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domenica 25 novembre 2012
Oltrisarco, appendice fastidiosa
Troppi italiani: c’era il pericolo di una “Verwälschung”, un’italianizzazione
Il quartiere di Oltrisarco fu sempre considerato, dai bolzanini doc che abitavano nel centro e nei quartieri “eleganti”, una specie di appendice fastidiosa, da tollerare per necessità. Oltrisarco era infatti abitata prevalentemente da “italiani”, ossia da Südtiroler, in altre parole da trentini immigrati. Scendevano dalle loro valli per necessità, perché a Bolzano trovavano lavoro. S’impiegavano soprattutto nell’edilizia. Tornavano utili perché s’adattavano a lavori faticosi, malretribuiti ed ingrati, lavorando anche dieci ore al giorno. Citiamo a questo proposito il “Tiroler Volksblatt” il quale il 4 agosto del 1900 riferì che gli operai “italiani” a Bolzano e Gries erano in sciopero da tre giorni perché chiedevano condizioni di lavoro più umane. Otterranno che l’orario quotidiano di lavoro non superi l’arco massimo di nove ore e mezza, saranno pagati ogni due settimane alle 17, ma nell’arco lavorativo non si calcolerà il tempo impiegato a far la coda per riscuotere il salario (v. “Bolzano Scomparsa 2”). Gli “italiani” di allora, insomma, come gli extracomunitari oggi: necessari ma malvisti. Si parlò di Oltrisarco in consiglio comunale a Bolzano nel febbraio del 1911, e ne riferì il “Tiroler” il giorno 21. Bolzano si era allargata poco prima avendo assorbito entro i suoi confini l’attiguo comune di Dodiciville, ma l’operazione apriva problemi che andavano risolti e così si parlò di Dodiciville ma anche di Oltrisarco, che andava collegata con una linea tramviaria che raggiungesse Laives, come già era avvenuto per Gries. Solo che c’erano problemi con la ferrovia, che si opponeva all’incrociarsi dei propri binari con quelli del tram: si sarebbe dovuto realizzare un sottopassaggio. Oltrisarco era un quartiere che creava problemi anche di carattere nazionale, dato che vi giungevano molti italiani e sorgeva così il pericolo di una “Verwälschung”, di un’italianizzazione. I concetti furono esposti dal sindaco Perathoner, liberal-conservatore d’ispirazione pangermanista ed esponente del “Deutscher Verband”. Disse tra l’altro che in questo quartiere a rapida espansione, che non disponeva di scuola, se ne sarebbe dovuta costruire una, ed anche un asilo, ma con insegnamento, beninteso, in lingua tedesca. Dopo la lunga esposizione del sindaco Perathoner, prese la parola anche l’esponente socialdemocratico Bernhard. Essere definito socialdemocratico allora era un po’ come passare oggi per uno stalinista. “Il Comune – disse tra l’altro Bernhard secondo il ‘Tiroler’ - deve intervenire contro gli speculatori dei terreni e delle aree fabbricabili, acquistando appezzamenti da destinare all’edilizia popolare. A proposito del problema nazionale, egli non capisce il timore dei signori pangermanisti (“Herren Deutschfortschrittlichen”) nei confronti di Oltrisarco dal momento che sono quegli stessi signori che fanno affluire gli italiani (interruzioni vivaci). Proprio quelli, che ora interrompono, disse il signor Bernhard, assumono numerosi italiani, perché costano meno. Ci sarebbero italiani addirittura nell’ufficio comunale all’edilizia (Stadtbauamt) (grida: non è vero!). E’ una realtà che nello “Stadtbauamt” vi siano falegnami e lucidatori di lingua italiana (grande inquietudine in sala). In questa situazione non vedo perché si debba avere paura degli italiani di Oltrisarco. Non è democratico il costringere i figli degli italiani di Oltrisarco a frequentare una scuola tedesca”. Tumulto in aula, il consigliere Masera accusa i socialdemocratici tedeschi di tradimento, vengono tirati in campo i socialdemocratici cechi e sloveni, che sarebbero invece fedeli alla corona. Interviene tra gli altri il sindaco che ribadisce come nelle scuole di Oltrisarco sia logico che si insegni in tedesco e non in italiano, perché “gli italiani che salgono da noi debbono tener conto del fatto che Bolzano è una città tedesca”. Accadeva cent’anni fa. Poi sarebbe venuto il fascismo che avrebbe imposto all’incontrario che in Alto Adige l’insegnamento fosse impartito nella sola lingua italiana. Anni fortunatamente lontani. www.bolzano-scomparsa.it
Alto Adige 25-11-12
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