di Paolo Campostrini
Diceva Andreotti: la politica non si fa solo in Parlamento. Vero. Vero soprattutto per lui. La politica si fa anche nei corridoi. E' possibile anche che non si faccia solo in Consiglio provinciale ma Andreotti, che pensando male spesso c'azzeccava, non ci metterebbe la mano sul fuoco: anche ad aula aperta i consiglieri provinciali non sudano sette camicie, figurarsi da chiusa. Dentro o fuori , è in realtà la politica stessa che offre di se un'immagine di vacanza, intesa etimologicamente come assenza. Anche quando avrebbe potuto ravvivare la propria immagine non autocertificandosi un black out formale di due mesi. E nonoffrendo all'antipolitica l'idea del luogo dove si reggono le sorti di una provincia al tempo della crisi , sia così plasticamente vuoto. Lunghi, due mesi. In due mesi, nel Nordest, hanno chiuso 350 aziende. In due mesi potrebbe essere certificata, dopo gli affanni invernali, la crisi del nostro turismo. Per i prossimi due mesi Monti ha precettato i suoi ministri. Perchè bastano due giorni perchè tutto cambi. Brutto il messaggio che trasuda dai due mesi di vacanza provinciale. In sostanza: che lavoriamo o no, che ci siamo o no, tanto il mondo va avanti ( o indietro) lo stesso. Ci si vede a settembre a fare il conto dei disoccupati, delle fabbriche che boccheggiano, della sanità senza una lira. I consiglieri provinciali sembra che guardino a queste cose come alle loro. Come, ad esempio, al congresso del Pdl: farlo e no non cambia niente. Naturale che decisioni così marchino ancora di più la distanza tra il mondo che lavora e quello che fa politica. Una volta erano vicini, forse troppo. Ma adesso sono troppo lontani. E questo non fa bene alla politica ma neppure all'economia. Ha detto ieri Corrarati, del Cna: la crisi non va in ferie. Che ci vadano così a lungo, invece, i consiglieri provinciali può far passare il messaggio che la politica non abbia una pallida idea del mondo in cui vive. E di cosa sta vivendo il mondo. Mai come oggi chi lavora ( soprattutto nel privato) avrebbe bisogno di risposte (dal pubblico). Pan predica nel deserto da anni mentre la burocrazia contro cui si scaglia per alleggerire i suoi costi, non fa un passo indietro che sia uno. La Corte dei Conti certifica continue spese inutili. I medici combattono ospedali-idrovore. Gli operi Memc non sanno più come farsi ascoltare. Qualcuno di loro ha chiesto ai consiglieri provinciali di fare una seduta volante ai banchi della protesta Memc a Sinigo per scuotere chi di dovere: suggeriamo agosto. In realtà è brutto osservare come i politici facciano di tutto per togliere significato alla politica. Questi sono tempi che avrebbero un grande bisogno degli uni ma soprattutto dell'altra. Qui, infine, c'è una particolare ferita che i due mesi di vacanza stanno riaprendo. E riguarda il ruolo del consiglio rispetto a quello della giunta. Che in Alto Adige vive una asimmetria patologica: troppo presente l'esecutivo, troppo poco il legislativo. E infatti il consiglio va in vacanza due mesi mentre Durnwalder terrà i suoi al lavoro per tutto luglio. In una provincia di minoranze e di accentuate sensibilità, di equilibri sospesi e di complesse ingegnerie istituzionali osservare l'assemblea degli eletti marcare la propria marginalità non è un buon segno.
Alto Adige 2-7-12
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