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venerdì 7 settembre 2012
Regolamento dell’Imu il Comune fa i calcoli e perderà un milione
Il “taglio” è legato alle disposizioni del decreto salva Italia Il sindaco: «Non siamo turistici, con relative seconde case»
di Bruno Canali wLAIVES Tempi stretti, anche al Comune di Laives, per approntare il regolamento dell'Imu, l’ormai famosa imposta sugli immobili che ha “sostituito” l’Ici. A questo proposito il sindaco Liliana Di Fede dice di avere ricevuto l'ultima documentazione necessaria solo venerdì scorso e comunque non è questo che preoccupa maggiormente il primo cittadino in questa fase. «Arriveremo in tempo col regolamento per l'applicazione dell'Imu - afferma infatti Liliana Di Fede - e più dei tempi del regolamento, mi preoccupa maggiormente il taglio di un milione di euro circa, che avremo alla fine dei conti». Il riferimento del primo cittadino di Laives è ai calcoli resi noti dal Consorzio dei comuni qualche giorno fa, calcoli relativi alle contribuzioni che ciascun comune altoatesino sarà chiamato a garantire nell'ambito delle misure legate al decreto "salva Italia". «Complessivamente i comuni della nostra provincia sono chiamati a tagliare 66 milioni di euro - spiega ancora Liliana Di Fede - e tra questi, la nostra parte, fatti tutti i conti, ammonta a 944mila euro. Dall'applicazione dell'Imu si prevede, a Laives, un introito di 3milioni e 552 mila euro se non si toccano però le aliquote e tanto per fare un esempio, dall'Ici nel 2011 sono arrivati un milione e 977mila euro. Solo che dall'Imu, alla fine di tutto, al Comune di Laives dovrebbero rimanere non più di 200mila euro e sarà compito dell'amministrazione decidere su determinati parametri, vedi ad esempio la possibilità o meno di alzare al 2 per mille per gli edifici agricoli, così come per gli appartamenti sfitti da più di due anni. Naturalmente stiamo anche pensando ad aumentare le agevolazioni sulla prima casa o per chi ad esempio ha un familiare in casa di riposo e rischia di dover pagare l'Imu come se quella del parente fosse una seconda casa. Tutte queste valutazioni, come detto, le stiamo facendo per arrivare con il regolamento dell’Imu entro i termini previsti». A margine di queste valutazioni tecniche ed economiche, il sindaco fa anche qualche riflessione che riguarda specificatamente la realtà di Laives. «Purtroppo non siamo un comune ricco - dice Liliana Di Fede - e non abbiamo quindi, per fare un esempio concreto, seconde case a fini turistici, sulle quali si potrebbe andare a incidere al massimo consentito. A Laives c'è sicuramente una quota di seconde case, ma nella stragrande maggioranza sono affittate a famiglie locali e quindi non è il caso di andarle a colpire oltre il necessario, perchè a subirne le conseguenze sarebbero prima di tutto gli inquilini. Punteremo certamente a incoraggiare l'affitto di appartamenti chiusi da tempo o a far emergere gli eventuali affitti in nero, ma per il resto, come detto, Laives non può certo essere paragonato ad altri comuni a vocazione turistica della nostra provincia, e sono parecchi, che possono avere introiti che noi nemmeno ci sognamo».
Alto Adige 4-9-12
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