Partiamo dal lavoro
di Doriana Pavanello
Nutrite produzioni di dati che
rimbalzano sui media, scatenano dibattiti, interventi stupefatti e
ipocriti dei politici, seguiti da dichiarazioni di principio che
notoriamente non costano nulla. Poi tutto si ferma lì. La politica,
alla quale sarebbe demandato il compito di realizzare azioni concrete
per superare i gap tra donne e uomini, preferisce occuparsi invia
esclusiva delle compatibilità del bilancio pubblico ignorando
volutamente che investimenti mirati per favorire il lavoro delle
donne -compreso quello di cura -potrebbero costituire un elemento
capitale per il rilancio economico di questo Paese. Di fronte alla
latitanza di un progetto politico complessivo che vada oltre i
ristretti confini del rigore contabile, le donne hanno invece ripreso
il filo delle loro lotte partendo dalla rivendicazione di un lavoro
decente per tutte e tutti, un lavoro stabile e di qualità che non
deve vederle discriminate nelle opportunità di carriera o di accesso
al lavoro in relazione alla loro caratteristica biologica di mettere
al mondo dei figli. In cima alle nostre priorità c'è la questione
del lavoro ma anche l'urgenza di colmare il divario della
rappresentanza di genere, dentro alle istituzioni, dentro ai partiti,
dentro ai sindacati e dentro alle aziende in una misura che non sia
solo testimoniale e neppure perennemente subalterna. Le riforme
intraprese dall'attuale quadro politico non ci convincono perché
oltre a segnare un arretramento generale sul piano dei diritti del
lavoro, presenta misure irrisorie per favorire e incentivare (impiego
e (ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Voucher per
(assistenza unico, un unico e solo giorno di congedo obbligatorio per
paternità, un mancato ed efficace contrasto alle dimissioni in
bianco, il prolungamento dell'età pensionabile, i tagli allo stato
sociale e quindi ai servizi di assistenza e cura, ci fanno capire che
le politiche del rigore sono politiche che vanno prevalentemente
contro le donne. Negli anni abbiamo mescolato le nostre
rivendicazioni di donne con quelle della complessità delle
problematiche del lavoro e dei diritti di cittadinanza ora è il
momento di focalizzarci su alcune priorità e di batterci a tutti i
livelli affinché i risultati raggiunti segnino dei punti di non
ritorno sul piano dell'uguaglianza del diritto perché, a ben vedere,
anche i diritti non sempre sono stati distribuiti in modo eguale tra
i generi. Lavoro decente, rappresentanza e welfare saranno i temi sui
quali si discuterà nel corso dell'assemblea delle donne delle Camere
del lavoro della Cgil - convocata per i prossimi 5 e 6 giugno
nell'intento di mettere nero su bianco proposte e punti di vista
dalla parte delle donne. Questa ampia discussione sarà poi oggetto
di confronto nell'autunno di quest'anno di analoghe assemblee
regionali che troveranno un nuovo momento di sintesi nel marzo 2013
in un summit finale quando sarà messa a punto una piattaforma
articolata di proposte e quando il livello di coinvolgimento sulle
proposte avanzate dalla Cgil avrà raggiunto il suo vertice nonché
lanciato un messaggio forte e chiaro ai partiti politici in
competizione per la prossima tornata elettorale.
La voce dei lavoratori
giugno 2012

Nessun commento:
Posta un commento