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martedì 22 maggio 2012

Tasse lavoro, l’Italia paga di più



Secondo Eurostat siamo il Paese con il carico maggiore. Cgia: al fisco mezzo stipendio  

BRUXELLES Salgono nel 2012 le imposte sui redditi delle persone fisiche: in Italia è pari al 47,3% (nel 2011 era pari al 45,6%) mentre la media dell’Eurozona è stata pari al 43,2% (42,2% l’anno precedente). I dati sono stati diffusi ieri da Eurostat e variano dal massimo del 56,6% pagato dagli svedesi al 10% dei bulgari. Particolarmente elevato l’aumento dell’imposizione per gli spagnoli, passati dal 45% del 2011 al 52% di quest’anno. Dati, precisa Eurostat, si riferiscono alle aliquote massime di imposta sulle persone fisiche, e colpiscono dunque livelli di reddito che variano di paese in paese: nel caso dell’Italia, rileva l’istituto statistico Ue, l’aliquota più alta viene applicata sui redditi superiori ai 75mila euro. Per quanto riguarda le imposte sui redditi delle società (Irpeg), anche in questo caso l’aliquota massima ha registrato un aumento: nell’Eurozona è passata in media dal 25,9% al 26,1%, nell’Ue a 27 paesi dal 23,4% al 23,5%, mentre in Italia è rimasta stabile negli ultimi due anni al 31,4% (era al 41,3% nel 2000). I tassi più elevati per quanto riguarda questa voce si registrano in Francia (36,1%) e Belgio (34%), i più bassi in Bulgaria (10%) e Irlanda (12,5%). Per quanto riguarda l’Iva massima applicata, la media dell’Eurozona è pari al 20% che sale al 21% nell’Ue 27, come anche in Italia, ma varia dal 15% del Lussemburgo al 25% di Svezia e Danimarca. Non solo. Italia è maglia nera d’Europa anche per la pressione fiscale sul lavoro. Come si legge nel rapporto Eurostat, infatti, il tasso dell’imposizione implicita sul lavoro in Italia è stato pari al 42,6% nel 2010 (42,3% nel 2009), contro una media del 34% nell’Eurozona e del 33,4% nell’Unione europea a 27 paesi. «I dati presentati oggi dall’Eurostat ci dicono che la pressione fiscale sugli stipendi è la più alta d’Europa», commenta la Cgia di Mestre che ha misurato l’incidenza delle tasse e dei contributi previdenziali sullo stipendio medio di un operaio e di un impiegato italiano. In pratica il prelievo fiscale supera della metà gli stipendi e i salari lordi degli italiani. L’aumento della pressione fiscale sugli italiani è «l’ennesimo amaro primato» del nostro Paese in Europa. Ad avere le colpe è tuttavia anche l’Ue, che «persiste con il governo Monti in una perversa spirale: impone più tasse a chi già le paga e poco fa per punire chi evade». Così l’eurodeputato dell’Idv Niccolò Rinaldi ha commentato le cifre pubblicate ieri.
Alto Adige 22-5-12

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