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giovedì 27 settembre 2012

«Energia, i nuovi scenari per l’Europa»


IL FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE»L’ECCELLENZA NEL CAMPO DELLA RICERCA

di Maurizio Dallago
BOLZANO Johann Dietrich Wörner è il presidente del Centro germanico per l’aeronautica e l’astronautica. Un istituto d’eccellenza nel campo della ricerca sulle energie rinnovabili. «Le sfide in campo energetico per il futuro riguardano soprattutto la necessità di una maggiore velocità nell’innovare, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo. Ad esempio per quest’ultimo aspetto è necessaria una maggiore cooperazione a livello europeo», sottolinea Wörner che questa sera alle 20, presso la Lub, terrà - nell’ambito dell’Innovation Festival - una relazione sul tema: «Come migliorare la capacità di accumulo di energie e ridurre i costi», insieme al presidente dell’ateneo bolzanino, Konrad Bergmeister, Massimiliano Sturaro (Azienda energetica Spa), Wolfram Sparber (Sel Spa) e Rudi Rienzner. Professor Wörner, dopo l’incidente alla centrale nucleare in Giappone, la Germania ha deciso di puntare molto sulle rinnovabili per il proprio futuro energetico. Cosa deve fare la politica in questo campo? «La politica è chiamata ad indirizzare i finanziamenti pubblici nel campo della ricerca agli obiettivi di questa svolta energetica ed a fare in modo che i risultati della ricerca diventino prassi nel quotidiano». E l’industria ed i consumatori? «L’industria dovrà portare nuovi prodotti sul mercato legati alla svolta energetica. Ci saranno nuovi attori ed anche il consumatore sarà coinvolto in modo più diretto nel processo economico-energetico». Di cosa si occupa esattamente il Centro da lei presieduto? «Da 35 anni il Centro germanico per l’aeronautica e l’astronautica si occupa di ricerca in campo energetico. Una ricerca orientata al risultato ed in cooperazione con il mondo economico». E nello specifico delle tecnologie per la produzione di energia? «Da una parte lavoriamo a centrali che operino con combustibili che avranno una grande importanza nel passaggio alle fonti rinnovabili. Turbine a gas flessibili ed efficienti e celle combustibili che possono operare con gas metano, ma anche con gas biogenici o idrogeno. Dall’altra parte ci occupiamo di centrali termo-solari e impianti che sfruttino la forza del vento». Oggi uno dei problemi principali da risolvere è quello legato al miglioramento della capacità di accumulo dell’energia da fonti rinnovabili. A che punto siamo in questo campo? «Il tema è di importanza strategica. Gli attuali accumulatori di energia o hanno poca capacità, oppure sono molto costosi. Il nostro Centro sviluppa in questa fase accumulatori elettrici (batterie), accumulatori termici ad alta temparatura per ottimizzare i processi industriali e per le centrali termo-solari, oltre ad accumulatori chimici». I costi dell’utilizzo delle energie rinnovabili, con la tecnica attuale, sono ancora relativamente alti. Che fare? «Non resta che accelerare i processi dell’innovazione».
Alto Adige 27-9-12

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