Un esercito di poveri
di Gastone Boz
Peggio dell'Italia, oltre ai paesi
balcanici, fanno il Belgio e la Spagna. Meglio, invece, tutti gli
altri dove le pensioni hanno un valore più alto e lo stato-sociale è
di maggiore qualità. Un altro dato allarmante, che emerge dalla
ricerca, è relativo al potere d'acquisto delle pensioni. Nell'Europa
a 27 il 68% del reddito da pensione è assorbito dal costo della
vita, l'Italia si attesta intorno all'84%. Il nostro paese ha,
quindi, allo stesso tempo i redditi da pensione più bassi in Europa
e il costo della vita più alto, peraltro sempre di più in crescita.
La situazione peggiore è per le donne che hanno lavorato a part-time
o che vivono della sola pensione di reversibilità. Si sta formando
un esercito di poveri e va risolto in fretta. Per farlo bisogna
intervenire togliendo il blocco della rivalutazione annuale della
pensione, introdotto prima da Berlusconi e poi consolidato da Monti;
ridurre il prelievo fiscale che, come per il lavoro dipendente, è
diventato insostenibile. Che oggi a pagare sia chi non l'ha mai
fatto, chi ha evaso, chi ha dichiarato molto meno di quanto ha
guadagnato, chi ha portato gli incassi nelle banche svizzere.
Potenziare il servizio pubblico dello Stato Sociale. Serve una
patrimoniale e non l'Imu che colpisce i soliti noti. Gli anziani sono
stati e sono la spina dorsale di questo paese. Sono quelli che hanno
conquistato libertà e democrazia, che hanno reso competitivo il
sistema produttivo lavorando e faticando e che oggi dimostrano
generosità e altruismo aiutando figli e nipoti, privandosi in parte
della pensione per aiutarli a sopravvivere in un paese che li esclude
o li espelle dal mondo del lavoro. L'idea dell'Europa pare essere un
bel sogno se diviene uno spazio comune senza identità condivisa e
senza politica. L'attenzione ossessiva verso i temi economici ha
creato queste situazioni. Monti con i provvedimenti, sta costruendo
un "disegno di paese". Il suo pensiero è che il mercato
sia importante per organizzare l'economia economica ma che ci voglia
un forte intervento dello Stato per garantire l'equilibrio
distributivo delle ricchezze. Quello che manca è però una forte
mobilitazione politica e culturale che ci dica dove si vada a parare.
E noi siamo sulla difensiva perché rappresentiamo solo una parte
della società, chi ha il compito di rappresentare tutti, i partiti
di sinistra, oggi non hanno ancora progettato un diverso "disegno
di paese". Mi tornano spesso alla memoria le semplici frasi che
diceva in casa mio padre, sentite alla Cgil di allora, poche, facili
da capire nel significato e negli obiettivi: "Pane - lavoro -
libertà - giustizia". Queste parole facevano muovere milioni di
persone. Non siamo più abituati alle frasi semplici e comprensibili.
La Francia con Hollande potrebbe diventare il simbolo di questa
iniziale svolta che potrebbe aiutare a chiarire molte cose, anche nel
nostro paese.
La voce dei lavoratori
giugno 2012

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