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lunedì 21 maggio 2012

Tre appartamenti per cominciare a vivere



Alle case Ipes di Laives ospitano persone diversamente abili sulla strada dell’integrazione

di Bruno Canali
LAIVES Inaugurazione, sabato mattina, delle tre unità abitative per disabili allestite dalla Comunità Comprensoriale presso le case Ipes di via Noldin. È stata una piccola cerimonia, alla quale hanno partecipato il presidente della Comunità comprensoriale Oswald Schiefer, il direttore dei servizi sociali Bernhard Von Wohlgemuth, il sindaco di Laives Liliana Di Fede e l'assessore alle politiche sociali Claudia Guarda, insieme al parroco don Walter Visintainer, che ha benedetto la struttura. Una piccola cerimonia per un servizio di grande importanza per l’intera comunità. I tre appartamenti ospitano già dallo scorso anno 13 persone con diverse disabilità fisiche, cognitive o psichiche: sono seguite 24 ore su 24 da un team di educatori ed assistenti. Ma l'obiettivo principale è di puntare alla loro massima integrazione possibile con il territorio. «Questo primo anno – spiega il responsabile delle strutture residenziali della Comunità comprensoriale Enrico Camin – è andato molto bene. Il progetto pedagogico è proprio quello di uscire dalle strutture tradizionali per andare ad inserire i nostri utenti insieme alle famiglie e quindi alla società. Abbiamo constatato che questo modello dà ottimi risultati, sia da un punto di vista della qualità della vita che - e non è da sottovalutare nemmeno questo aspetto – della sostenibilità economica». Nei tre appartamenti (uno in grado di ospitare cinque persone e due predisposti per quattro ospiti) ciascun utente ha a disposizione una stanza singola, mentre condivide con i propri “coinquilini” il bagno, la cucina e il soggiorno. Al piano terra del condominio Ipes di via Noldin è disponibile anche una sala comune, che è stata data in gestione proprio ai servizi sociali della Comunità Comprensoriale. «Il nostro obiettivo – spiega Camin – è di utilizzare questa sala polifunzionale come punto di incontro con gli altri condomini, organizzando una serie di iniziative che possano contribuire a creare un clima di buon vicinato e migliorare le relazioni tra tutte le persone che vivono in questo condominio e non solo». L’intregazione, insomma, parte già all’interno dello stesso condominio, con l’incontro degli altri residenti della struttura e il coinvolgimento di tutti in attività comuni. le iniziative organizzate in questo ultimo anno hanno mostrato che la strada è quella giusta e che gli ospiti dei tre alloggi di via Noldin possono avere un proprio ruolo all’interno della comunità.
Alto Adige 21-5-12

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