L’esercito delle vittime di soprusi, maltrattamenti, violenze fisiche e
psicologiche, di femminicidi si ingrossa con ritmo costante In Italia,
cifre da brivido
di Annarita Montemaggiore
Domenica si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle
donne. La data venne stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni
Unite il 17 dicembre 1999, con un invito rivolto ai Governi, alle
Organizzazioni internazionali ad organizzare attività volte a
sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. In Italia, solo dal 2005
diversi Centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a
celebrare questa giornata, per sottolineare ancor più l’urgenza del
problema, per lo più sommerso. Negli ultimi anni, peggiorando la
condizione di molte donne, anche Istituzioni e vari enti come Amnesty
International richiamano l’attenzione su questa giornata, organizzando
eventi culturali e politici in occasione del 25 novembre, per dire no
alla violenza di genere. Scopi della campagna di sensibilizzazione
ricorrente in tutti i Paesi sono: l’eliminazione di tutte le forme di
violenza sulle donne attraverso il riconoscimento a livello
internazionale, regionale e locale della violenza di genere come
violazione dei diritti umani; il rafforzamento delle attività a livello
locale ed internazionale contro questo tipo di violenza; la creazione di
spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie
condivise ed efficaci in materia; dimostrazioni di solidarietà con le
vittime di queste violenze in tutto il mondo; il ricorso a governi
affinchè adottino provvedimenti legislativi concreti per l’eliminazione
di questa violenza. Di anno in anno, sempre di più , statistiche e dati
alla mano si trasformano in un urlo di orrore e di dolore per molte
donne. L’esercito delle vittime di soprusi, maltrattamenti, violenze
fisiche e psicologiche, di femminicidi si ingrossa con ritmo costante.
In Italia le cifre sono da brivido: una donna su tre, tra i 16 e i 70
anni è stata colpita nella sua vita dall’aggressività di un uomo e nel
60% dei casi, alla violenza hanno assistito i figli; e ogni due giorni
viene ammazzata una donna dal marito-compagno-fidanzato che nel nome
“dell’amore” preferiscono sopprimere la donna che vuole rendersi
autonoma, separarsi e decidere da sola del suo destino. Cogliamo
l’occasione della ricorrenza di questa giornata contro la violenza,
anche se dobbiamo essere sempre all’erta tutti i giorni, per denunciare
un dramma che conosce negli ultimi anni una escalation tragica. Teniamo
conto che molti casi restano ancora nascosti e che ci sono ancora molte
donne che non hanno il coraggio di uscire dal tunnel e recarsi dalla
polizia , anche se ciò è pericoloso per la loro incolumità. Il mondo
della cultura da anni si mobilita, mette da parte gli steccati
ideologici e si concentra su un tema difficile da affrontare, ma
fondamentale da conoscere nei dettagli, per creare nuove coscienze,
nuovi abiti culturali, nuove forme di comportamento maschile nei
confronti delle donne. Anche le donne della FNP vogliono denunciare la
gravità del problema della violenza sulle donne ed invitare tutte le
donne a non avere paura, a contattare i centri anti-violenza e le Case
per le donne, presenti anche sul nostro territorio. Invitano, inoltre, i
cittadini a non voltarsi dall’altra parte, a far finta di niente,
qualora fossero testimoni di soprusi e violenze sulle donne.
coordinatrice prov. FNP
Alto Adige 23-11-12
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