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venerdì 3 agosto 2012
Professionista di Ora truffato su internet da un server russo
Il computer si è bloccato e l’uomo ha visto una sua foto sul monitor: «Mi sono sentito spiato e ho pagato 250 euro»
I criminali della rete hanno utilizzato un logo “taroccato” dell’Unità di analisi della Polizia di Stato. «Negli ultimi mesi sono stati presi di mira molti altoatesini»
di Massimiliano Bona
ORA Ennesima truffa online, questa volta in Bassa Atesina, messa a segno da criminali esperti della rete, che si sono appoggiati a un server russo. A essere raggirato è stato un professionista di Ora: al momento di riavviare il computer ha notato che il suo pc era bloccato e sullo schermo appariva una comunicazione (poi rivelatasi del tutto infondata) della Polizia di Stato (Unità di analisi sul crimine informatico) che lo accusava di aver violato la legge sul diritto d’autore. Per sanare la situazione e sbloccare il computer gli è stato chiesto, sempre via email, di pagare una sanzione di 250 euro. Solo a versamento avvenuto il pc, in base alle informazioni apparse sul video, avrebbe ripreso a funzionare regolarmente. Ad allarmare ancora di più l’utente il fatto che, a lato del logo della Polizia di Stato, era apparsa sullo schermo la sua immagine. «Ho avuto la sensazione - racconta il professionista - di essere spiato sul posto di lavoro». Nel dubbio di aver inconsapevolmente violato la legge il 61enne della Bassa Atesina ha pagato l’importo della sanzione, 250 euro, dopodiché è rimasto in attesa dello sblocco del computer. Passati diversi giorni si è rivolto direttamente alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano. Solo dopo aver esposto i fatti ha capito di essere stato truffato e ci ha raccontato la sua disavventura sperando che possa servire da monito ad altri utenti in buona fede. Per saperne di più su queste truffe abbiamo interpellato Ivo Plotegher, dirigente della Postale. Il professionista vedeva la sua immagine sul monitor e, si sentiva spiato. Com'è possibile che ciò avvenga? «Con l’installazione del virus l’utente viene ripreso dalla webcam del suo pc che trasmette l’immagine esclusivamente sul suo schermo. Nessuno, in ogni caso, lo stava spiando». Ci sono già state altre truffe nelle quali è stato usato il logo con la pagina che riproduceva, abusivamente, l’intestazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni – Centro nazionale anticrimine informatico? «Innanzitutto è bene ricordarsi che, la Polizia di Stato, non chiederebbe mai con queste modalità il pagamento di una somma di denaro. Inoltre è bene dotarsi di un antivirus da tenere sempre aggiornato, facendo attenzione che la licenza non sia scaduta e quindi che ci si trovi, senza protezione, a navigare con la predisposizione di un account utente». Quando il computer di un utente viene infettato dal virus come bisogna comportarsi? «Basta rivolgersi a un tecnico specializzato ma gli utenti più esperti possono rivolgersi anche alla Polizia postale: indicheremo loro una serie di passaggi che consentono di risolvere il problema». Che speranze ci sono di recuperare la somma di denaro pagata ingenuamente ai truffatori? «Di solito i truffatori in rete agiscono da Paesi stranieri. In questo caso, il server, si trova in Russia».
Alto Adige 3-8-12
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