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giovedì 27 settembre 2012
Sanità, a Bolzano saltano 2 reparti e decine di unità specialistiche
Si va definendo il piano dell’Asl sui tagli dettati dalla spending review e dalla riforma clinica Confermato il blocco delle sale operatorie: rinviati al 2013 tutti gli interventi non urgenti
di Orfeo Donatini
BOLZANO Sulla sanità altoatesina sta per calare la scure dei tagli sia in conseguenza dell’attuazione della riforma clinica che dei provvedimenti derivanti dalla spending review del governo Monti: e non è una novità. Nuovi sono invece almeno due elementi che interessano direttamente la struttura ospedaliera cittadina del San Maurizio e che - stando alle indicazioni che emergono dalle prime elaborazione del piano “lacrime e sangue” allo studio dell’Asl - vedrebbero “saltare” sia due strutture complesse, ovvero interi reparti, ma anche decine di strutture semplici, ovvero unità specialistiche presenti nei vari reparti. I primariati. Sarebbero una dozzina le strutture complesse che sarebbero destinate ad essere cancellate all’interno dei sette ospedali provinciali entro fine anno. L’elemento di maggiore novità emerso nelle utlime ore sarebbe tuttavia relativo alla ripartizione dei reparti da “tagliare”: sarebbero almeno due a Bolzano e poi, proporzionalmente alle dimensioni ed all’uso, tre nel comprensorio di Merano, altrettanti in quello di Bressanone e quattro a Brunico. Va ribadito che, per ora, si tratta solo di un’ipotesi di studio che in ogni caso andrebbe a confermare che il maggior numero delle “potature” avverrebbe in periferia. I dirigenti. Confermato che saranno una quindicina i dirigenti amministrativi destinati ad altre mansioni. La riorganizzazione prevede anche una diversa e più centralizzata gestione di molti compiti oggi delegati - con non pochi problemi di omogeneità ed efficacia - ai quattro comprensori sanitari. Non sarà l’abolizione dei quattro comprensori, indirettamente invocata dal direttore generale dell’Asl, Andreas Fabi, ma sicuramente è un primo passo concreto per superare le attuali eccessive divisioni interne. Le specialità. Saranno decine in tutti gli ospedali - c’ è chi parla di una quarantina - le cosiddette strutture semplici ad essere cancellate: si tratta delle unità specialistiche presenti nei diversi reparti. Questo sarà un provvedimento che passerà attraverso l’attuazione della riforma clinica locale. Si preannuncia forte su questo tema la tensione con le organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri: « Si propone di aprire la discussione sulle strutture semplici già esistenti - sostiene infatti l’Anaao - fermi restando i diritti dei rispettivi titolari e solo dopo che si sarà provveduto a una completa analisi di adeguatezza delle strutture complesse. I criteri di attribuzione dello score-punteggio vanno ridiscussi e azzerati e quindi si deve procedere ad una nuova analisi dei dati». Il blocco delle sale operatorie. Confermato, per ottenere una quota di risparmio di almeno il 2,5% nella gestione, il rinvio all’anno prossimo di tutti gli interventi chirurgici programmati e non urgenti. Sono decine e decine d pazienti che dovranno aspettare così dai sei mesi ad un anno per tornare ad essere in lista d’attesa per un’operazione all’anca più che per qualche altro intervento, evidentemente non urgente. Un provvedimento destinato a congestionare l’attività chirurgica del prossimo anno quando tutti gli ospedali si ritroveranno a fare i conti con i tagli e con l’arretrato da smaltire. La convenzione con Trento. La giunta provinciale ha dato mandato all’assessore alla sanità Richard Theiner per approfondire con il suo collega trentino Ugo Rossi tutte le modalità per arrivare ad una convenzione che consenta di compensare le spese che alle due Province derivano dal pendolarismo dei pazienti. Trento per il 2011 deve a Bolzano 9,7 milioni di euro che potrebbero essere compensati se dall’Alto Adige scendesse al S.Chiara, dove c’è anche una modernissima radioterapia ai protoni per i malati oncologici, un maggior numero di pazienti altoatesini.
Alto Adige 27-9-12
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