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lunedì 12 novembre 2012

Appello "Donne e Media" - inviare una mail alla Presidente Rai e alla Commissione di Vigilanza in Senato, per rafforzarlo


SeNonOraQuando Bolzano senonoraquando.bolzano@gmail.com
 
Carissime/i,
siamo uscite dal convegno di Merano rafforzate nella consapevolezza che alle proteste debbano seguire le proposte. In allegato Vi trasmetto l'appello "Donne e Media" di Gabriella Cims, insieme all'invito ad inviare una mail ai seguenti indirizzi, sollecitando una risposta alle richieste contenute nell'appello. La risposta di Zavoli che vi abbiamo inoltrato nei giorni scorsi, è uno dei punti dell'appello, ma è importante proseguire nella sollecitazione dal basso.
  1. a.maria.tarantola@rai.it
  2. vigilanzarai@senato.it
  3. g.cims@senato.it
Gabriella Cims ha elaborato una riforma in 4 punti per migliorare la rappresentazione delle donne italiane in tutti i mezzi di comunicazione: nessuna censura ma regole chiare e molti impegni per una visione più plurale e meno "monotematica" delle donne che studiano, lavorano e si impegnano dando un grande contributo di crescita alla nostra società.
Firmatarie e dei firmatari dell’Appello: http://www.key4biz.it/News/2010/01/13/Contenuti/firmatarie_appello_tv_contratto_servizio_rai.html#firmatarie 

Il primo punto, dedicato alla Rai perchè è la Tv pubblica dei cittadini, è ormai una realtà: siamo riuscite a modificare -dopo 3 anni di fatica in Rete!- il Contratto di servizio pubblico, la carta fondamentale che Rai e Governo sottoscrivono in base alla legge, ogni tre anni, indicando i doveri della tv pubblica!
In allegato Vi invio (allegato2) il testo integrale dei 13 nuovi "articoli-impegni" che abbiamo scritto e fatto approvare nel nuovo Contratto di servizio pubblico, che sono in vigore da giugno 2011 e nessuno lo sa!!!

Queste sollecitazioni che stiamo ancora chiedendo a chi crede che sia necessario un cambiamento reale, fanno seguito alla lettera (in allegato1) che l'8 agosto una folta rappresentanza dell'Appello ha sottoscritto ed inviato l'8 agosto scorso alla presidente Rai, al direttore generale Rai, nonché ai ministri Fornero e Passera.


Solo la diffusione attraverso le nostre Reti potrà, ancora una volta, sortire i migliori risultati. Se credete che gli impegni proposti dall'Appello Donne e Media e sottoscritti da Rai, come riportati nell'allegato, non siano concretizzati nei programmi che vedete, segnalate il programma e sollecitate con una Vostra email la presidenza Rai a dare risposta concreta alle nostre richieste, citando le riforme in vigore dell'Appello Donne e Media, in vigore da giugno 2011.

Un cordiale saluto
Nadia Mazzardis Lucich
SNOQ - EIZ Alto Adige Südtirol
 
RAI – Sede-
Alla Cortese Attenzione
Presidente, Anna Maria Tarantola
Direttore Generale, Luigi Gubitosi
Per conoscenza
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero
Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera
Illustre Presidente,
Illustre Direttore,
Come a Voi noto, l’Appello Donne e Media ha promosso, a partire dal novembre 2009, un piano ben preciso di riforme per una rappresentazione non stereotipata delle donne nelle tv e nei mezzi di comunicazione in generale. L’iniziativa ha raccolto il sostegno di migliaia di persone, di un’ampia rappresentanza parlamentare, della pubblica amministrazione, dell’imprenditoria, dell’economia e della finanza, dell’università, della ricerca scientifica, della magistratura, dell’avvocatura, delle associazioni e dei movimenti impegnati nell’affermazione dei diritti delle donne. La Presidenza della Repubblica ne ha sostenuto pubblicamente gli obiettivi. Al Senato -odg G1 del 15/02/2011 - e alla Camera – interrogazione del 6/042011- le forze politiche si sono impegnate sugli obiettivi che abbiamo indicato.
http://www.key4biz.it/News/2010/01/13/Contenuti/firmatarie_appello_tv_contratto_servizio_rai.html
Quattro i cardini su cui si basa l’Appello: 1. la riforma della Rai, integrando gli impegni che l’azienda si assume con il Contratto di Servizio Pubblico; 2. l’adozione di un Codice Deontologico Donne e Media valido per tutti i mezzi di comunicazione, oltre che per Rai; 3. l’insediamento di un Comitato Donne e Media per il monitoraggio e controllo, in linea con gli altri paesi europei; 4. l’armonizzazione delle assai diverse norme vigenti nei paesi dell’Unione, per uno Standard Europeo Donne e Media.
Il primo cardine è oggi una realtà, dopo la profonda riforma conseguita grazie all’inserimento dei tredici nuovi articoli proposti dall’Appello Donne e Media nel Contratto di servizio pubblico radiotelevisivo. Tali articoli, pubblicati sulla G.U. del 27 giugno 2011, sono dunque impegni vincolanti per Rai ai sensi degli artt. 45 e 49 del Testo Unico della Radiotelevisione (decreto legislativo n. 177, 31/07/2005). E' la prima volta che, attraverso il Contratto, Rai si impegna esplicitamente ad una programmazione “rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna”, e ad avviare “un nuovo corso per una rappresentazione realistica e non stereotipata delle donne”, come oggi recitano l’articolo 2, commi 3 e 3p.
Su questo terreno, tuttavia, dopo l’impegno formale, a tutt’oggi non si riesce ad intravedere il seguito di una sostanziale “messa in opera” dei principi sanciti.
Sul secondo e terzo cardine, l’attuale governo sta mostrando una concreta attenzione alla necessità di adottare un Codice deontologico “Donne e Media” ed insediare un relativo Comitato per l’attuazione e controllo.
Dal consenso raccolto attraverso il web all’Agenda politica: l’Appello Donne e Media è la storia di un successo in rete. Ma ora si chiede al Governo, e al management Rai che già dispone delle nuove succitate regole in vigore, di dare attuazione concreta agli impegni siglati, dando una svolta coraggiosa ai contenuti offerti.
APPELLO DONNE E MEDIA
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Appello Donne e Media c/o Studio Legale Vaccari
Sede operativa: Via Piediluco 22 00199 - Roma Tel/Fax: 06/31056159
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I soggetti che sostengono l’iniziativa di riforme promosse dall’Appello concordano nel chiederVi di valutare le proposte seguenti, quali contributo per la realizzazione degli impegni che l’azienda Rai ha voluto assumere, sottoscrivendo il contratto di servizio, e con ciò dando un segnale di grande apertura culturale:
 inserire nella programmazione su tutte le reti nuove trasmissioni e, in quelle già in palinsesto, promuovere uguale rappresentanza di genere nelle scelte delle presenze e pari opportunità di accesso delle donne negli spazi informativi o di intrattenimento, secondo un’ottica non stereotipata ma rappresentativa della pluralità dell’universo femminile; a tal proposito chiediamo di riconsiderare la serie di puntate sul “talento delle Donne” annunciate il 7 marzo scorso nella sala degli Arazzi di Viale Mazzini, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali;
 valutare l’opportunità di dedicare un’apposita “struttura”, dotata delle competenze necessarie, fucina per la realizzazione di prodotti di informazione e di intrattenimento all’uopo dedicate; non un gineceo ma un’agorà, in cui il “sommerso femminile” possa essere rappresentato nella sua complessità e nella sua interezza, nel confronto reale e non stereotipato con l’altro sesso;
 prevedere un percorso per la valorizzazione delle professionalità femminili ai vertici della governance dell’azienda ed una paritaria rappresentanza in sede di consiglio di amministrazione;
Infine, riteniamo urgente sensibilizzare la Vostra cortese attenzione sull’inserimento, nella programmazione autunnale, della 73sima edizione di Miss Italia. In una fase di crisi economica, di sfiducia nel futuro, di disorientamento delle giovani generazioni, siamo certi che sia una scelta da servizio pubblico televisivo riaprire l’anno scolastico, accademico e lavorativo con cinque serate dedicate al concorso di bellezza? Impegnare la rete ammiraglia, Rai1, con 3 anteprime in seconda serata e 2 trasmissioni nella fascia oraria più seguita e ambita per la raccolta pubblicitaria, il “prime time”, ci porta davvero ad avviare “un nuovo corso” per la rappresentazione mediatica del mondo femminile, impegno che Rai si è pur assunta suggellando i succitati articoli in vigore? Aiuta a superare gli stereotipi mostrare i corpi di tante giovani future donne, valutarli in centimetri, come se “i valori nei quali credono e come decidono di reagire di fronte alle difficoltà della vita”- si legge sul sito ufficiale di Miss Italia - dovessero concentrarsi solo in alcune zone del corpo, appositamente esposte? Se vi fosse una più ampia pluralità di modelli di riferimento femminili proposti, obiettivo dei tredici articoli in vigore, forse apparirebbe meno grottesco e stereotipato il modello offerto con il concorso di bellezza. I contribuenti, sempre più disaffezionati al canone, probabilmente si aspetterebbero dalla tivù pubblica un diverso impiego delle risorse professionali e finanziarie dell’azienda.
In attesa e fiduciosi in un positivo riscontro che ci consenta di raggiungere il comune obiettivo di un cambiamento culturale sul binomio “donne e media”, chiediamo all’uopo un incontro con una delegazione rappresentativa dell’Appello Donne e Media.
Giunga il nostro augurio di buon lavoro.
Roma, 8 agosto 2012
Gabriella Cims, Promotrice Appello Donne e Media
 
APPELLO DONNE E MEDIA
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Studio Legale Vaccari – Sede Appello Donne e Media
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Legenda: in “grossetto –corsivo, sottolineato”, il testo integrale dei nuovi articoli proposti dall’Appello Donne e Media ed oggi in vigore, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2011.
Articolo 2 - Oggetto del contratto nazionale di servizio
3. La concessionaria è tenuta a realizzare un’offerta complessiva di qualità, rispettosa dell’identità, dei valori e degli ideali diffusi nel Paese, della sensibilità dei telespettatori e della tutela dei minori, rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna, caratterizzata da una ampia gamma di contenuti e da una efficienza produttiva, in grado di originare presso i cittadini una percezione positiva del servizio pubblico in relazione al costo sostenuto attraverso il canone di abbonamento nonché sotto il profilo dell’adeguatezza dei contenuti della programmazione rispetto alla specificità della missione che è chiamata a svolgere. Per raggiungere tali obiettivi la Rai, nel rispetto delle previsioni dell’articolo 45 del Testo Unico, è tenuta ad improntare la propria offerta, tra gli altri, ai seguenti principi e criteri generali: ...
3.b valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile, anche nelle fasce di maggior ascolto, promuovendo – tra l’altro - seminari interni al fine di evitare una distorta rappresentazione della figura femminile, con risorse interne ed esterne, anche in base a indicazioni provenienti dalle categorie professionali interessate;
3.p promuovere e valorizzare un nuovo corso nell’impiego della figura femminile, nel pieno rispetto della dignità culturale e professionale delle donne, anche al fine di contribuire alla rimozione degli ostacoli che di fatto limitano le pari opportunità;
7. La Rai opera un monitoraggio, con produzione di idonea reportistica annuale, che consenta di verificare il rispetto circa le pari opportunità nonché la corretta rappresentazione della dignità della persona nella programmazione complessiva, con particolare riferimento alla distorta rappresentazione della figura femminile e di promuoverne un'immagine reale e non stereotipata. I report devono essere trasmessi al Ministero, all’Autorità e alla Commissione Parlamentare.
Articolo 3
Qualità dell’offerta e valore pubblico
1. La Rai riconosce come fine strategico e tratto distintivo della missione del servizio pubblico la qualità dell’offerta ed é tenuta a :
d) improntare, nel rispetto della dignità della persona, i contenuti della propria programmazione a criteri di decoro, buon gusto, assenza di volgarità, anche di natura espressiva, assicurando –tra l’altro – una più moderna rappresentazione della donna nella società, valorizzandone il ruolo, e rispettando le limitazioni di orario previste a tutela dei minori dalla legislazione vigente. A tal fine la Rai è tenuta al rigoroso rispetto dei Codici di cui al comma 5 dell’articolo 2 nonché di altri analoghi Codici che dovessero essere emanati nel triennio di vigenza del presente contratto;
f) assicurare la realizzazione di trasmissioni dedicate ai temi dei bisogni della collettività, alle condizioni sanitarie e socio-assistenziali, alle iniziative delle associazioni della società civile, all’integrazione e al multiculturalismo, alle pari opportunità, alla cultura e al lavoro;
Articolo 4
Qualità dell’informazione
1. La Rai assicura la qualità dell’informazione quale imprescindibile presidio di pluralismo, completezza e obiettività, imparzialita’, indipendenza e apertura alle diverse forze politiche nel sistema radiotelevisivo, nonche’ la tutela delle pari opportunita’ tra uomini e donne, e garantisce un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli operatori del servizio pubblico, i quali sono tenuti a coniugare il principio di libertà con quello di responsabilità nel rispetto della dignità della persona, contribuendo in tal modo a garantire la qualità dell’informazione della concessionaria.
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CAPO III – OFFERTA
Articolo 9 - L’offerta televisiva
2. Si intendono per generi predeterminati di servizio pubblico:
b) Programmi e rubriche di servizio: trasmissioni prevalentemente incentrate sui bisogni della collettività; trasmissioni a carattere sociale, anche incentrate su specifiche fasce deboli; programmi legati ai temi del lavoro, ai bisogni della collettività (quali le condizioni delle strutture sanitarie, assistenziali e previdenziali) all’ambiente e alla qualità della vita, alle iniziative delle associazioni della società civile; celebrazioni liturgiche; trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia, valorizzandone le opportunità, l’impegno ed i successi conseguiti nei diversi settori, in adempimento dei principi costituzionali;
Articolo 10
L’offerta radiofonica
…………..
d) Società: programmi, rubriche e talk show su temi sociali e di costume, anche rivolti al mondo dei giovani o realizzati in formati innovativi, capaci di rappresentare la vita comunitaria e del territorio, e di ampliare il dibattito sull’evoluzione civile del Paese, rubriche dedicate al tema delle pari opportunità e al ruolo che le donne svolgono nella società;
Articolo 12
La programmazione televisiva per i minori
… ……………
4. La Rai si impegna affinché la programmazione dedicata ai minori risponda ai seguenti criteri:
a) sia di buona qualità e di piacevole intrattenimento;
c) proponga valori positivi umani e civili, ed assicuri il rispetto della dignità della persona e promuova modelli di riferimento, femminili e maschili, egualitari e non stereotipati
5. Fermi restando i divieti di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 e successive modificazioni, nella fascia oraria compresa tra le ore 7 e le 22,30, dedicata a una visione familiare, vanno realizzati programmi riguardanti tutti i generi televisivi, che tengano conto delle esigenze e della sensibilità dell’infanzia e dell’adolescenza, evitando la messa in onda di programmi che, anche in relazione all’orario di trasmissione, possano nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o programmi che possano indurre ad una forviante percezione dell’immagine femminile e della violenza sulle donne.
Articolo 13
L’offerta dedicata alle persone con disabilità e programmazione sociale
…..
6. La Rai si impegna a collaborare, con le istituzioni preposte, alla ideazione, realizzazione e diffusione di programmi specifici diretti al contrasto e alla prevenzione della pedofilia, della violenza sui minori e alla prevenzione delle tossicodipendenze e alla conoscenza delle conseguenze prodotte dall’uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope nonché al costo sociale che tali fenomeni comportano per la collettività. La Rai si impegna altresì alla prevenzione e contrasto della violenza sulle donne, collaborando con le istituzioni preposte per la realizzazione e diffusione, sulle diverse piattaforme di trasmissione, di specifici programmi.
 

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