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venerdì 23 novembre 2012

Diciamo basta alla dilagante violenza contro le donne

L’esercito delle vittime di soprusi, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche, di femminicidi si ingrossa con ritmo costante In Italia, cifre da brivido

di Annarita Montemaggiore

Domenica si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La data venne stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999, con un invito rivolto ai Governi, alle Organizzazioni internazionali ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. In Italia, solo dal 2005 diversi Centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata, per sottolineare ancor più l’urgenza del problema, per lo più sommerso. Negli ultimi anni, peggiorando la condizione di molte donne, anche Istituzioni e vari enti come Amnesty International richiamano l’attenzione su questa giornata, organizzando eventi culturali e politici in occasione del 25 novembre, per dire no alla violenza di genere. Scopi della campagna di sensibilizzazione ricorrente in tutti i Paesi sono: l’eliminazione di tutte le forme di violenza sulle donne attraverso il riconoscimento a livello internazionale, regionale e locale della violenza di genere come violazione dei diritti umani; il rafforzamento delle attività a livello locale ed internazionale contro questo tipo di violenza; la creazione di spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie condivise ed efficaci in materia; dimostrazioni di solidarietà con le vittime di queste violenze in tutto il mondo; il ricorso a governi affinchè adottino provvedimenti legislativi concreti per l’eliminazione di questa violenza. Di anno in anno, sempre di più , statistiche e dati alla mano si trasformano in un urlo di orrore e di dolore per molte donne. L’esercito delle vittime di soprusi, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche, di femminicidi si ingrossa con ritmo costante. In Italia le cifre sono da brivido: una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni è stata colpita nella sua vita dall’aggressività di un uomo e nel 60% dei casi, alla violenza hanno assistito i figli; e ogni due giorni viene ammazzata una donna dal marito-compagno-fidanzato che nel nome “dell’amore” preferiscono sopprimere la donna che vuole rendersi autonoma, separarsi e decidere da sola del suo destino. Cogliamo l’occasione della ricorrenza di questa giornata contro la violenza, anche se dobbiamo essere sempre all’erta tutti i giorni, per denunciare un dramma che conosce negli ultimi anni una escalation tragica. Teniamo conto che molti casi restano ancora nascosti e che ci sono ancora molte donne che non hanno il coraggio di uscire dal tunnel e recarsi dalla polizia , anche se ciò è pericoloso per la loro incolumità. Il mondo della cultura da anni si mobilita, mette da parte gli steccati ideologici e si concentra su un tema difficile da affrontare, ma fondamentale da conoscere nei dettagli, per creare nuove coscienze, nuovi abiti culturali, nuove forme di comportamento maschile nei confronti delle donne. Anche le donne della FNP vogliono denunciare la gravità del problema della violenza sulle donne ed invitare tutte le donne a non avere paura, a contattare i centri anti-violenza e le Case per le donne, presenti anche sul nostro territorio. Invitano, inoltre, i cittadini a non voltarsi dall’altra parte, a far finta di niente, qualora fossero testimoni di soprusi e violenze sulle donne. coordinatrice prov. FNP 
Alto Adige 23-11-12

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