di Guido Paradisi
Sposo in pieno il ragionamento di Paolo Campostrini sulla raggiungibilità dell’Alto Adige. Non viaggio molto ma negli ultimi anni sono stato bloccato spesso sull’A22 incolonnato per parecchie ore, contribuendo in tal modo contro la mia volontà ad un surplus di inquinamento dell’aria. Al contempo pensavo quanto sarebbe stata opportuna la terza corsia (va bene, anzi meglio dinamica) fino a Bolzano sud. Conosco persone che benedicono quel viaggio con volo charter da Bolzano organizzato con l´agenzia viaggi per arrivare e tornare meno devastati prima e dopo le vacanze al mare. Mentre nel passato quando tornavo dallUniversità maledivo quel treno regionale che da Trento a 40 minuti dallarrivo aumentava il mio nervosismo, perché si fermava nella stazione di ogni paese. Per cui invoco lammodernamento di un modello integrato di trasporti verso lesterno che contempli aeroporto, ferrovia e autostrada. Ma ancora più grave sarebbe se il nostro isolamento producesse una riduzione dei posti di lavoro, incrementasse la fuga dei cervelli come il loro arrivo e rallentasse in tempi di grave crisi come gli attuali la nostra economia e di conseguenza il nostro benessere collettivo. Con questo non svaluto affatto l’impegno di ambientalisti e protezionisti, perché l’inquinamento, le malattie da esso favorite, le variazioni climatiche sono nemici da contrastare, ma mi sembra che da noi spesso ci si avviti su un pensiero rigido, per cui esiste solo il bianco od il nero, lamico od il nemico. Tutti dobbiamo sviluppare modalità di pensiero più flessibili e valutare i problemi analizzandoli in tutte le loro sfumature. Il tema centrale in Alto Adige è sempre più ragionare su come integrare e mediare tra il pensiero più conservatore ma anche positivamente protezionistico della periferia montana e la spinta più modernista del fondovalle e dei centri urbani. È impensabile che il mondo non entri nella nostra Provincia e ne abbiamo avuto un esempio eclatante con la crescita esponenziale dell’immigrazione di lavoratori e famiglie di tutto il mondo. Per non parlare ora della devastante crisi economica globale. Non resta altro che maneggiare con perizia l’integrazione con tutto il contesto internazionale.
Alto Adige 23-7-12
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