla tradizione popolare e si rintracciano spesso nelle “cante” che il Monti Pallidi ha contribuito a recuperare e rendere patrimonio di tutti. E' stata nsomma una bella serata dove si è guardato indietro per andare avanti meglio.
Alto Adige 5-11-12
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