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giovedì 19 luglio 2012

Alto Adige-Marocco i giovani s’incontrano per crescere assieme


LA STORIA»CULTURE A CONFRONTO

di Fabio Zamboni
BOLZANO Hanno tutti fra i 16 e i 23 anni. Dieci ragazzi altoatesini e otto marocchini, tutti assieme per una settimana, per capire meglio la cultura dell’altro, per confrontarsi senza pregiudizi. Sono i protagonisti del progetto "Hallo Ciao Maroc" dell'associazione Oew di Bressanone, che ieri li ha portati a visitare Bolzano: un giro in bicicletta per le vie del centro dove Youssef, pedalando, si è perso; poi un incontro in Provincia con il consigliere Riccardo Dello Sbarba che ha “raccontato” l'autonomia. Infine pranzo al parco Mignone di Oltrisarco, dove un ristoratore siriano della zona ha offerto cibi del suo Paese. È la prima volta che un progetto di volontariato giovanile gira alla rovescia, porta cioè quassù ospiti di quei paesi che normalmente sono invece la meta delle iniziative di volontariato . Nel 2009 e nel 2010 erano stati infatti dieci ragazzi altoatesini ad andare per una settimana nelle famiglie di Rabat, ospiti dell'associazione Bassma (Sorriso) che sostiene le famiglie che non sono in grado di garantire gli studi ai loro figli. Ieri dunque ci siamo introdotti nella comitiva italo-marocchina guidata dal mediatore interculturale bolzanino Abdel El Abchi e dalle curatrici del progetto, la bolzanina Gerda Gius e la brissinese Sonja Cimadom. Al momento del pranzo, i protagonisti di questo inedito scambio interculturale si raccontano: «E' una iniziativa preziosa _ garantisce Abdel, attivissimo in Alto Adige con varie associazioni interculturali _ perché mette a confronto giovani aperti alla conoscenza e alla comprensione. Ed è una scoperta continua. Majda, Hafida, Hassna, Youssef, Osama, Mohammed, Mustafa e Amin già conoscevano i ragazzi che li ospitano qui. Ma per loro è stato straordinario scoprire le abitudini degli altoatesini, il loro cibo, il loro modo di vivere. Quattro alloggiano a Bressanone presso Stefano, René, Judith e Julia, due a Bolzano da Alessandra e Anna, uno in val Gardena da Jaime, uno a Lana da Lisa, uno a Nova Levante da Elisa, uno al Renon da Anna. René, 19 anni, di Bressanone, maturità scientifica e poi servizio civile col Vke, ha le idee chiare: «Una bella esperienza, sono stato in Marocco lo scorso anno e ora vivo questo scambio. La differenza più vistosa mi sembra il modo di vivere il tempo, che per loro è molto più elastico, e l'importanza che noi diamo al denaro rispetto a loro. Capire questo può aiutare anche noi, quantomeno ad essere più tolleranti». Domani il tour continua: i ragazzi faranno visita ai profughi nordafricani. Perché l’obiettivo è mostrare tutta la nostra realtà, non solo l’”isola felice”. 
Alto Adige 19-7-12

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