L’assessore ricorda le agevolazioni garantite dal Comune alle famiglie numerose La statistica Astat secondo la giunta va letta tenendo conto di tutti i parametri
di Bruno Canali wLAIVES Periodicamente, quando vengono pubblicati i dati Astat relativi alle tariffe che i Comuni applicano per determinati servizi come asili nido e scuole materne, emerge che Laives è la realtà dove si paga di più (insieme a Bolzano). È stato così qualche giorno fa, con la conferma di questa situazione statistica in base alla quale, per un mese alla scuola materna, a Laives si pagano 74 euro; a Merano 73,50, a Bolzano 73 e a Silando addirittura solo 25 euro. Non è d'accordo sulle considerazioni statistiche l'assessore Dario Volani che sottolinea come non sia corretto basarsi solo sulle cifre per valutare il livello di un servizio del genere e magari confrontarlo con quello di qualche paesino. «Bisognerebbe invece tenere in debito conto la qualità dell’offerta - ribadisce Volani - e quella degli asili di Laives è molto elevata, riconosciuta dagli esperti del settore. Inoltre ricordiamoci che per famiglie con più bambini c’è la Family Card che dà ulteriori agevolazioni. Una cosa è certa: il nostro nido non è mai stato un “parcheggio” per bimbi con genitori al lavoro ma un servizio altamente educativo con personale estremamente qualificato». Per i costi complessivamente siamo sui 700mila euro l’anno, somma solo in parte coperta dalle tariffe che pagano le famiglie in base al reddito: il resto lo mettono, metà ciascuno, Comune e Provincia. Al nido di Laives (capienza 63 posti) vengono accolti bambini dai 3 mesi ai 3 anni, vale a dire appena svezzati, accompagnandoli fino alla scuola materna. Dopo i 12 mesi c’è un’operatrice ogni 9 bambini e, fiore all’occhiello della struttura locale, sono previste tre fasce di uscita, in maniera da andare incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare quelle con genitori che lavorano. Da tempo si discute sulla possibilità di allestire analoghe strutture a Pineta e a San Giacomo: a San Giacomo la questione è stata in parte risolta grazie alla convenzione con la cooperativa Casa bimbo; a Pineta una struttura simile non esiste e con i nuovi insediamenti l’esigenza si farà più pressante. Il Comune ha quindi aperto un confronto con l'Ipes per capire se, proprio per Pineta, sarà possibile allestire in zona Toggenburg, delgi spazi da destinare poi ad un servizio di nido, una microstruttura tipo quella di San Giacomo.
Alto Adige 28-07.12
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