LAIVES Anno dopo anno aumenta il numero dei cittadini stranieri ed extracomunitari residenti a Laives. In particolare, per quanto riguarda gli extracomunitari, se nel 2007 erano 992, a mano a mano sono andati crescendo, fino ai 1.395 registrati a fine 2011 presso l'ufficio anagrafe comunale. Il numero più consistente è quello relativo ai cittadini albanesi (312) seguiti da quelli marocchini (232) e quindi dai macedoni (115) e poi, in misura minore, pakistani, kosovari, peruviani, ucraini, indiani e così via. L'assessore Dario Volani, cui competono scuola e sport, è in una posizione privilegiata per quanto riguarda l'osservazione del fenomeno e i suoi risvolti sociali. "Di solito - dice Volani - siamo portati a pensare agli extracomunitari come "razze a parte", dimenticando che le regole valgono per loro come per noi. Quanto all'integrazione, direi che è più difficile per la prima generazione di arrivi, mentre va meglio per le altre. Integrazione vuol dire prima di tutto trovare un lavoro, cosa difficile anche per uno di noi in questa fase di crisi. Quindi la lingua: effettivamente chi arriva per la prima volta si trova in difficoltà, mentre i figli, frequentando asili e scuole a Laives, crescono in sintonia con i coetanei. In questo senso, la scuola apre le porte alla nostra cultura e fornisce uno strumento prezioso di aiuto per gli extracomunitari affinché comprendano la realtà dove sono arrivati e comincino a partecipare alla vita sociale. E' come se io andassi a vivere in Cina: farei estrema fatica ad integrarmi non conoscendo lingua e cultura. Lo sport, dove invece la lingua serve relativamente, offre una possibilità importante ai ragazzi, perché aiuta a farli stare assieme e a rompere le barriere laddove ci sono. Però - conclude l'assessore Volani - non mi sembra che a Laives vi siano grossi problemi di questo genere tra la nostra comunità e chi arriva da altre realtà in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. In questo senso, ritengo che le nostre associazioni abbiano fatto e stiano facendo, un buon lavoro per l'integrazione».(b.c)
Alto Adige 10-10-12
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