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mercoledì 11 luglio 2012

«Democrazia diretta, la Svp è isolata»


BOLZANO Presidio davanti al consiglio provinciale ieri mattina da parte di “Iniziativa per più democrazia” guidata da Stephan Lausch per informare i cittadini sulla volontà della Svp di arrivare ad approvare da sola la nuova legge in materia di partecipazione. «Tutti gli altri partiti in consiglio provinciale, compreso il partner di coalizione Pd - ha sottolineato infatti Lausch - respingono questo disegno di legge così come non si fanno imporre dalla Svp il disegno di legge elettorale che persegue solo gli interessi di questo partito. Il progetto della Stella alpina viene decisamente rifiutato dalle organizzazioni che da molti anni si battono per una regolamentazione buona ed efficace degli strumenti di democrazia diretta. Nonostante ciò solo per volontà della Svp dovrebbe diventare legge nei prossimi giorni». «Vorrei qui ricordare - ha sottolineato il battagliero esponente di “Iniziativa per più democrazia” - quando ha detto Andreas Gross, l'esperto di fama internazionale che ha steso per Iri-Europe il parere sul disegno di legge della Volkspartei: "Queste regole sono inique e impraticabili e impediscono ai cittadini di avvalersi dei nuovi strumenti di democrazia diretta, che non dispiegherebbero i loro effetti benefici sulla democrazia nell'interesse di tutti. Resterebbe solo l'illusione di poter partecipare, che sicuramente a lungo termine non porterebbe che frustrazione per i cittadini”. A prescindere dal contenuto della nuova norma che la Svp vorrebbe votarsi da sola, riteniamo sia democraticamente deplorevole che un partito si accinga a vararsi in beata solitudine una legge che determina le regole della democrazia e ciò in piena contraddizione con le forze interessate della società. Le continue rassicurazioni di volere il dialogo, il compromesso e il consenso - ha concluso Lausch - si rivelano così per quel che sono: tentativi di velare una realtà opposta». E stando all’ordine del giorno dei lavori, la proposta della Stella alpina potrebbe andare in discussione in aula non prima della tarda mattinata di domani.

Legge elettorale, minoranze in trincea  

BOLZANO Il progetto di riforma della legge elettorale presentato dalla Svp «impegna il consiglio provinciale su questioni che interessano il solo partito di maggioranza. E la Stella alpina farebbe bene ad occuparsi di problemi più importanti per i cittadini, invece di dedicare l´impegno dell´aula consiliare per poter continuare a perpetuare il proprio potere assoluto, stabilire i giochi per i parlamentari da mandare a Roma e continuare a determinare il ladino che siederà tra i banchi del consiglio provinciale, designato dal partito di Via Brennero e non dagli elettori delle valli ladine»: questa la posizione espressa ieri da tre esponenti delle opposizioni quali Elena Artioli (Lega Nord), Andreas Pöder (Burger Union) e Albert Pizzinini (Ladins Dolomites). «In Alto Adige, terra di minoranze e complessa, é necessario mantenere una democrazia aperta e partecipata - ha sottolineato la leghista Artioli - e le ingerenze della Svp con questa sua proposta di legge elettorale creano solo nuovi ostacoli per le minoranze e di fatto chiudono ad una composizione del consiglio provinciale pluralistica e democratica». «Nelle commissioni - ha ribadito poi Pöder - è stato evidenziato dagli esperti il limite costituzionale di questa legge elettorale. Di fatto la Svp oggi rischia di procedere da sola forte della sua maggioranza in maniera temeraria, senza avere il coraggio di guardare in faccia alla realtà. Un ricorso sarebbe infatti deleterio non solo per il partito che ha presentato la legge elettorale, il quale dovrebbe assumersi ogni responsabilità per la conseguenza che un annullamento della prossima tornata elettorale potrebbe avere». Della questione tornerà ad occuparsene la Commissione legislativa in settembre: forse anche con una nuova proposta della stessa Svp. 

Alto Adige 11-7-12

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